Luigi Di Maio è tornato sull’argomento di quanti contributi economici l’Italia dia e riceva dall’Europa. Si tratta di un tema del quale hanno parlato spesso anche altri leader politici, come Matteo Salvini della Lega e Matteo Renzi del Partito democratico. Il leader del Movimento 5 stelle, in occasione di un’intervista a L’Aria che tira su La7 (min. 9’12”), ha dichiarato che “noi siamo un Paese fondatore e diamo 20 miliardi di euro ogni anno [all’Europa] e ce ne rientrano solo 12”. Anche Di Maio, come già Salvini e Renzi prima di lui, ha quindi utilizzato questi dati per criticare l’Unione europea, nei confronti della quale l’Italia avrebbe in un certo senso un credito di 8 miliardi di euro all’anno. Ma cerchiamo di capire, al netto delle valutazioni politiche, se queste cifre corrispondano alla realtà.



Quanti soldi diamo all’Europa…



È piuttosto semplice poter accedere ai dati citati da Di Maio, accedendo alla sezione del portale della Commissione europea dedicata alle entrate e uscite del bilancio europeo. Qui è possibile confrontare i dati degli ultimi anni e scaricare una tabella excel (se non parte il download automatico, cliccare “Download data 2000-2016” in questa pagina) con le serie storiche dal 2000 al 2016, ma anche analizzare i settori di spesa.



Partendo dal 2016, l’ultimo anno che presenti dati consolidati, si scopre come l’Italia abbia “dato all’Europa” 13,939 miliardi. Anche arrotondando si potrebbe parlare di 14 miliardi, una cifra ben lontana dai 20 miliardi citati da Di Maio. Se l’Italia avesse versato 6 miliardi in più come sostiene il leader pentastellato sarebbe stato come accrescere il contributo italiano del 42%.



E anche guardando agli anni passati è facile notare come nel 2015 il contributo fosse pari a 14,692 miliardi, mentre nel 2014 di 14,595 miliardi e nel 2013 di 15,748 miliardi. Proprio il 2013 è stato l’anno di picco in quanto a contributo italiano al bilancio Ue, mentre sia dopo (come si è visto) sia prima la cifra è sempre stata più bassa, a partire dai 9,516 miliardi del 2000 quando però anche il totale del bilancio europeo era molto più basso rispetto a oggi (72,702 miliardi nel 2000 contro i 112,080 miliardi del 2016).



E quanti ne riceviamo…



Passando invece alle spese dell’Unione europea in Italia, si può notare nelle stesse tabelle come nel 2016 il nostro Paese abbia ricevuto 11,592 miliardi di euro, mentre nel 2015 i miliardi erano 12,338, nel 2014 erano 10,695 e nel 2013 erano 12,554.






Di Maio è quindi piuttosto preciso per quanto riguarda i soldi in arrivo dalla Ue, che negli ultimi anni si sono sempre aggirati intorno ai 12 miliardi di euro (tranne nel 2014). Proprio il 2013 è stato, esattamente come per quanto riguarda il contributo dall’Italia alla Ue, anche l’anno che dal 2000 ha visto più soldi trasferiti dall’Unione europea al nostro Paese.



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I dati della Corte dei conti



Si può anche decidere di riferirsi alla Relazione annuale del 2016 della Corte dei conti sui rapporti finanziari con l’Unione europea (con dati aggiornati al 2015), che include nei contributi versati dall’Italia alla Ue anche altre spese che “non tengono conto di alcune differenze di contabilizzazione rispetto alla Commissione, sul lato dei versamenti, né delle somme che non transitano per la tesoreria, sul lato degli accrediti” sulla base dei dati forniti dalla Ragioneria generale dello Stato.



In questo caso le cifre sono più alte rispetto a quelle fornite dalla Commissione europea, ma i versamenti da Italia a Ue non arrivano comunque ai 20 miliardi citati da Di Maio: nel 2015 era di 15,914 miliardi di euro, nel 2014 di 15,880 miliardi, nel 2013 di 17,160 miliardi. Proprio il 2013 fu l’anno di picco rispetto ai precedenti e ai successivi.



Per quanto riguarda invece gli accrediti i dati sono più vicini a quelli della Commissione europea: 12,079 miliardi di euro nel 2015, 10,438 miliardi nel 2014 e 12,297 miliardi nel 2013. La differenza tra entrate e uscite è in questo caso più alta rispetto ai conti sulla base dei dati della Commissione: nel 2013 e 2014 era intorno ai 5 miliardi e nel 2015 era sceso a 3,835.



È anche interessante notare come la quota di partecipazione dell’Italia sul totale del finanziamento alla Ue sia calata costantemente negli ultimi anni: dal 13,32% del 2011 all’11,59% del 2015.



Anche considerando queste cifre più alte, non si arriva comunque né ai 20 miliardi di uscite citati da Di Maio né agli 8 miliardi di differenza con le entrate, che invece paiono gli unici dati corretti riportati dal leader dei Cinque stelle.



Il verdetto



Se Di Maio è preciso per quanto riguarda le spese Ue in Italia, abbiamo visto invece che non lo è relativamente al contributo italiano. Questo influisce anche sulla differenza tra entrate e uscite: il calcolo fatto sulla base delle cifre riportate da Di Maio porta a pensare che l’Italia ottenga 8 miliardi di euro in meno rispetto a quanti ne dà alla Ue. Ma stando ai dati ufficiali della Commissione europea si può notare come questa differenza sia stata di soli 2,347 miliardi di euro nel 2016, praticamente un quarto in meno di quanto sostenuto da Di Maio. Peraltro questa differenza è andata diminuendo sensibilmente negli ultimi anni: era di 2,354 miliardi nel 2015, 3,9 miliardi nel 2014 e 3,194 miliardi nel 2013.



Anche tenendo in considerazione le cifre riportate dalla Corte dei conti, i numeri di Di Maio sui trasferimenti dall’Italia all’Europa sono comunque abbondantemente superiori a quelli reali. Insomma, quando Di Maio dice che “noi siamo un Paese fondatore e diamo 20 miliardi di euro ogni anno [all’Europa] e ce ne rientrano solo 12” riporta un dato corretto e uno sbagliato. Inoltre questo errore porta a pensare che la differenza tra entrate e uscite sia di 8 miliardi, mentre è sensibilmente inferiore. A Di Maio quindi non possiamo che dare un “nì”.


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2017-12-21 07:51:35 UTC
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“Noi siamo un Paese fondatore e diamo 20 miliardi di euro ogni anno [all’Europa] e ce ne rientrano solo 12”
Luigi Di Maio
Leader M5s
https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/videos/1554213774615163/
L’Aria che tira, La7
lunedì 18 dicembre 2017
2017-12-18