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Meloni ha ragione: i soldi del Pnrr per l’agricoltura sono aumentati

| 05 febbraio 2024
La dichiarazione
«Le risorse del Pnrr dedicate al mondo degli agricoltori [...] passano da 5 a 8 miliardi di euro»
Fonte: YouTube | 2 febbraio 2024
ANSA/ANDREA CANALI
ANSA/ANDREA CANALI
Verdetto sintetico
La presidente del Consiglio ha ragione.
In breve
  • Il Pnrr originario stanziava 3,7 miliardi di euro negli investimenti dell’agricoltura, a cui si aggiungevano 1,2 miliardi dal fondo complementare al Pnrr. TWEET
  • La revisione del piano, approvata a inizio dicembre, ha aggiunto altri 2,8 miliardi di euro, portando le risorse complessive a quasi 8 miliardi. TWEET
Il 2 febbraio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato la 3Sun Gigafactory a Catania, una delle fabbriche più grandi d’Europa per la produzione di pannelli solari. Durante il suo intervento, Meloni ha commentato le proteste di questi giorni degli agricoltori, dicendo che con la revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) il governo ha aumentato da «5 a 8 miliardi di euro» le risorse del destinate dal piano all’agricoltura. 

La presidente del Consiglio aveva fatto la stessa dichiarazione il giorno prima, durante il punto stampa alla fine del Consiglio europeo straordinario. «Noi abbiamo fatto un lavoro in un anno molto importante sul mondo agricolo: ricordo solamente che abbiamo portato da 5 a 8 miliardi le risorse del Pnrr destinate al settore agricolo», aveva detto Meloni commentando le proteste degli agricoltori con i trattori per le strade di Bruxelles.

Al di là delle ragioni dietro alle proteste, abbiamo controllato che cosa dicono i numeri e sui soldi del Pnrr la presidente del Consiglio ha ragione.

Quanto stanziava il Pnrr per l’agricoltura

Il Pnrr originario, approvato nel 2021 durante il governo Draghi, finanziava con circa 3,7 miliardi di euro quattro investimenti del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, rinominato dal governo Meloni Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, attualmente guidato dal ministro Francesco Lollobrigida. Questi quattro investimenti fanno parte della missione numero due del Pnrr, quella dedicata alla «rivoluzione verde» e alla transizione ecologica.

Ottocento milioni di euro sono stati stanziati per potenziare lo sviluppo della logistica e delle infrastrutture nel settore dell’agroalimentare, della pesca e della floricoltura. Cinquecento milioni sono stati destinati al sostegno dell’innovazione e della meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare. Il finanziamento più sostanzioso, da un miliardo e 500 milioni di euro, è andato ai cosiddetti “parchi agrisolari”. L’obiettivo di questo investimento è sostenere la realizzazione di impianti fotovoltaici nel settore agricolo sui tetti dei fabbricati, evitando così il consumo di suolo. Infine 880 milioni di euro sono stati stanziati per aumentare l’efficienza dei sistemi di irrigazione e per ridurre le perdite e lo spreco d’acqua.

A questi 3,7 miliardi di euro complessivi il governo Draghi aveva aggiunto (pag. 90) altri 1,2 miliardi di euro per rafforzare i cosiddetti “contratti di filiera e di distretto” nel settore agroalimentare. Questi contratti sono sottoscritti dal Ministero dell’Agricoltura con vari soggetti della filiera agroalimentare. Il loro obiettivo, spiega il sito del ministero, è «potenziare le relazioni intersettoriali lungo le catene di produzione, trasformazione e commercializzazione, attraverso l’aggregazione dei produttori e la creazione di responsabilità solidale delle imprese della filiera». Gli 1,2 miliardi di euro stanziati dal governo Draghi non provenivano dal Pnrr, che è finanziato con risorse europee, ma dal fondo complementare al Pnrr, finanziato con oltre 30 miliardi di euro di risorse nazionali. Questo fondo si chiama ufficialmente “Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr” e, come suggerisce il nome, supporta il Pnrr e la sua attuazione. 

Come abbiamo spiegato più volte nella nostra newsletter I soldi dell’Europa dedicata al Pnrr (ci si iscrive gratis qui), molti investimenti del fondo complementare hanno accumulato ritardi. Secondo il monitoraggio più aggiornato della Ragioneria generale dello Stato, a fine settembre 2023 le scadenze fissate per i contratti di filiera erano state rispettate solo in parte. 

Ricapitolando: se si considerano il Pnrr originario e il suo fondo complementare, all’agricoltura andavano quasi 5 miliardi di euro, la cifra citata da Meloni. Come si arriva agli «8 miliardi di euro» di cui ha parlato la presidente del Consiglio a Catania e a Bruxelles?

La revisione del Pnrr

A inizio dicembre il Consiglio dell’Unione europea ha approvato in via definitiva la revisione del Pnrr italiano. Pochi giorni prima, il 24 novembre, era arrivata la valutazione positiva della Commissione europea, dopo mesi di trattative con il governo Meloni, che aveva presentato la sua proposta di revisione del Pnrr a fine luglio. La revisione del piano è stato un compromesso tra le richieste del governo italiano e quelle delle autorità europee, e ha previsto l’integrazione con le risorse del programma REPowerEU, creato dall’Unione europea per ridurre la dipendenza degli Stati membri dai combustibili fossili russi.

Due novità riguardano gli stanziamenti di cui è titolare il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Ora il nuovo Pnrr stanzia 2 miliardi di euro in più per finanziare il “Fondo rotativo contratti di filiera”, che sarà gestito dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea). Questo fondo dovrà sostenere con prestiti agevolati e sovvenzioni le imprese e le associazioni di produttori agricoli, migliorando i processi produttivi e riducendo le emissioni di gas serra.

Con la revisione del Pnrr è poi aumentato di 850 milioni di euro lo stanziamento per i parchi agrisolari, che ora può contare complessivamente su 2 miliardi e 350 milioni di euro. L’obiettivo finale è installare entro la fine di giugno 2026 pannelli con almeno 1.383.000 (kW) di capacità di generazione di energia solare.

Sommando i 2,8 miliardi di euro messi in più dalla revisione del Pnrr con i 5 miliardi di euro previsti dal piano originario, si ottengono i quasi 8 miliardi di cui ha parlato correttamente Meloni.

Il verdetto

Giorgia Meloni ha dichiarato che con la revisione del Pnrr le risorse destinate dal piano all’agricoltura sono aumentate da 5 a 8 miliardi di euro. Numeri alla mano, la presidente del Consiglio ha ragione.

Il Pnrr originario stanziava 3,7 miliardi di euro negli investimenti dell’agricoltura, a cui si aggiungevano 1,2 miliardi dal fondo complementare al Pnrr. La revisione del piano, approvata a inizio dicembre, ha aggiunto altri 2,8 miliardi di euro, portando le risorse complessive a quasi 8 miliardi.

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