Giorgia Meloni

Un governo anziano e con poche donne: Meloni ha ragione?

«Come si concilia l'enfasi sulle donne e i giovani con un Governo che ha contemporaneamente una scarsa presenza femminile e l'età media più alta dell'ultimo decennio?»

Pubblicato: 19 feb 2021
Data origine: 18 feb 2021
Macroarea istituzioni

La presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, intervenendo alla Camera il 18 febbraio, ha chiesto provocatoriamente come si concili l’enfasi posta nel suo discorso dal presidente del Consiglio Mario Draghi su giovani e donne con «un governo che ha contemporaneamente una scarsa presenza femminile e l’età media più alta dell’ultimo decennio».

Quale sia la quantità di presenza femminile che possa essere considerata scarsa o abbondante è una questione soggettiva e, infatti, qualcuno ha criticato Draghi per non aver formato un governo con più donne. Ma, come vedremo, l’attuale presidente del Consiglio fa comunque meglio di molti dei suoi predecessori quanto a presenza di ministre. Quanto all’età media, non è poi vero che quella del governo Draghi sia la più alta del decennio.

Andiamo a vedere i dettagli, che possono essere esplorati anche grazie al progetto “I governi italiani ai raggi X”, realizzato da Il Sole 24 ore in collaborazione con Pagella Politica. Con una precisazione necessaria: mentre per gli altri governi sono stati conteggiati anche i sottosegretari, per il governo Draghi ancora no, visto che – con l’eccezione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli – non sono ancora stati nominati.

La presenza femminile al governo

Nel governo Draghi le donne sono 8 su 25 membri dell’esecutivo (contando anche il presidente del Consiglio e il sottosegretario Garofali) e rappresentano quindi il 32 per cento del totale.

I precedenti governi dell’ultimo decennio, considerando anche i sottosegretari, hanno tutti percentuali inferiori, con l’unica eccezione del governo Conte II, che aveva il 33,8 per cento di donne. Una percentuale comunque solo leggermente superiore.

Se teniamo in considerazione solo i ministri dei precedenti governi (senza contare il presidente del Consiglio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio), la situazione cambia: secondi i calcoli di OpenPolis – da noi integrati – il governo Draghi (8 ministre su 23, il 34,8 per cento) supera di poco il Conte II (7 donne su 21 ministri, il 33,3 per cento) e il governo Letta (33,3 per cento di donne), e supera di stacco invece i governi Berlusconi IV (di cui Meloni faceva parte), Monti, Gentiloni e Conte I. Il record imbattuto rimane comunque al governo Renzi con il 50 per cento di donne.

L’età media dei governi

L’età media del governo Draghi al momento dell’insediamento è di circa 55 anni. Nell’ultimo decennio, se consideriamo anche i sottosegretari dei precedenti governi, il record spetta al governo Monti, con 61 anni.

Seguono, a poca distanza tra loro, proprio il governo Draghi (55 anni) e i governi Berlusconi IV e Gentiloni (54 anni), e Letta (53 anni). I più giovani, e unici under 50, sono i due governi Conte, rispettivamente con 47 e 48 anni.

Se anche escludiamo i sottosegretari, secondo i calcoli di OpenPolis (che conteggiano comunque anche il presidente del consiglio), il governo Draghi (54,5 anni) resta comunque secondo, molto distante dal governo Monti (63 anni) e vicino ai governi Gentiloni e Letta (53 anni circa).

Il verdetto

Giorgia Meloni il 18 febbraio ha sostenuto che il governo Draghi abbia «contemporaneamente una scarsa presenza femminile e l'età media più alta dell'ultimo decennio».

L’affermazione è imprecisa. La quantificazione di una presenza femminile «scarsa» è soggettiva, ma la percentuale di ministri donne nel governo Draghi è la seconda più alta dell’ultimo decennio, se guardiamo anche ai sottosegretari dei precedenti governi. O, se guardiamo ai soli ministri, è comunque più elevata di quella dei governi Berlusconi IV (di cui Meloni faceva parte), Monti, Gentiloni e Conte I.

Quanto all’età media, il record dell’ultimo decennio – che si contino o meno i sottosegretari – spetta, di stacco, al governo Monti. Il governo Draghi arriva secondo, non lontano da diversi altri esecutivi (ad esempio i governi Gentiloni e Letta).

Per Meloni quindi un “Nì”.

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