Matteo Salvini

No, «più della metà» di una bolletta non va in tasse

«Di 100 euro di bolletta, più della metà sono Iva e tasse. Non è che la bolletta aumenti perché aumenta il gas in Russia»

Pubblicato: 20 set 2021
Data origine: 16 set 2021
Macroarea economia

Il 16 settembre, ospite a Diritto e Rovescio su Rete 4, il segretario della Lega Matteo Salvini ha commentato l’annuncio, fatto tre giorni prima dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, dell’aumento fino al 40 per cento delle bollette dell’energia elettrica in autunno.

Salvini ha chiesto al governo di intervenire per limitare gli aumenti, dicendo (min. 11:15) che «più della metà» del costo di una bolletta è composto da «Iva e tasse». Il leader della Lega ha poi suggerito che l’aumento dei costi in bolletta non dipende dall’aumento dei costi della materia prima, o meglio, dal costo del «gas in Russia».

È davvero così? Abbiamo verificato e Salvini sbaglia. A incidere sul prezzo della bolletta di luce e gas sono principalmente i costi delle materie prime, il cui aumento nel secondo trimestre del 2021 è il principale motivo dei rincari delle bollette in autunno.

Quali sono le voci di spesa nelle bollette

Vediamo innanzitutto quali sono le voci di spesa di cui sono composte le bollette della luce. Le componenti di spesa fisse sono: la spesa per materia energia, quella per il trasporto e la gestione del contatore, gli oneri di sistema, e infine l’Imposta sul valore aggiunto (Iva) e l’imposta di consumo (accisa).

Come spiega l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), tra le imposte presenti in bolletta – le generiche «tasse» a cui fa riferimento Salvini – bisogna comprendere solo l’Iva e l’accisa. Gli oneri di sistema comprendono «costi per attività di interesse generale per il sistema elettrico nazionale», che, tra le altre cose servono soprattuto a sostenere la produzione di energie rinnovabili.

Le voci non fisse, che compaiono solo in casi specifici, sono invece i ricalcoli (costi aggiuntivi da pagare per compensare bollette precedenti, in caso di variazione delle tariffe), le altre partite (costi aggiuntivi come interessi di mora, addebito o restituzione del deposito cauzionale, gli indennizzi automatici e i contributi di allacciamento), il bonus sociale (sconti sull’importo della bolletta in base all’Isee) e il canone di abbonamento alla televisione per uso privato.

La composizione della bolletta del gas è simile a quella della luce. Le voci di spesa fisse sono: le spese per la materia gas naturale, quelle per il trasporto e la gestione del contatore, gli oneri di sistema e, come per la luce, l’Iva e le accise. Anche nella bolletta del gas possono essere presenti altre voci, tra le quali troviamo i ricalcoli, le altre partite e il bonus sociale.

Quanto pesano Iva e tasse

Come spiega Arera, l’accisa si impone, rispettivamente, sulla quantità di energia elettrica e di gas consumati. Al contrario, l’Iva si applica sull’importo totale della bolletta. Nel caso dell’energia elettrica l’Iva è ridotta al 10 per cento per gli usi domestici, mentre è al 22 per cento per le attività non domestiche. Per quanto riguarda la bolletta del gas, il regime di tassazione è simile: l’Iva è pari al 10 per cento del totale della bolletta per i primi 480 metri cubi consumati in un anno, mentre è al 22 per cento per i consumi restanti.

In base ai dati più aggiornati di Arera, relativi al terzo trimestre del 2021 (luglio, agosto e settembre 2021), le imposte – dunque la somma di Iva e accise – costituiscono il 12,6 per cento della spesa per la fornitura di un kilowatt di energia elettrica [1]. Quasi il 60 per cento del prezzo dell’elettricità è determinato dai costi dell’energia stessa, cioè della materia prima, mentre il 17 per cento è costituito dalle spese di trasporto e gestione del contatore. Infine, a gravare sul costo della corrente elettrica sono gli oneri di sistema per circa il 10 per cento. Dunque, a differenza di quello che dice Salvini, non è vero che le imposte costituiscono «più della metà» di una bolletta dell’energia (grafico).

Grafico 1 – Composizione percentuale del prezzo dell'energia elettrica per un consumatore domestico tipo terzo trimestre 2021 – Fonte: Arera

Il discorso è abbastanza simile per la bolletta del gas. Anche se in questo caso, la percentuale di tasse sull’importo totale del costo dell’energia aumenta. Nel terzo trimestre del 2021, infatti, Iva e accise costituiscono il 35,63 per cento del prezzo del gas naturale per una famiglia. Anche in questo caso, le tasse non costituiscono la principale voce di spesa. Infatti, prima ancora delle imposte, a incidere di più sulla bolletta del gas è il costo della materia prima (43 per cento). Seguono poi il costo del contatore (16 per cento) e per circa il 5 per cento gli oneri di sistema (grafico).

