Pubblicato: mercoledì 27 marzo 2019
Tra Conte e Fontana, chi non dice la verità sul Congresso delle famiglie di Verona?

Dal 29 al 31 marzo 2019, si terrà a Verona il 13° Congresso mondiale delle famiglie (World Congress of Families, Wcf), un evento che ha l’obiettivo di promuovere la famiglia “tradizionale”, intesa come quella composta da un uomo e da una donna, vista come «sola unità stabile e fondamentale della società».

Il sito web dell’evento riporta tra i partecipanti il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana e quello dell’Istruzione Marco Bussetti, tutti e tre in quota Lega. Diversi esponenti del Movimento 5 stelle, come il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, si sono invece detti contrari all’iniziativa.

Le polemiche suscitate dall'evento non riguardano solo il Congresso di per sé e l'idea di famiglia che promuove, ma anche il coinvolgimento del governo Conte, il cui patrocinio è comparso sul sito e sul materiale promozionale dell'evento.

Non si sa quando per la prima volta il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri sia comparso tra i patrocini. Grazie a Web Archive – che conserva le copie dei siti – è possibile affermare che il logo della Presidenza era sicuramente presente il 13 febbraio 2019, e che è stato rimosso, come abbiamo personalmente verificato, a partire dal 22 marzo.

Proprio sulla questione del patrocinio – gestita dalle autorità non in modo del tutto trasparente – la vicenda ha tuttora diversi punti poco chiari.

Ad oggi, il ministro per la Famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana (Lega) darà il proprio patrocinio all'evento. Il primo punto problematico è che il Dipartimento per la Famiglia e le disabilità non è un dicastero autonomo, ma è un cosiddetto “ministero senza portafoglio” per strutture e finanziamenti dipende infatti dalla Presidenza del Consiglio. Ricordiamo, infatti, che non esiste un vero e proprio “Ministero della Famiglia”: Fontana è a capo infatti di una struttura (un dipartimento) che fa parte della Presidenza del Consiglio.

Di qui il problema: il patrocinio di Fontana può essere assegnato senza nessun coinvolgimento della Presidenza del Consiglio? E dopo quale procedimento di autorizzazione è stato utilizzato il logo di quest’ultima?

Abbiamo provato a fare un po’ di chiarezza sul tema, mettendo ordine tra gli eventi delle ultime settimane.

La posizione del ministro Fontana

Il 20 marzo, a polemica già in corso, il ministro per la Famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana è stato chiamato a rispondere a un question time alla Camera (dal min. 16’ 50” in poi) sulla concessione o meno del patrocinio del governo al Wcf.

In risposta alla prima di due interrogazioni sul tema (indirizzata dal Partito Democratico), il ministro ha dichiarato che il Congresso aveva inoltrato «nei mesi passati» la propria richiesta di patrocinio presso il Dipartimento per le politiche della famiglia allegando tutti i documenti necessari e «seguendo la procedura che viene richiesta a tutte le associazioni o enti richiedenti», precisando che «è stato concesso il patrocinio nel novembre scorso».

Fontana aveva inoltre approfittato dell'occasione per fare chiarezza su un’istruttoria che, secondo alcune fonti stampa, sarebbe stata avviata da Palazzo Chigi: «Non è stata formalizzata alcuna richiesta di revoca del patrocinio, ma è stato soltanto richiesto l’approfondimento di alcuni aspetti tecnici connessi alla concessione del patrocinio, in particolare relativi al pagamento di un ticket di ingresso».

Riassumendo: nel question time, il ministro Fontana ha detto che il Wcf ha fatto richiesta di patrocinio al suo dipartimento; che le norme generali sono state rispettate, con conseguente patrocinio all'evento; e che non esiste nessun valido motivo per revocarlo.

Figura 1: Patrocini World Congress of Families 2019. Screenshot del 19.03.2019 - Fonte: World Congress of Families

La posizione del presidente del Consiglio Conte

Il 21 marzo, è intervenuto sulla questione del patrocinio al Wcf il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In un post pubblicato su Facebook, Conte ha dichiarato che alla sua attenzione e presso i suoi uffici «non è mai giunta alcuna richiesta di patrocinio da parte degli organizzatori dell’evento e che il patrocinio è stato concesso dal Ministro per la famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, di sua iniziativa, nell’ambito delle sue proprie prerogative», senza il coinvolgimento dell’intero governo.

