Pubblicato: mercoledì 23 ottobre 2019
Photo: Ansa
​Churchill e i “Leoni della Folgore”: una storia bella ma falsa

Il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda ha pubblicato il 23 ottobre un post su Facebook dedicato alla battaglia di El Alamein del 1942, di cui quel giorno ricorre il settantasettesimo anniversario.

Nel post si legge: «Come disse Winston Churchill, Primo Ministro inglese, in un suo celebre discorso: “noi tutti dobbiamo inchinarci dinanzi ai resti di quelli che furono i Leoni della Folgore”».

Senza nulla togliere all’eroismo della Folgore in quell’occasione, riconosciuto anche da autorevoli storici, non possiamo non notare che si tratti molto probabilmente di una bufala. In base alle informazioni che siamo riusciti a raccogliere, non risulta che Churchill abbia mai pronunciato quelle parole.

Andiamo a vedere i dettagli.

Una “favola” diffusa

Questa frase di Churchill, che riconosce il grande valore dei parà italiani nella battaglia di El Alamein, compare su diversi siti legati all’estrema destra (ad esempio Forza Nuova), su testate nazionali (ad esempio il Giornale), almeno in un libro (“Una donna per soldato”, di Marina Catena, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2008), sul sito dell’Associazione nazionale paracadutisti d’Italia e anche sul sito dell’esercito italiano.

Non è oltretutto la prima volta che un politico la cita: Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, lo aveva fatto ad esempio già nel 2014.

Ma allora, a fronte di così tante fonti concordanti, perché possiamo dire si tratti con ogni probabilità di una bufala?

Perché si tratta di una bufala

Diverse fonti tra quelle che abbiamo citato – in particolare il sito dell’esercito e il sito di Forza Nuova – concordano nel ritenere che Churchill abbia pronunciato le parole in questione «alla Camera dei Comuni».

Secondo il libro di Marina Catena poi, così come secondo l’Associazione nazionale paracadutisti d’Italia, queste parole sarebbero state pronunciate «il 21 novembre 1942».

Sicuramente la data è sbagliata: come risulta dagli archivi del Parlamento britannico, il 21 novembre 1942 non ci fu alcuna sessione della Camera dei Comuni. L’ultima seduta precedente fu quella del 19 novembre e la riunione successiva fu tenuta il 24 novembre.

Ma, al di là della data, cercando il termine “Folgore” negli archivi del Parlamento britannico risulta un’unica menzione, del 1946, di Lord Vansittart (importante diplomatico britannico durante il Conflitto), a proposito di una questione completamente diversa (la situazione in Austria nel dopoguerra).

Restringendo poi la ricerca ai discorsi tenuti da Churchill nel 1942, o anche negli anni successivi, non risulta alcuna menzione della Folgore.

Dunque è probabilmente da escludersi che Churchill abbia detto le parole in questione durante una sessione della Camera dei Comuni. Cercando negli archivi della Bbc – che contengono anche i programmi radiofonoci dell’epoca – i termini “Churchill” e “Folgore” di nuovo non si trova alcun risultato. Stesso esito anche cercando all’interno dei Churchill Archive, libreria digitale che contiene più di 800 mila pagine di documenti originali dello statista britannico.

Abbiamo poi condotto diverse ricerche della citazione in questione su fonti britanniche, utilizzando parole chiave in inglese, ma non è emerso niente.

In conclusione

La citazione di Winston Churchill «noi tutti dobbiamo inchinarci dinanzi ai resti di quelli che furono i Leoni della Folgore» è molto diffusa in Italia, in particolare in ambienti militari e in testate e siti legati alla destra (anche estrema).

Tuttavia, da una ricerca approfondita e dalle informazioni che abbiamo raccolto, questa citazione non trova alcun riscontro su fonti britanniche, né storiche, né parlamentari, né giornalistiche. È quindi da considerarsi – lo ripetiamo, senza niente togliere all’eroismo dei paracadutisti italiani nell’episodio di El Alamein – come molto probabilmente inventata.

Restiamo in ogni caso a disposizione di chiunque trovasse la citazione in questione su fonti britanniche certe e affidabili per rivedere il nostro giudizio.

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