Grafico 2 – Composizione percentuale del prezzo del gas naturale per un consumatore domestico tipo terzo trimestre 2021 – Fonte: Arera

L’aumento del costo delle materie prime

Come è cambiato nel tempo il costo della materia prima per produrre energia? Secondo i dati di Arera, nel giro di un anno – dunque rispetto al terzo trimestre del 2020 – l’importo di Iva e accise sul costo dell’elettricità è diminuito di quasi un punto percentuale e mezzo, passando dal 14 al 12,6 per cento [2]. Un discorso analogo vale per il gas naturale. In un anno, nel costo della bolletta, l’ammontare di tasse è passato [3] dal 44 al 35 per cento.

La voce di spesa che pesa di più sul prezzo dell’elettricità è infatti il costo della materia prima, che nel corso dell’ultimo anno è andato via via aumentando. Infatti, dal terzo trimestre 2020 al terzo trimestre 2021, il peso della materia è passato dal 28 al 44 per cento dell’importo totale di una bolletta (grafico).

Grafico 3 – Andamento del prezzo dell'energia elettrica per un consumatore domestico tipo in regime di tutela – Fonte: Arera

Per quanto riguarda il costo del gas naturale, il discorso è un po’ più complesso. Infatti, in valore assoluto, dal terzo trimestre 2020 il peso delle tasse nella bolletta del gas è aumentato da 26,46 a 30,17 euro per metro cubo. Tuttavia, in proporzione, è aumentato di più il costo della materia prima, che è passato da 16,68 a 38,86 euro per metro cubo. Dunque, tanto per l’elettricità quanto per il gas, è sbagliato sostenere – come fa Salvini – che i rincari delle bollette non dipendano dall’aumento dei costi delle materie prime. Infatti, secondo gli esperti, a incidere sull’aumento delle bollette sono soprattutto due fattori: la crescita della domanda di gas e il rialzo dei prezzi dei permessi di emissione di anidride carbonica, gli Emission trading scheme (Ets), ossia i permessi che a livello europeo le aziende pagano per “poter inquinare” (grafico).

Grafico 4 – Andamento del prezzo del gas naturale per un consumatore domestico tipo in regime di tutela – Fonte: Arera

Quanto ricava lo Stato delle accise su energia e gas?

Prima di concludere, vediamo quanti soldi incassa lo Stato con le imposte sulle bollette.

Secondo l’ultimo rapporto sulle entrate tributarie del Ministero dell’Economia, tra gennaio e luglio 2021 lo Stato ha incassato quasi un miliardo e mezzo di euro dall’accisa sull’energia elettrica e quasi un miliardo e 800 mila euro dall’accisa sul gas naturale, per un totale di oltre tre miliardi.

Nel solo mese di luglio 2021, le accise sull’energia elettrica e gas naturale hanno determinato un gettito di quasi 500 milioni di euro: poco più di 200 milioni dall’energia, quasi 270 dal gas.

Il verdetto

Secondo Matteo Salvini, su una bolletta da 100 euro di luce o gas «più della metà» dell’importo è costituito da Iva e accise, mentre gli aumenti delle bollette verificatesi nelle ultime settimane e previsti per l’autunno non dipenderebbero da un aumento del costo della materia prima.

Abbiamo verificato e il leader della Lega sbaglia. Le tasse non pesano per più della metà delle bollette di luce e gas, ma è vero che, prima dei recenti aumenti, il costo dell’energia pesava solo per metà della bolletta (ma questo non vuol dire che la metà restante fossero tutte tasse). Il fenomeno principale che si è verificato nel corso dell’ultimo anno è poi un significativo aumento del costo della materia prima, che è divenuta la principale voce di spesa sul prezzo di elettricità e gas.

In conclusione, Salvini si merita un “Pinocchio andante”.


[1] Per Arera, la famiglia tipo ha consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh l’anno e una potenza impegnata di 3 kW. Per il gas i consumi sono di 1.400 metri cubi annui. Con “servizio di maggior tutela” si intende l'erogazione di energia elettrica e gas alle condizioni economiche e contrattuali stabilite dall'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente.

[2] Nel menu in alto a sinistra selezionare prima “III trimestre 2021” e poi “III trimestre 2020”

[3] Nel menu in alto a sinistra selezionare prima “III trimestre 2021” e poi “III trimestre 2020”

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