Pubblicato: martedì 31 marzo 2020
Photo: Ansa
Quanto la Covid-19 sta aumentando i decessi in Italia?


– Gli aggiornamenti progressivi sono aggiunti in fondo all'articolo –


Una delle domande più frequenti, e angoscianti, in questo periodo di emergenza è quanto l'epidemia di Covid-19 stia uccidendo persone che altrimenti sarebbero sopravvissute. Considerato che le vittime sono molto spesso anziani con diverse patologie, ci si chiede infatti quanti di loro sarebbero morti comunque e per quanti invece sia stato determinante il nuovo coronavirus.

Risposte definitive al momento non ce ne sono, ma proviamo a dare alcuni elementi utili, con la promessa di mantenere aggiornato questo articolo man mano che arriveranno nuovi dati nelle prossime settimane.

Il bollettino della Protezione civile

Ormai da diverse settimane, ogni giorno verso le ore 18 la Protezione civile comunica i dati giornalieri sull’andamento dell’epidemia del nuovo coronavirus in Italia.

Insieme alle cifre riguardo ai guariti e ai nuovi positivi, il capo della Protezione Civile Angelo Borelli annuncia anche il numero dei decessi registrati. Un numero che da un circa due settimane ha superato le diverse centinaia al giorno e che ci porta ad essere, con 11.591 deceduti (dato aggiornato al 30 marzo), il Paese al mondo con più morti legati alla Covid-19.

Ma che impatto stanno avendo questi dati sul totale dei decessi in Italia? In queste settimane c’è un eccesso di mortalità oppure no?

Come vedremo in questo pezzo – che come detto continueremo ad aggiornare di settimana in settimana con nuovi dati – un nuovo rapporto epidemiologico, per quanto su dati ancora parziali, mostra come i decessi registrati in Italia in questa prima parte del 2020 siano fuori dalla norma, se confrontati con quelli degli anni passati. Andiamo a vedere i dettagli.

I dati del Sismg

Il Sistema nazionale di sorveglianza della mortalità giornaliera (Sismg), a partire dal 2004, registra i decessi per qualsiasi causa nella popolazione over-65 nelle 34 principali città italiane (capoluoghi di regione o città con oltre 250mila abitanti).

In questo modo è possibile avere dati, aggiornati quotidianamente per 19 città su 34 del totale, utili per «segnalare eccessi di mortalità al fine di attivare in tempi brevi interventi di risposta all’emergenza». In assenza di dati certi e aggregati sulle varie cause di morte – come abbiamo scritto l’Istat impiega circa due anni per raccoglierli e analizzarli –, il Sismg permette quindi di «effettuare tempestivamente una valutazione dell’impatto sanitario di eventi meteorologici estremi (ondate di calore, freddo, piogge intense) e di altri fattori di rischio (epidemie influenzali, inquinamento atmosferico)».

Sulla base dei dati forniti, è quindi possibile vedere come e di quanto la mortalità si discosti da quello che ci si aspetterebbe in mancanza di eventi eccezionali (come nel caso dell’epidemia di Covid-19), sulla base di un campione statistico di analisi.

Per avere il termine di paragone, il Sismg costruisce una base di riferimento dei decessi attesi – come detto, a prescindere dalla causa – che è basata sull’andamento settimanale e giornaliero dei 5 anni precedenti e pesata per la popolazione residente, così da tenere conto del progressivo invecchiamento della popolazione.

In questo modo è possibile calcolare la stima dell’eccesso di mortalità «come la differenza tra i valori della mortalità osservata e i valori della mortalità attesa». Cioè quanti morti in più ci sono in un anno rispetto ai morti che, nello stesso periodo, si erano registrati in media (e con alcune correzioni statistiche) negli anni precedenti.

La mortalità giornaliera ai tempi del Covid-19

Alcuni ricercatori hanno deciso di utilizzare il Sismg, data la rappresentatività dei suoi dati e la possibilità di confrontarli con l’andamento normale dei decessi, per comprendere l’impatto sulla mortalità del nuovo coronavirus.

Nel rapporto “Andamento della Mortalità Giornaliera (Sismg) nelle città italiane in relazione all’epidemia di Covid-19”, pubblicato il 30 marzo 2020 sul sito della rivista Epidemologia e Prevenzione, alcuni ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio e del Ministero della Salute hanno confrontato la mortalità registrata con quella attesa per un sottoinsieme di 19 città (quelle con i dati aggiornati quotidianamente).

