Luigi Di Maio

La provincia di Napoli ha «uno dei più alti livelli di cancro in Europa»?

«Io vengo dalla provincia di Napoli, un'area col 60% di disoccupazione giovanile, con uno dei più alti livelli di indice di cancro in Europa». [«I come from the province of Naples, an area with 60 per cent youth unemployment, with some of the highest cancer index levels in Europe»]

Pubblicato: 09 nov 2018
Data origine: 04 nov 2018
Macroarea questioni sociali

In un’intervista rilasciata al quotidiano economico londinese Financial Times, Luigi Di Maio ha fatto due affermazioni riguardanti la provincia di Napoli.

Secondo il vicepresidente del Consiglio, la sua provincia d’origine vanterebbe due statistiche negative: la disoccupazione giovanile raggiungerebbe il 60 per cento dei giovani e il territorio avrebbe uno dei più alti indici di tumori in tutta Europa.

Abbiamo verificato.

Che cos’è la disoccupazione giovanile

Per definire il tasso di disoccupazione giovanile ricorriamo alla terminologia utilizzata da Eurostat, il servizio statistico della Commissione europea, che si rifà agli standard dettati dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO).

Secondo Eurostat, si definisce disoccupato giovanile colui o colei che rispetta quattro criteri: ha una età compresa tra i 15 e i 24 anni; non ha avuto alcuna occupazione durante la settimana oggetto di analisi; è disponibile a lavorare a partire dalle successive due settimane oppure deve iniziare un nuovo lavoro entro tre mesi; ha cercato attivamente un’occupazione nelle ultime quattro settimane.

Il tasso di disoccupazione giovanile è quindi il numero di disoccupati con età compresa dai 15 e i 24 sul totale dei giovani di quella età che sono parte attiva della forza lavoro, ossia che sono in condizioni di lavorare e che sono interessati a farlo (quindi, ad esempio, non gli studenti che decidono di studiare a tempo pieno). Questa è la stessa definizione che viene utilizzata anche dall’Istat.

La disoccupazione giovanile nel Napoletano

Il tasso di disoccupazione giovanile nel 2017 in Italia era pari al 34,7 per cento.

Quello della Città Metropolitana di Napoli – che, dal 2015, ha sostituto la provincia, pur mantenendo la stessa estensione territoriale – si attestava invece al 60,5 per cento [1], in salita di 5,8 punti percentuali rispetto al 2016 e del 25,1 per cento rispetto al livello del 2007 (grafico 1).

Grafico 1: Tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) Italia, Mezzogiorno* e Provincia di Napoli dal 2007 al 2017 – Fonte: Istat

Il tasso di disoccupazione giovanile era quindi di quasi 26 punti superiore a quello della media nazionale, e in crescita considerevole rispetto a dieci anni fa. Non solo. Il tasso di giovani senza un’occupazione a Napoli e nei comuni che la circondano era di circa 9 punti maggiore rispetto alla media (51,4 per cento) del Mezzogiorno.

I dati confermano quindi la prima dichiarazione del ministro Di Maio. Il territorio della provincia di Napoli ha effettivamente un tasso di disoccupazione giovanile di circa il 60 per cento, distinguendosi in negativo sia dalla media nazionale sia da quella del Mezzogiorno.

L’incidenza dei tumori

La Commissione Europea tiene traccia di diversi dati inerenti al cancro in Europa tramite una struttura chiamata European Cancer Information System (ECIS). Quest’ultima raccoglie informazioni relative l’incidenza, la mortalità e i tassi di sopravvivenza al cancro per i Paesi dell’Unione Europea e le aree (province e/o regioni) che la compongono.

Dato che Luigi Di Maio ha citato i livelli degli indici di cancro in Europa e non ha fatto riferimento alla mortalità o alla sopravvivenza, per verificare il tasso di tumori della provincia di Napoli e metterlo in relazione con le altre aree europee utilizzeremo i tassi di incidenza [2].

I numeri del Napoletano: incidenza

L’area di Napoli è al 43esimo posto su 116 divisioni geografiche, in termini di incidenza dei tumori in Europa. Nel 2012 (ultimo dato disponibile per Napoli) vi si registravano 565 [3] casi ogni 100 mila abitanti - contro i 650 della Scozia in prima posizione. Napoli è superata da molte altre aree d’Italia, come Parma, Biella, la Romagna, Milano, Bergamo e così via.

In termini di incidenza, non si può quindi dire che l’area di Napoli [4] svetti in maniera particolare rispetto ad altre aree dell’Unione Europea.

