Matteo Renzi

Diamo 20 miliardi l’anno all’Europa?

"Oh, ma noi tutti gli anni le diamo 20 miliardi all'Europa!". (Min. 38:55)

Pubblicato: 27 gen 2016
Data origine: 21 gen 2016
Macroarea economia

La questione di quanti soldi dia l’Italia all’Europa viene citata spesso nel dibattito politico italiano. Il 21 gennaio Matteo Renzi è stato ospite di Porta a Porta e ha parlato a lungo della necessità, per il nostro Paese, di non avere complessi di inferiorità all’interno dell’Unione Europea e di far sentire la sua voce. Per confermare questa necessità per l’Italia ha citato anche il contributo italiano al bilancio comunitario. Vediamo se la rivendicazione di Renzi è corretta.

Quanti soldi l’Italia dà all’Europa

I “venti miliardi” di cui parla Renzi sono un numero ricorrente. Lo ha citato lo stesso Premier nella conferenza stampa di fine anno e prima ancora nel luglio scorso. Si tratta però di un numero di gran lunga esagerato, anche senza tener conto dei soldi che l’Italia riceve ogni anno dalla stessa Ue. Ce ne siamo già occupati in passato, ma visto che il dato sembra particolarmente coriaceo vale la pena approfondire ancora una volta il discorso, grazie al sito della Commissione Europea dedicato al bilancio.

Da quel sito possiamo facilmente consultare tutti i dati degli ultimi anni, che specificano quanto sia stato il contributo nazionale e quanto abbia dato l’Unione per i diversi programmi di spesa (il file .xls che si scarica cliccando su “Download data 2000-2014”). Riassumiamo le cifre per l’Italia nel grafico successivo.

graph

Come si vede, nel 2014 l’Italia ha contribuito al bilancio dell’Unione Europea per 14,3 miliardi di euro, ricevendone in cambio 10,6. Negli ultimi anni i numeri sono stati simili, con contributi per 15,7 miliardi nel 2013 e 14,9 miliardi nel 2012 e cifre ricevute in cambio rispettivamente di 11,9 e 9,8 miliardi.

Il verdetto

Ancora una volta, Renzi esagera il contributo italiano al bilancio europeo di circa un terzo. Visto che l’errore sembra particolarmente persistente, la sua dichiarazione merita un “Nì”.

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