Da questo rapporto emerge come, in concomitanza con la diffusione della Covid-19, il divario tra morti registrate e morti attese si sia allargato notevolmente. Questo fenomeno ha riguardato in particolar modo le città dell’area del Nord (Aosta, Bolzano, Trieste, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Bologna, Genova), tra quelle maggiormente colpite dall’epidemia [1].

In queste città i decessi giornalieri degli over-65 sono iniziati ad aumentare a partire dalla settimana che va dal 7 al 13 marzo scorso, arrivando a discostarsi in maniera considerevole dalle attese nella settimana dal 14 al 20 marzo. In particolare, invece delle circa 130 morti giornalieri attese, le città del Nord hanno registrato più o meno 170 morti al giorno (Grafico 1).

Grafico 1: Mortalità media giornaliera per settimana nelle città del Nord – Fonte: Sismg

Questo trend al rialzo ha riguardato in particolar modo la fascia d’età che va dai 75 agli 84 anni e quella che va dagli 85 in su (Grafico 2).

Grafico 2: Mortalità media giornaliera per settimana nelle città del Nord per fasce d’età – Fonte: Sismg

Tra le città che hanno registrato valori particolarmente superiori alla norma spiccano Milano (+36 per cento), Brescia (+88 per cento), Genova (+38 per cento), Bolzano (+34 per cento) e Torino (+16 per cento) (Tabella 1).

Tabella 1: Stima della variazione percentuale della mortalità dalla data di notifica del primo caso di Covid-19 all’ultimo dato disponibile nelle città italiane – Fonte: Sismg

Nel capoluogo lombardo il numero di decessi ha iniziato a crescere in maniera considerevole a partire da circa due settimane dopo il primo caso notificato nella provincia di Milano, facendo registrare al 19 marzo un numero di decessi di 289 unità superiore alle attese (Grafico 4).

Grafico 4: Andamento dei decessi giornalieri registrati a Milano rispetto a quelli attesi – Fonte: Sismg

A Brescia il numero di morti registrate è ancora più sorprendente (Grafico 5). Nella città si sono infatti verificati 210 decessi contro i 112 attesi (+88 per cento).

Grafico 5: Andamento dei decessi giornalieri registrati a Brescia rispetto a quelli attesi – Fonte: Sismg

Un dato (purtroppo) parziale

I dati appena visti mostrano quindi come durante le settimane centrali di marzo 2020 il numero di decessi delle città del Nord sia aumentato al di sopra del previsto, in concomitanza con l’acuirsi dell’epidemia da Covid-19.

A questo bisogna poi aggiungere almeno due elementi per avere un quadro più chiaro della situazione.

In primo luogo, come detto in precedenza, i dati utilizzati nel rapporto arrivano fino al 21 marzo. In quel giorno i decessi registrati dalla Protezione Civile arrivavano a 4.825 (in attesa della conferma da parte dell’Istituto superiore di sanità), ed erano quindi pari solamente al 41,6 per cento del totale delle morti ufficial da Covid-19 al 30 marzo (pari a 11.591).

È quindi certo che, una volta che questo rapporto verrà aggiornato con i dati fino al 30 marzo 2020, il numero dei morti in eccesso aumenterà oltre le soglie riportate in precedenza.

In secondo luogo, il rapporto evidenzia come «nell’inverno 2019-2020 la mortalità osservata [...> nei mesi precedenti all’epidemia Covid-19 è stata inferiore al valore atteso [...], con una riduzione rispetto all’atteso rispettivamente di -6 per cento nelle città del Nord e -3 per cento nelle città del Centro-Sud, attribuibile al minore impatto dell’influenza stagionale e alle temperature particolarmente miti e al di sopra delle medie climatiche».

Quindi, dato che la base di partenza era al di sotto delle attese, l’aumento di decessi registrato a seguito della diffusione della Covid-19 è ancora più marcato. Il rapporto aggiunge però che proprio a causa di questa bassa mortalità da influenza stagionale, la platea di persone fragili che si sono trovati esposti all’epidemia di Covid-19 è più alta di quella che si sarebbe potuta avere negli inverni precedenti.

