Le recenti cronache di casi di meningite in Italia hanno dato la stura alle polemiche, da parte dell’estrema destra, sull’accoglienza degli immigrati. Prima hanno cominciato a circolare articoli che mettevano in correlazione la malattia con l’arrivo dei migranti.



Poi, su Facebook, Forza Nuova ha pubblicato un volantino con scritto: “Meningite. Tutti sappiamo da dove arriva. Basta accoglienza killer”. E sul nesso tra immigrazione e meningite ha insistito anche Casa Pound. Ma davvero c’è un legame tra i recenti casi di infezioni e decessi dovuti a questa malattia e il flusso migratorio che interessa il Paese?



Secondo la comunità scientifica no, si tratta di “una menzogna senza senso”, nelle parole del medico e accademico del San Raffaele Roberto Burioni. “In Europa i tipi predominanti di meningococco sono B e C”, scrive Burioni il 31 dicembre sulla sua pagina Fb, “ed in particolare i recenti casi di cui si è occupata la cronaca sono stati dovuti al meningococco di tipo C; al contrario, in Africa i tipi di meningococco più diffusi sono A, W-135 ed X. Per cui è impossibile che gli immigrati abbiano qualcosa a che fare con l’aumento di meningiti in Toscana. Per cui chi racconta queste bugie è certamente un somaro ignorante”.



In un altro post del 9 dicembre, spiegando l’importanza di vaccinarsi per contrastare la meningite, scriveva: “il vero serbatoio di questo batterio non sono i malati, ma i portatori sani […]. Il problema è particolarmente grave perché il meningococco C che sta circolando (chiamato un poco scorrettamente ST-11, ma ci siamo capiti) è particolarmente “cattivo” […]. Mi spiace deludere chi pensa che l’abbiano portato gli immigrati, perché per la prima volta è apparso in Italia a Livorno, nel 2012, in una lussuosa nave da crociera”.



Ciascuno dei suoi scritti è regolarmente corredato da un’accurata bibliografia scientifica, che chiunque può andare a consultare. Ma la sua non è stata la sola voce che si è levata contro l’associazione immigrati/meningite. Adriano Lazzarin, primario di Malattie Infettive dell’Ospedale San Raffaele di Milano, sostiene su Repubblica che l'”accoglienza killer” non esiste: “tra le ondate migratorie e i casi di meningite registrati in Italia non c’è nessun collegamento, per due motivi: prima di tutto, perché in Africa è diffuso il meningococco di tipo A, mentre da noi si sono verificati finora soltanto casi di infezione riconducibili ai ceppi B e C. Bisogna poi considerare che il meningococco non lo “importiamo” dall’Africa, ma è già presente in Italia. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità nel nostro paese ci sono tra i 5 e i 10 milioni di portatori sani di meningococco. Quindi è molto più probabile essere contagiati da un italiano piuttosto che da un migrante”.



Anche il direttore del Dipartimento malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità, Giovanni Rezza, ha smentito il legame, dichiarando che “i casi di meningite avvenuti in Toscana sono dovuti al meningococco C che è da sempre presente in Italia e in Europa”. E la Toscana è l’unica zona dove si registra una situazione “particolare”. “Qui infatti”, spiega ancora Rezza, “c’è stato un aumento di casi per uno stesso ceppo virulento di meningococco C. La situazione va quindi seguita”.



A livello di intera Italia, invece, non c’è alcuna emergenza. Secondo i dati epidemiologici dell’Istituto Superiore di Sanità, citati dal Comitato nazionale contro la meningite, tale malattia contagia fisiologicamente intorno alle 1000 persone all’anno, circa tre al giorno, e tra l’8% e il 14% dei contagi è mortale. “Nell’ultimo anno i casi di meningite da meningococco sono stati circa 190 mentre l’anno precedente si sono registrati 196 casi, per cui si tratta di un andamento stabile”, dice ancora Rezza. “Circa i casi sia di meningite che di sepsi, circa 1700 nel 2016, si nota invece una leggera diminuzione rispetto all’anno passato. In Italia non abbiamo un’emergenza meningite”, conclude il medico e docente, “l’importante è aumentare la sorveglianza e usare tutti i vaccini a disposizione”.



Insomma, quella di Forza Nuova e dell’estrema destra italiana è indubbiamente una bugia di stampo razzista. Il legame non è tra meningite e immigrati ma al massimo tra meningite e vaccini. Scrive ancora Burioni in un post del 29 dicembre: “Nel 1998 in UK si verificarono circa 1500 casi di questa malattia. Nel 2008, dopo dieci anni di vaccinazione a tappeto con altissima adesione, i casi sono stati 14 (quattordici). In Olanda la vaccinazione a tappeto, anche qui con grande adesione, è iniziata nel 2001. I casi in soli 4 anni sono passati da 276 a 4 (avete letto bene, da duecentosettantasei a quattro). Il fatto che il vaccino contro questo terribile batterio sia incredibilmente efficace e riesca a generare una efficientissima immunità di gregge è un dato innegabile che le osservazioni raccolte in tutto il mondo mostrano senza alcuna possibilità di fraintendimento”.



Questo articolo è stato pubblicato in origine, con leggere modifiche, sul sito di AGIPer saperne di più