Matteo Salvini

Davvero ci sono 13 Stati Usa senza disoccupati?

«Lo shock fiscale di Trump ha portato in 13 Stati della confederazione americana la disoccupazione sostanzialmente a tasso zero». (min.-1:53:18)

Pubblicato: 29 mag 2019
Data origine: 27 mag 2019
Macroarea questioni sociali

Il 27 maggio 2019 Matteo Salvini, ospite di Bruno Vespa a Porta a porta (Rai1), ha dichiarato che in 13 degli Stati che compongono gli Stati Uniti d’America la disoccupazione ha raggiunto «sostanzialmente» un tasso pari a zero.

Vediamo se è vero.

«Tasso zero», che proprio zero non è

I dati del Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiornati ad aprile 2019, registrano un tasso di disoccupazione negli Usa pari al 3,6 per cento. Questo valore è il più basso mai registrato dal 1969, quando aveva toccato il 3,5 per cento.

Prima di scendere al livello dei singoli Stati: prendere letteralmente la frase di Salvini ha poco senso, perché le economie contemporanee hanno comunque un tasso di disoccupazione che si può considerare fisiologico e non eliminabile. Gli studiosi lo chiamano tasso naturale di disoccupazione. Con questa espressione si intende un livello di disoccupazione considerato fisiologico per un normale stato dell'economia.

Il concetto fa il paio con quello del pieno impiego, che negli ultimi anni viene associato di tanto in tanto con gli Stati Uniti: ne parlò ad esempio l’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi ad aprile 2016 (e noi gli assegnammo un “C’eri quasi”).

Non è però banale fissare la soglia del pieno impiego, né quella del tasso naturale di disoccupazione. Le stime di quale sia la mancanza di impiego ineliminabile variano a seconda dei tempi e dei luoghi. Secondo quanto scrive il sito istituzionale della Federal Reserve (la banca centrale degli Stati Uniti), oggi per gli Usa si può considerare un valore del tasso naturale di disoccupazione tra il 4 e il 5 per cento. Secondo il Congressional Budget Office (agenzia federale Usa, simile al nostro Ufficio parlamentare del bilancio), la soglia dovrebbe essere circa il 4,6%.

Prendiamo dunque il valore del 4,6 per cento, e vediamo quanti sono gli Stati che si trovano al di sotto di questa soglia.

Non sono 13 come sostiene il ministro dell’Interno, ma addirittura 44 su 51 (includendo il District of Columbia).

Come si vede nella tabella sottostante, che sintetizza i dati del Dipartimento del Lavoro Usa, solo Mississipi, West Virginia, Alaska, New Mexico, Arizona, District of Columbia e Washington hanno oggi valori superiori a questa soglia.

Tabella: Tasso di disoccupazione nei diversi Stati Usa ad aprile 2019 - Fonte: United States Department of Labour

Lo Stato con il tasso di disoccupazione più basso è il Vermont (2,2 per cento). Seguono, poi, il North Dakota (2,3 per cento), l'Iowa e il New Hampshire (2,4 per cento), le Hawaii, l'Idaho, il South Dakota e il Wisconsin (2,8 per cento).

Ma è merito di Trump?

Quando Obama lasciò la Casa Bianca - guardiamo ai dati di dicembre 2016 - gli Stati che avevano un tasso di disoccupazione inferiore al 4,6% erano 24 su 51. Dunque durante gli anni della presidenza Trump sono aumentati di 20 Stati.

Salvini sostiene che il merito di questi dati sia da attribuire allo «shock fiscale» di Trump, cioè i tagli di tasse approvati a fine 2017. È però impossibile stabilire un nesso univoco di causa/effetto, poiché i fattori che entrano in gioco nelle dinamiche del mercato del lavoro americano sono molti. Come riportano i colleghi fact-checkers americani di FactCheck.org, ad esempio, il tasso di disoccupazione era già sceso in maniera drastica con Obama, prima che si insediasse Trump, durante la cui presidenza il fenomeno è comunque proseguito.

Specularmente, anche l’aumento degli occupati è un trend che va avanti fin dal 2010 e, anzi, il ritmo di crescita era superiore durante il secondo mandato di Obama rispetto a quello di Trump.

Obama si insediò alla Casa Bianca a gennaio 2009, quando il tasso di disoccupazione era al 7,8%. Nei primi mesi del suo governo l'indice salì fino a toccare un massimo del 10% a ottobre 2009 e poi iniziò una discesa quasi costante, che portò il tasso di disoccupazione nel gennaio 2017, quando si insediò Trump, al 4,7%.

Il verdetto

Matteo Salvini ha dichiarato che in 13 Stati degli Stati Uniti la disoccupazione ha raggiunto un tasso vicino allo zero, grazie alle politiche fiscali di Trump. Nessuno Stato ha un tasso dello zero per cento, ma ben 44 Stati su 51 hanno un tasso di disoccupazione al di sotto della soglia considerata “naturale” e ineliminabile. Prima che si insediasse, gli Stati con un tasso di disoccupazione al di sotto della soglia naturale erano 24.

Resta forzato stabilire un nessi di causa/effetto tra il calo ai minimi storici della disoccupazione e le ricette fiscali del presidente americano: la tendenza a un aumento degli occupati e una diminuzione dei disoccupati era già cominciata ben prima che Trump si insediasse alla Casa Bianca.

Matteo Salvini merita quindi nel complesso un “Nì”.

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