I numeri del Napoletano: mortalità

Una parziale conferma alla dichiarazione del leader pentastellato potrebbe però arrivare dai dati riferiti alla mortalità dei vari tipi di tumore, e non alla loro incidenza. Sempre secondo i dati dell’ECIS, l’area di Napoli si piazzava nel 2012 (ultimo dato disponibile) tra le prime 10 aree in termine di mortalità – precisamente al settimo posto tra le 116 aree europee analizzate (con 299,33 morti ogni 100 mila abitanti) – sebbene dietro all’area di Bergamo (in quinta posizione) e Lodi (in prima posizione) [5].

Una situazione confermata anche dai registri dei tumori della zona ASL Napoli 2 Nord (periodo 2010-2013) e Napoli 3 Sud (periodo 2008-2013), i quali riportano che il tasso di mortalità nei comuni di queste aree era maggiore sia rispetto alla media italiana sia rispetto a quella del Sud Italia.

Il verdetto

Luigi Di Maio ha dichiarato che la provincia di Napoli ha un tasso di disoccupazione giovanile del 60 per cento e uno dei più alti indici di tumori in Europa.

I dati evidenziano come la disoccupazione giovanile della provincia di Napoli abbia raggiunto, nel 2017, un valore pari al 60,5 per cento. Questa cifra, oltre ad essere in linea con quella riportata dal leader del M5S, è superiore alla media nazionale e a quella del Mezzogiorno. Napoli, però, non è tra le aree più colpite dal cancro in Europa in termini di incidenza. Se, invece, facciamo riferimento ai dati sulla mortalità da tumore, allora troviamo un riscontro, seppur parziale, all’affermazione di Luigi Di Maio. In quest’ultimo caso, infatti, l’area di Napoli si piazza in 7° posizione tra le 116 aree europee considerate, ma dietro ad altre due italiane (Bergamo e Lodi).

Il vicepremier Di Maio merita quindi un “C’eri quasi”.


[1] Classe di età > 15-24 anni - Personalizza > territorio> Napoli

[2] Per fare ciò siamo ricorsi al tasso di tumori ogni 100.000 abitanti standardizzato per età (Age-standardised rate o ASR). Questo misura quanti casi di tumori vengono rilevati ogni anno per 100.000 abitanti tenendo in considerazione la struttura della popolazione in termini di età, al fine di effettuare comparazioni tra Paesi con strutture differenti.

In parole semplici, essendo il cancro una malattia che diventa più frequente a mano a mano che si invecchia, è normale che una popolazione composta principalmente da giovani riporti un numero di tumori inferiore a una composta principalmente da anziani.

Una comparazione in termini assoluti del numero dei tumori rilevati in una certa area sarebbe quindi un dato poco esplicativo, poiché non terrebbe conto del fatto che le aree con un maggior numero di anziani sono anche quelle con un maggior numero di tumori. Un problema risolto con l’utilizzo dell’ASR.

[3] Per vedere questo dato bisogna scorrere in basso alla voce “Incidence trends by period”, cliccare sull’icona a destra “Select the table format” e poi su “Click here”. Una volta aperta la tabella basterà ordinarla in maniera decrescente rispetto al 2012.

[4] L’ECIS non specifica se con il termine “Naples” si riferisca alla città in sé o alla provincia. Se si riferisse alla città, potrebbe essere che Di Maio abbia ragione e che la provincia abbia effettivamente un tasso di incidenza dei tumori particolarmente elevato, il quale però potrebbe non essere ricompreso in un dato che considera solamente la città di Napoli.

Tuttavia e a prescindere dal fatto che “Naples” sia o meno la Provincia di Napoli, le stesse ASL che coprono 88 dei 92 comuni del napoletano (ASL Napoli 2 Nord e Napoli 3 Sud) confermano che l’incidenza dei tumori delle loro aree non superano quelli di altre aree italiane (e quindi quelle europee).

[5] Per vedere questo dato bisogna scorrere in basso alla voce “mortality trends by period”, cliccare sull’icona a destra “select the table format” e poi su “click here”. Una volta aperta la tabella basterà ordinarla in maniera decrescente rispetto al 2012.

* Nord: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna. Centro: Toscana, Marche, Umbria, Lazio. Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

Share the Facts
4
1
6
Pagella Politica rating logo Pagella Politica Verdetto:
C'eri quasi
«Io vengo dalla provincia di Napoli, un'area col 60% di disoccupazione giovanile, con uno dei più alti livelli di indice di cancro in Europa». [«I come from the province of Naples, an area with 60 per cent youth unemployment, with some of the highest cancer index levels in Europe»]
Financial Times
domenica 4 novembre 2018
Logo
Logo
Logo