In conclusione

Nonostante sia ad oggi difficile stabilire l’esatto numero di decessi causati dalla Covid-19, un rapporto pubblicato il 30 marzo sulla base dei dati del Sismg indica che a partire dalle settimane centrali di marzo il numero di morti registrate in alcune città italiane si discosta in maniera considerevole rispetto ai numeri attesi.

Sembra quindi che l’epidemia di Covid-19 stia in effetti causando la morte di molte più persone di quante non sarebbero decedute “normalmente”.

Questo scostamento dai valori attesi sembra poi destinato ad acuirsi, non appena i dati verranno aggiornati al 30 marzo, tenendo così conto dell’aumento di decessi da Covid-19 verificatosi negli ultimi giorni del mese.


[1] Bergamo, una delle città più colpite dalla Covid-19, non è inclusa nel sistema Sismg e per questo il numero di decessi del comune non viene analizzato all’interno del rapporto.

Aggiornamento di martedì 5 maggio 2020 con i dati Sismg al 21 aprile 2020

È stato pubblicato il sesto report del Sismg sull'emergenza Covid-19, da cui risulta che nelle città del Nord prese in considerazione nel campione statistico (Aosta, Bolzano, Trieste, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Bologna, Genova), al 21 aprile si sia accentuata la riduzione della mortalità giornaliera rispetto al periodo precedente, e questa sembra ora dirigersi – a livello di tendenza – verso un rientro nei valori "normali" (la area grigia nel grafico) dei decessi nel campione statistico nel periodo preso in esame.

Nelle città campione del centro-sud poi la mortalità giornaliera è già quasi tornata, al 21 aprile, a toccare la linea mediana (linea tratteggiata al centro dell'area grigia nel grafico) degli anni precedenti.

Aggiornamento di mercoledì 30 aprile 2020 con i dati Sismg al 14 aprile 2020

È stato pubblicato il quinto report del Sismg sull'emergenza Covid-19, da cui risulta che nelle città del Nord prese in considerazione nel campione statistico (Aosta, Bolzano, Trieste, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Bologna, Genova), la mortalità giornaliera al 14 aprile si sia confermata in una fase di riduzione rispetto al periodo precedente, con valori inferiori a quelli registrati a metà marzo.

Lo stesso andamento, pur se più contenuto, si può rilevare nelle città del centro-sud.

Aggiornamento di martedì 21 aprile 2020 con i dati Sismg al 7 aprile 2020

È stato pubblicato il quarto report del Sismg sull'emergenza Covid-19, da cui risulta che nelle città del Nord prese in considerazione nel campione statistico (Aosta, Bolzano, Trieste, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Bologna, Genova), la mortalità giornaliera a fine marzo sia ulteriormente cresciuta. Tuttavia l'aumento è più contenuto rispetto a quello della settimana precedente e la "curva" dei decessi sembra quindi rallentare.

Al Sud, invece, si può notare un leggero incremento della mortalità rispetto alla settimana precedente.

Aggiornamento di martedì 14 aprile 2020 con i dati Sismg al 31 marzo 2020

È stato pubblicato il terzo report del Sismg sull'emergenza Covid-19, da cui risulta che nelle città del Nord prese in considerazione nel campione statistico (Aosta, Bolzano, Trieste, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Bologna, Genova), la mortalità giornaliera a fine marzo sia ulteriormente cresciuta. Tuttavia l'aumento è più contenuto rispetto a quello della settimana precedente e la "curva" dei decessi sembra quindi rallentare.


La situazione è poi in miglioramento al Centro-Sud, dove si registra una diminuzione del numero giornaliero di decessi rispetto alla settimana precedente

Aggiornamento di lunedì 6 aprile 2020 con i dati Sismg al 24 marzo 2020

È stato pubblicato il secondo report del Sismg sull'emergenza Covid-19, da cui risulta che nelle città del Nord prese in considerazione nel campione statistico (Aosta, Bolzano, Trieste, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Bologna, Genova), la mortalità al 24 sia arrivata a raddoppiare quella attesa normalmente: da circa 120 casi al giorno a quasi 240.

Al Centro-Sud la mortalità è in aumento ma non a livelli altrettanto preoccupanti: dai circa 100 casi al giorno si sta andando verso i 140.

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