Pubblicato: martedì 10 novembre 2020
Photo: Ansa
In autunno, ​a dicembre, nel 2021: tutti gli annunci del governo sull’arrivo del vaccino

Una delle notizie più discusse nelle ultime ore riguarda l’annuncio da parte della casa farmaceutica Pfizer e della società BioNTech di risultati molto incoraggianti su un vaccino sperimentale contro il coronavirus.

Per il momento le informazioni scientifiche a riguardo sono ancora poche. Una delle evidenze raccolte sembra essere che nel 90 per cento dei soggetti testati il vaccino è rimasto efficace anche dopo 7 giorni dalla somministrazione delle seconda dose, una percentuale più alta delle aspettative.

L’annuncio di Pfizer ha già portato a forti rialzi nelle maggiori borse mondiali e ai primi commenti da parte del governo italiano. «Le notizie di oggi sul vaccino anti-Covid sono incoraggianti. Ma serve ancora tanta prudenza», ha scritto il 9 novembre su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza. «La ricerca scientifica è la vera chiave per superare l’emergenza».

L’invito alla prudenza del ministro è quanto mai opportuno, vista ancora la fase sperimentale in cui si trova la ricerca sui vaccini. Ma negli ultimi mesi, in diverse occasioni, lo stesso Speranza e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – insieme con molti quotidiani ed esperti – hanno dato diverse date sull’arrivo di un eventuale vaccino nel nostro Paese. Una comunicazione di questo tipo rischia di generare ulteriore confusione e false aspettative nella popolazione, in un momento di grave incertezza generale.

Abbiamo ricostruito alcuni degli annunci più significativi fatti negli ultimi mesi da Conte e Speranza, per poi riassumere qual è attualmente lo stato della ricerca sui vaccini contro il coronavirus.

Gli annunci del governo

A fine maggio – con l’Italia in piena fase di ripartenza dopo il lockdown – Speranza, in un’audizione parlamentare, aveva sottolineato che all’epoca non c’era alcuna «data certa per il vaccino». Il mese successivo nel governo è però iniziato ad aumentare l’ottimismo e a calare la prudenza.

L’ottimismo estivo

Il 14 giugno, infatti, il ministro della Salute ha sottoscritto, insieme a Germania, Francia e Paesi Bassi, un contratto con la casa farmaceutica AstraZeneca per acquistare fino a 400 milioni di dosi di vaccino, da destinare poi a tutta la popolazione europea. Al progetto – che è diverso da quello di Pfizer citato prima – partecipano anche l’Università di Oxford e l’azienda italiana Irbm di Pomezia.

«L’impegno prevede che il percorso di sperimentazione, già in stato avanzato, si concluda in autunno con la distribuzione della prima trance di dosi entro la fine dell’anno», aveva annunciato all’epoca Speranza, rivendicando quanto sottoscritto nel contratto appena firmato. Già all’epoca diversi esperti avevano però sottolineato come questa stima fosse troppo ottimistica e molto difficilmente realizzabile.

Anche a inizio agosto il ministro ha ribadito che le prime dosi sarebbero arrivate a fine 2020, una «speranza» sottolineata nello stesso periodo anche dal presidente del Consiglio Conte. A settembre, Conte e Speranza hanno ripetuto la previsione per l’arrivo dei primi vaccini a dicembre di quest’anno, ma è a ottobre che la comunicazione del governo si è fatta via via decisamente più confusa.

Fine 2020 o primavera 2021?

All’inizio dello scorso mese, infatti, il ministro della Salute aveva annunciato che un vaccino non sarebbe arrivato «prima della metà del 2021»; il 24 ottobre, ospite ad Accordi&Disaccordi su Nove, Speranza aveva detto (min. 0:25) che i risultati sul vaccino sarebbero arrivati nel giro di «pochi mesi».

Il 25 ottobre, in una conferenza stampa, il presidente del Consiglio Conte ha invece ribadito (min. 0:28) che le prime dosi del vaccino sarebbero arrivate a dicembre, rivendicando i contratti firmati dall’Italia. Lo stesso annuncio, secondo fonti stampa, era stato fatto pochi giorni prima da Conte a Bruno Vespa, in vista della pubblicazione del nuovo libro del conduttore di Porta a Porta.

