Pubblicato: venerdì 1 febbraio 2019
No, chi lascia l'Italia non è più di chi arriva

Il 31 gennaio Maurizio Landini, ospite a Piazza Pulita su La7, ha detto (min. 01:09) che «l’anno scorso sono stati di più i giovani italiani che sono dovuti andare all’estero a lavorare [...] che non stranieri che sono venuti nel nostro Paese».

Ma il nuovo segretario della Cgil ha ragione? Abbiamo verificato - e la risposta è no.

Quanti italiani giovani vanno all’estero?

L’Istituto di statistica nazionale (Istat) non ha ancora pubblicato i dati relativi al bilancio demografico del nostro Paese. I dati a disposizione più aggiornati sono quelli relativi al 2017, anno a cui fa probabilmente riferimento Landini, che già a settembre 2018 aveva fatto una dichiarazione simile.

Secondo il Bilancio demografico nazionale dell’Istat per il 2017 (quello per il 2018 uscirà a giugno 2019), circa 114 mila italiani – sia naturalizzati che di nascita – hanno cancellato la loro residenza per portarla all’estero, mentre sono più di 40 mila gli stranieri che hanno fatto la stessa scelta.

Questi numeri sembrano in linea con quelli del 2016 del rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, secondo cui tre anni fa si sono iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) per solo espatrio 124.076 persone.

Secondo lo stesso rapporto (l’unico che parla dell’età degli espatriati), meno del 40 per del totale dei nuovi iscritti all’Aire per espatrio appartiene alla fascia d’età 18-34 anni: 48.607 persone. Un dato che possiamo ipotizzare sia rimasto stabile anche nel 2017.

Quanti sono gli stranieri arrivati in Italia?

Secondo l’Istat, nel 2017 le iscrizioni all’anagrafe italiana dall’estero sono state 343 mila, di cui «88 per cento riferite a stranieri». L’altro 12 per cento è costituito invece da italiani che, tornati dall’estero, hanno riportato la loro residenza nel nostro Paese. In sostanza, gli stranieri trasferitisi in Italia sono stati poco più di 300 mila.

Il problema di queste statistiche è che potrebbero sottostimare il fenomeno in questione. Se si considerano anche gli immigrati irregolari, il numero degli stranieri arrivati in Italia diventa superiore a quelli iscritti all’anagrafe italiana visti sopra. Nel 2017, circa 120 mila migranti sono arrivati via mare in Italia, mentre nel 2018 sono stati oltre 23 mila.

Discorso analogo vale per chi “fugge” dal nostro Paese. Secondo il Dossier statistico sull’immigrazione 2017 (a cura di Idos, un centro studi e ricerche sull’immigrazione), gli italiani emigrati in quell’anno sarebbero più dei 114 mila riportati dall’Istat. Secondo il report di Idos, se si analizzano gli archivi dei Paesi dove si trasferiscono con maggiore frequenza gli emigrati italiani (come Regno Unito e Germania), gli espatriati sarebbero stati almeno 285 mila.

Ma anche se questi numeri fossero sottostimati, la dichiarazione di Landini non tornerebbe comunque. Se moltiplichiamo i 48.607 italiani giovani espatriati per 2,5 (ossia il rapporto tra i 114 mila cancellati dall’anagrafe italiana conteggiati da Istat e i 285 mila stimati da Idos), non ci si avvicina al dato degli stranieri che hanno trasferito la residenza in Italia: circa 120 mila contro 300 mila.

In conclusione

Landini ha torto quando dice che in Italia sono di più i giovani che decidono di cercare lavoro all’estero rispetto agli stranieri che invece arrivano nel nostro Paese.

Se guardiamo ai dati più aggiornati (2016 e 2017), i primi infatti sono circa stati circa 50 mila, mentre i secondi 300 mila. In sostanza, per ogni italiano under 34 “fuggito” all’estero, sono arrivati sei cittadini stranieri (non contando però gli immigrati arrivati in maniera irregolare).

Logo
Logo
Logo
Logo