Isabella Rauti

No, non c'è un femminicidio al giorno

«Non possiamo dire che questo fenomeno conosca una diminuzione, e stiamo passando da una media di due giorni e mezzo tra un femminicidio e l’altro, a una media di un giorno. Ogni giorno una donna viene uccisa»

Pubblicato: 23 feb 2021
Data origine: 22 feb 2021
Macroarea questioni sociali

La senatrice di Fratelli d’Italia Isabella Rauti, membro della commissione Femminicidi e violenza di genere in Senato, in un’intervista al Quotidiano del Lazio del 22 febbraio ha sostenuto che i femminicidi siano in forte aumento (quasi triplicati) e che «ogni giorno una donna viene uccisa».

Il problema della violenza di genere in Italia resta grave, possiamo però dire che fortunatamente la situazione non è quella descritta da Rauti: non c’è infatti stato nell’ultimo anno un drammatico aumento dei casi e non viene uccisa una donna al giorno. Andiamo a vedere i dati.

Gli omicidi volontari nel 2020

La Direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento della Pubblica sicurezza ha pubblicato il 28 gennaio 2021 un documento sugli omicidi volontari in Italia nel quadriennio 2017-2020, con particolare riferimento a quelli riconducibili alla violenza di genere.

Qui si vede che gli omicidi, nel complesso, sono in diminuzione costante: 375 nel 2017, 359 nel 2018, 315 nel 2019 e 271 nel 2020. Un calo sul quadriennio del 28 per cento circa.

Anche gli omicidi di donne, in totale, sono calati nello stesso periodo, ma meno: dai 132 del 2017 siamo passati ai 112 del 2020, una diminuzione del 15 per cento.

Se però guardiamo agli omicidi di donne avvenuti in ambito familiare o affettivo (la categoria in cui possiamo inserire i femminicidi in attesa di una definizione condivisa a livello internazionale), non si registra nessun calo, anzi un leggero aumento: dalle 96 vittime del 2017 siamo passati alle 98 del 2020 (erano state 111 nel 2018 e 94 nel 2019).

Tabella 1. Omicidi volontari consumati in Italia – Fonte: Direzione centrale della polizia criminale

Da questi numeri risulta chiaramente che l’affermazione di Rauti sia sbagliata: non stiamo affatto passando da una media di un femminicidio ogni due giorni e mezzo a una di un femminicidio al giorno.

Gli omicidi nel loro complesso (271 nel 2020) sono nettamente meno dei 365 giorni dell’anno. Gli omicidi di donne (112 nel 2020) sono poi meno di uno ogni tre giorni e i femminicidi, nel senso di omicidi di donne nell’ambito familiare o affettivo (98 nel 2020), sono circa uno ogni tre giorni e mezzo. L’andamento dei femminicidi poi, rispetto agli anni precedenti, è sostanzialmente costante.

Anche nel 2021 poi, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio femminicidi di Repubblica, non si registra un femminicidio al giorno.

Da dove viene l’errore di Rauti?

Possiamo ipotizzare che Rauti sia caduta in errore interpretando in modo scorretto un recente report dell’Istat.

Nella sua intervista la senatrice di Fdi infatti, prima della frase che abbiamo analizzato, aveva detto che «l’Istat ha appena pubblicato questa relazione in cui si afferma che nei primi sei mesi del 2020, il numero dei femminicidi era pari al 45 per cento del totale degli omicidi, a fronte di un totale del 35 per cento dei primi sei mesi del 2019. questa percentuale sarebbe aumentata arrivando al 50 per cento durante i mesi del lockdown di marzo e aprile 2020. Dunque non possiamo dire che questo fenomeno conosca una diminuzione».

Il 5 febbraio 2021 l’Istat ha pubblicato un report – “Autori e vittime di omicidio” – in cui si legge che «per le donne la situazione si è ulteriormente aggravata nel primo semestre 2020: gli assassini di donne sono stati pari al 45,0 per del totale degli omicidi, contro il 35,0 per cento dei primi sei mesi del 2019, e hanno raggiunto il 50,0 per cento durante il lockdown nei mesi di marzo e aprile 2020».

Ma le percentuali, senza i dati in valore assoluto (che il report dell’Istat in questione non contiene), non permettono di dire se i femminicidi siano aumentati o meno. Se, ad esempio, da un anno con l’altro gli omicidi di donne in ambito familiare e affettivo passsassero dall’essere un terzo del totale a essere i due terzi del totale, ma il totale passasse da 300 a 30, il calo dei femminicidi sarebbe vertiginoso: da 100 a 20.

Che l’origine dell’errore di Rauti sia questa o meno, il risultato finale non cambia: non è vero che i femminicidi siano quasi triplicati e che «ogni giorno una donna viene uccisa».

Il verdetto

Il 22 febbraio Isabella Rauti, senatrice di Fratelli d’Italia, ha sostenuto che i femminicidi in Italia stiano aumentando fortemente, passando da uno ogni due giorni e mezzo a uno al giorno.

È falso: in base ai dati relativi al 2020 il numero di femminicidi (98) è sostanzialmente in linea con gli anni precedenti (94 nel 2019, 111 nel 2018, 96 nel 2017). La media è poi di circa uno ogni tre giorni e mezzo, non di uno al giorno. Nemmeno gli omicidi nel loro complesso, di uomini e donne insieme (271 nel 2020), arriva alla media di uno al giorno.

Per Rauti quindi un “Pinocchio andante”.

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