Conte ha aggiunto che «dall’esito di un’approfondita istruttoria e dopo un’attenta valutazione dei molteplici profili coinvolti» ha comunicato al ministro per la Famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana «l’opportunità che il riferimento alla Presidenza del Consiglio sia eliminato», «rappresentando le ragioni di questa scelta» – che non vengono però, pubblicamente riportate.

Il presidente del Consiglio ha infine comunicato che il patrocinio all'evento rimarrà «con esclusivo riferimento al Ministero della Famiglia».

Il giorno successivo all’annuncio del premier Conte, il logo della Presidenza del Consiglio è stato effettivamente rimosso dal sito dell’evento.

Figura 1: Patrocini World Congress of Families 2019. Screenshot scattato il 22.03.2019 - Fonte: World Congress of Families

Perché le due posizioni non tornano

Dunque, sia Fontana che Conte dicono di aver rispettato le regole: ma è davvero così?

L’Ufficio del Cerimoniale di Stato – responsabile della gestione delle richieste di patrocinio per la presidenza del Consiglio – ha comunicato a Pagella Politica di non rilasciare dichiarazioni alla stampa (nonostante una sezione di Contatti pubblicamente disponibile).

Sul sito dell’Ufficio sono però consultabili le regole generali per la concessione del patrocinio da parte della Presidenza del Consiglio, che spiegano come le richieste di patrocinio che arrivano a un ministro senza portafoglio – come il caso di Fontana – devono obbligatoriamente essere inoltrare alla Presidenza del Consiglio.

Si legge, infatti, che «le richieste di patrocinio inoltrate ai Ministeri e ai Ministri senza portafoglio e trasmesse da quest’ultimi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il rilascio del nulla osta di cui alla circolare UCE 000901 P-2.11.1.2 del 16/02/2010, dovranno essere corredate da un motivato parere e di ogni utile notizia sulla natura dell’iniziativa e sulla serietà degli organizzatori almeno nelle materie di competenza».

Inoltre, «al termine dell’istruttoria la Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica – esclusivamente per iscritto – l'eventuale concessione del patrocinio ed il proprio nulla osta ai Ministeri ed ai Ministri senza Portafoglio che ne hanno fatto richiesta».

Secondo il regolamento, dunque, il ministro Fontana non può aver agito in autonomia – come invece sostiene Conte – e nel rispetto delle regole – come allude il ministro stesso durante il question time alla Camera.

Il regolamento infatti non concede a un ministro senza portafoglio la possibilità di prendere iniziative indipendenti, ma c’è l’obbligo di ottenere il nulla osta da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Ancora qualcosa che non torna

Un ultimo aspetto non chiaro della vicenda è legato alla circolare Uce 000901 P-2.11.1.2 del dipartimento del Cerimoniale di stato del 16 febbraio 2010, che regola la concessione dei patrocini da parte della Presidenza del Consiglio.

Il testo parla solamente di ministeri e di dipartimenti, senza fare mai riferimento alla concessione di un patrocinio da parte di singoli ministri. Solitamente, infatti, il patrocinio non viene rilasciato da singole persone ma da istituzioni o enti.

Ricordiamo, per di più, che il ministro della Famiglia è senza portafoglio, non ha una struttura ministeriale alle sue dipendenze ed è direttamente legato alla presidenza del Consiglio. Di conseguenza, il suo patrocinio a un dato evento, sia questo il Wcf o un altro, nel momento in cui viene ritenuto lecito, finisce per avere di necessità qualche legame con la Presidenza del Consiglio.


Figura 3: Patrocini World Congress of Families 2019. Screenshot scattato il 25.03.2019 - Fonte: World Congress of Families

L’utilizzo del logo

Oltre alla concessione del patrocinio, la polemica si è incentrata anche sulla presenza del logo ufficiale della Presidenza del Consiglio. Se il governo non ha mai concesso il patrocinio (come ha sostenuto Giuseppe Conte), come mai è stato utilizzato quel logo?

Il Regolamento generale per la concessione del patrocinio da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri stabilisce che «la concessione del patrocinio non dà diritto automaticamente all’utilizzo del logo che dovrà essere richiesto esplicitamente al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria competente alla sua concessione ed autorizzazione all’utilizzo».

Dunque, nel rispetto delle norme, dovrebbe essere stato coinvolto il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, presieduto da Vito Crimi (M5s). Si tratta, anche in questo caso, di un ministero senza portafoglio che sottostà alla Presidenza del Consiglio. Abbiamo provato a contattare direttamente il dipartimento che però non ci ha fornito, al momento, alcuna risposta in merito.

