Pubblicato: venerdì 18 settembre 2020
Photo: Ansa
Le Linee guida del governo sul Recovery fund hanno un numero chiave sbagliato

Il 16 settembre il governo ha trasmesso al Parlamento la proposta di “Linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Questo documento contiene i punti principali su cui si svilupperà il piano vero e proprio che l’Italia dovrà presentare all’Ue per accedere alle risorse del Next generation Eu (un fondo noto anche come Recovery fund, con un valore da 850 miliardi di euro, di cui circa 209 dovrebbero andare al nostro Paese).

Secondo le Linee guida, i piani completi potranno ufficialmente essere presentati all’Ue a inizio 2021, ma come hanno riportato il 17 settembre alcune fonti stampa, la Commissione europea è pronta a ricevere le prime bozze già dal prossimo 15 ottobre.

Tra le varie sezioni, il testo presentato dal governo contiene gli obiettivi a lungo termine che l’Italia intende raggiungere con il piano per la ripresa. Ma tra gli obiettivi della lista, come ha fatto notare su Twitter anche l’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, c’è un errore su un numero cruciale come la crescita dell’economia italiana.

Il governo promette infatti di voler «raddoppiare il tasso medio di crescita dell’economia italiana (0,8 per cento nell’ultimo decennio), portandolo quantomeno in linea con la media Ue (1,6 per cento)».

Non è però vero che negli ultimi 10 anni il Pil italiano sia cresciuto in media dello 0,8. Secondo i dati Eurostat, tra il 2010 e il 2019 la crescita media del nostro Paese è stata dello 0,25 per cento: gli anni migliori sono stati il 2010 e il 2017, con un +1,7 per cento, mentre il peggiore il 2012, con un -3 per cento (Grafico 1).

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Grafico 1. Tasso di crescita del Pil italiano, tra il 2010 e il 2019 – Fonte: Eurostat

È invece corretta la media indicata per l’Ue nelle Linee guida del governo. Tra il 2010 e il 2019, il Pil dei 28 Stati membri – ricordiamo che il Regno Unito è uscito dall’Unione lo scorso 31 gennaio – è cresciuto mediamente dell’1,6 per cento. L’unico anno in negativo è stato il 2012, con un -0,4 per cento, mentre l’anno più positivo è stato il 2017, con un +2,6 per cento.

L’errore potrebbe essere un refuso contenuto nelle sole Linee guida, se non fosse che la svista è però presente anche nel documento sulle Linee guida approvato il 15 settembre dal Comitato interministeriale per gli Affari europei, che ha anche concordato il contenuto del testo presentato al Parlamento.

In conclusione

Il governo ha presentato le Linee guida per il piano nazionale sul Recovery fund, ma gli obiettivi a lungo termine indicati dall’esecutivo Conte contengono un errore in un numero cruciale.

Tra gli impegni futuri, il governo punta a raddoppiare il tasso medio di crescita italiano degli ultimi dieci anni, che secondo le Linee guida è stato dello 0,8 per cento, portandolo in linea con l’1,6 per cento di media ottenuto dagli Stati membri dell’Ue tra il 2010 e il 2019.

Lo 0,8 per cento indicato è però sbagliato: negli ultimi dieci anni il Pil dell’Italia è mediamente aumentato dello 0,25 per cento circa. Per arrivare a una media dell’1,6 per cento, il Pil italiano dovrebbe aumentare almeno di sei volte. Se raddoppiasse e basta, arriverebbe allo 0,5 per cento.

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