Enrico Rossi  -  Rossi e i fondi per l’istruzione in Italia

 
“Dal 2007 ad oggi i finanziamenti per scuola, università e ricerca sono stati tagliati sia in valore assoluto che relativamente al PIL. Nel 2009 la spesa pubblica per ricerca e innovazione era di 6 miliardi ed ora si è ridotta a 5 miliardi. La spesa pubblica per l'istruzione nel 2007 era di 60 miliardi ed oggi è passata a 55.”
  questioni sociali | Pubblicato:28.03.2017 | Origine:07.03.2017 | Fonte dichiarazione

In un post sulla sua pagina Facebook in cui cita la necessità di “un grande piano per la ricerca”, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha citato alcuni numeri sullo stato dell’istruzione e della ricerca in Italia. Rossi è uno dei fuoriusciti dal Partito Democratico che ha fondato da pochi giorni il nuovo soggetto politico “Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista” (MDP). Vediamo se davvero gli ultimi anni hanno visto un calo dei finanziamenti nei settori citati dal politico toscano.

Le spese per l’istruzione ieri e oggi

Partiamo dall’istruzione. Secondo i dati ISTAT*, nel 2015 la spesa totale delle amministrazioni pubbliche per il settore è stata di 65.193 milioni di euro. Nel 2007, invece, era di 72.672 milioni, quasi 7,5 miliardi in più: il calo sottolineato da Rossi c’è stato, di oltre il 10 per cento, anche se le cifre sono leggermente diverse.

In percentuale sul Prodotto interno lordo, la spesa per l’istruzione italiana è passata dal 9,6 per cento nel 2007 al 7,9 per cento nel 2015: il dato più basso di tutta l’Unione Europea con l’unica eccezione della Grecia.

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La spesa in ricerca e sviluppo

Per quanto riguarda i finanziamenti per la ricerca, il calo invece non sembra esserci stato. Il database Eurostat registra che il settore pubblico italiano ha speso un totale di 2.524 milioni di euro in ricerca e sviluppo (R&D) nel 2009, mentre nel 2015 la cifra è stata di 2.901 milioni. Negli ultimi anni c’è stato un calo, dopo il picco del 2012, ma i livelli degli ultimi anni sono comunque superiori a quelli della fine degli anni Duemila.

Un aumento simile si vede anche se si considera la spesa in R&D del settore dell’educazione superiore, salita da 5.812 a 6.254 milioni. In totale, considerando sia il settore pubblico che il settore privato, la spesa italiana è passata da 19,2 a 21,8 miliardi di euro.

Anche il rapporto ISTAT più recente sul settore R&D in Italia parla di un “aumento consistente” tra il 2013 e il 2014, l’ultimo anno per cui sono disponibili i dati completi, e indica le spese delle istituzioni pubbliche in 2.959 milioni per le attività di R&D svolte al loro interno (cosiddette intra-muros) e in 6.325 milioni quelle delle università (pubbliche e private). Stando ai dati europei, l’anno successivo ha mostrato un leggero calo in entrambi i settori, ma il calo rilevato da Rossi non trova immediato riscontro.

Le spese per l’Università

Lo strumento principale con cui lo Stato italiano finanzia l’attività universitaria è il Fondo di finanziamento ordinario (FFO), che fornisce i soldi per gli stipendi del personale docente e dei ricercatori, per il funzionamento delle università e per la ricerca (ad eccezione dei progetti di interesse nazionale).

Negli ultimi anni questo ha subito un calo degli stanziamenti, che erano circa 7,5 miliardi nel 2009 e sono poi scesi fino a poco meno di 7 miliardi nel 2016. La cifra è rimasta sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente.

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Il verdetto

Enrico Rossi ha scritto che i soldi pubblici per l’istruzione, l’università e la ricerca sono calati negli ultimi dieci anni. Si tratta però di tre settori piuttosto distinti: mentre per l’università e nell’istruzione (il settore largamente più importante, in valori assoluti) è vero che c’è stato un calo significativo - anche se i numeri non sono quelli citati da Rossi - per quanto riguarda la ricerca la spesa del settore pubblico è aumentata rispetto ad alcuni anni fa. “Nì” per il presidente della Regione Toscana.

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* Selezionare “Voci di uscita (milioni di euro)” in “Uscite annuali per funzione e sottosettore”

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«Dal 2007 ad oggi i finanziamenti per scuola, università e ricerca sono stati tagliati sia in valore assoluto che relativamente al PIL. Nel 2009 la spesa pubblica per ricerca e innovazione era di 6 miliardi ed ora si è ridotta a 5 miliardi. La spesa pubblica per l'istruzione nel 2007 era di 60 miliardi ed oggi è passata a 55.»
“Otto e Mezzo”, La7
martedì 7 marzo 2017

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