Il 22 marzo, Crimi ha chiarito la propria posizione con un post su Facebook. Secondo quanto scritto, «già in data 15 marzo il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria comunicava al Dipartimento per la Famiglia l’assenza di presupposti per l’utilizzo del logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito della manifestazione». Crimi ha inoltre aggiunto: «Confidavo che il Ministro Fontana ne traesse le dovute conclusioni, ma ciò non è avvenuto. Mi risulta, infatti, che gli organizzatori dell’evento continuino ad utilizzare il logo della Presidenza del Consiglio».

Dunque, sembrerebbe che da parte del sottosegretario con delega all’editoria sia stata segnalata (una volta nata la polemica) la necessità di rimuovere il logo della Presidenza.

Tiriamo le fila

Mentre il ministro Fontana dice di aver agito secondo le regole, il presidente Conte dichiara di non aver mai concesso il patrocinio al Wcf. Stando al regolamento di Palazzo Chigi, però, Fontana, in quanto ministro senza portafoglio, ha obbligatoriamente bisogno del nulla osta scritto da parte della Presidenza per concedere il patrocinio.

Le alternative dunque sono due: o Fontana non ha rispettato le regole, oppure Conte ha concesso – probabilmente mesi fa, senza ammetterlo – il patrocinio.

In ogni caso, visto che il Dipartimento per la Famiglia dipende direttamente dalla Presidenza del Consiglio e che Fontana fa parte parte del Consiglio dei ministri, non sembra del tutto corretto dire che il governo non sta patrocinando in qualche modo l’evento – anche assumendo l’ipotetico pieno rispetto delle regole.

La questione, in sostanza, sembra essere stata “risolta” dalle autorità semplicemente con l’utilizzo di uno specifico logo e di una precisa dicitura che rimandano al solo ministro per la Famiglia e le Disabilità. Nel caso in cui l’evento fosse in origine stato patrocinato esclusivamente dal ministro Fontana (come sostiene Conte), l’attuale soluzione sarebbe risultata, fin da subito, quella più chiara e corretta da adottare.

Resta non chiarito – senza un riscontro da parte delle istituzioni non è possibile averne la certezza – se un ministro senza portafoglio possa di fatto garantire, in totale autonomia, il proprio patrocinio a un evento. Secondo il regolamento indicato a Pagella Politica dall’Ufficio del Cerimoniale di Stato, non sembrerebbe.

Anche la scelta del logo, in assenza di risposte istituzionali, sembra rimanere aperta. Non possiamo infatti stabilire in modo definitivo se il Dipartimento per l’informazione e l’editoria guidato da Vito Crimi (M5s) abbia avuto o meno una voce in capitolo nella concessione del logo, come da regolamenti.

In conclusione

Il World Congress of Families – che si terrà a Verona tra il 29 e il 31 marzo – ha suscitato diverse polemiche, tra cui la possibilità di essere patrocinato dalla Presidenza del Consiglio. Il governo Conte si è trovato diviso sul tema, con la Lega dichiaratamente a favore e il M5s invece critico a riguardo.

Ad oggi, a dare il patrocinio all'evento è il ministro per la Famiglia e la Disabilità Lorenzo Fontana, ma il punto non chiaro della questione è se siano state rispettate le regole.

Le realtà istituzionali coinvolte sono state almeno tre: il Dipartimento per le politiche della Famiglia e le disabilità, in quanto destinatario della richiesta di patrocinio; la Presidenza del Consiglio, da cui dipende il dipartimento di Fontana; e il Dipartimento dell’Informazione e dell’Editoria, che da regolamento è responsabile della concessione del logo della Presidenza per gli eventi patrocinati.

L’Ufficio del Cerimoniale di Stato ha confermato a Pagella Politica che tutte le informazioni relative ai patrocini sono contenute nel regolamento consultabile online. Proprio queste regole dimostrano che la procedura ufficiale non avrebbe permesso al ministro Fontana di agire in totale autonomia, come sostiene Conte. Le richieste di patrocinio indirizzate ai ministeri senza portafoglio devono infatti obbligatoriamente ricevere il nulla osta da parte della presidenza del Consiglio.

In conclusione: o Fontana non ha rispettato le regole o Conte - o più probabilmente gli uffici della Presidenza del Consiglio - ha concesso il patrocinio, senza però ammetterlo. Da gli altri uffici istituzionali coinvolti Pagella Politica non è riuscita a ottenere chiarimenti.

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