Come vedremo meglio tra poco, è vero che ci sono diversi candidati a essere un vaccino efficace contro il coronavirus, ma l’annuncio di Conte era stato giudicato «ingannevole» da diversi esperti. E smentito anche dal ministro della Salute.

Ospite a Mezz’ora in più su Rai 3, l’8 novembre Speranza ha infatti detto (min. -1:14:48) che la distribuzione del vaccino «arriverà sicuramente alla fine del primo trimestre, primo quadrimestre, del 2021». Il ministro ha comunque espresso l’auspicio – quindi non una certezza – che alcune dosi possano arrivare «nelle prime settimane dell’anno prossimo», ma comunque non a dicembre.

In generale, come hanno sottolineato alcuni esperti di comunicazione scientifica, il problema di fondo degli annunci del governo è stato quello di creare ambiguità usando il concetto di «prime dosi», ossia alle prime quantità di vaccino prodotte una volta ritenuto efficace. Al di là del loro numero, questo ha messo in secondo piano le stime più realistiche sulla distribuzione vera e propria del vaccino, su cui ancora non c’è certezza.

La corsa al vaccino

Ma quanti sono al momento i candidati per essere un valido vaccino al coronavirus in giro per il mondo? Secondo il database del New York Times, in totale sono 52 i vaccini in fase di sperimentazione clinica sugli esseri umani – 47 secondo i conteggi dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) – mentre almeno 87 sono oggetto di ricerca sugli animali (Figura 1).

Figura 1. Il tracker sui vaccini contro il coronavirus del New York Times

Di questi progetti, 11 – come confermato anche dal tracker del The Guardian – sono nella cosiddetta “Fase 3” della sperimentazione, ossia quella precedente alla possibile commercializzazione, durante la quale continuano poi gli studi per monitorare l’efficacia e la sicurezza. Al momento non ci sono vaccini approvati per essere usati su larga scala che hanno ricevuto il supporto della comunità scientifica: sui vaccini approvati in Cina e Russia, infatti, ci sono ancora molti dubbi.

Tra i candidati più “avanti” nella corsa al vaccino, ci sono quello di Pfizer – citato nell’introduzione – e quello di AstraZeneca. Oltre a questi, possiamo citare il vaccino dell’azienda statunitense Moderna e quelli delle società cinesi Sinopharm e Sinovac.

Stare dietro ai continui aggiornamenti sui progetti in gara non è semplice: spesso compaiono dei nuovi candidati, che sono nelle fasi iniziali della ricerca, oppure chi è all’opera da tempo annuncia via via nuovi risultati, soprattutto se incoraggianti. Di norma, lo sviluppo di un vaccino richiede molti anni, ma per il coronavirus si è assistito a una forte accelerazione delle varie fasi di sperimentazione, su cui gli esperti da tempo invitano alla massima cautela.

In ogni caso, al di là di quanti riusciranno ad avere successo in questa corsa, secondo l’Oms una vaccinazione di massa arriverà soltanto dopo la prima metà del prossimo anno.

In conclusione

Nelle ultime ore l’annuncio della casa farmaceutica Pfizer di aver raccolto dati incoraggianti sulla ricerca del vaccino anti-Covid ha generato molto entusiasmo, ma il ministro della Salute Roberto Speranza ha comunque invitato alla «prudenza».

La comunicazione del governo italiano sull’arrivo di un vaccino efficace non è però sempre stata impeccabile, anzi.

Per tutta l’estate, Speranza e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno ripetuto che in base agli accordi firmati dall’Italia il vaccino sarebbe arrivato nel nostro Paese con l’inizio di dicembre, una previsione spesso messa in dubbio tra gli esperti. Tra settembre e ottobre, però, la comunicazione si è fatta più confusa e ambigua: da un lato Conte ha infatti ribadito la previsione dell’arrivo delle prime dosi entro fine 2020, dall’altro lato Speranza ha invece spostato la scadenza con l’arrivo della primavera del prossimo anno.

In generale, va ribadito che nonostante la forte velocità con cui sta progredendo la ricerca in tutto il mondo, ci vorranno ancora almeno diversi mesi per avere un vaccino efficace e sicuro, da distribuire a tutta la popolazione.

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