Pubblicato: lunedì 16 agosto 2021
Photo: Ansa
Sui vaccini non sembra esserci un “effetto green pass”

Dal 6 agosto il green pass – che si ottiene con il vaccino, un test negativo o la guarigione dalla malattia – è diventato obbligatorio per una serie di attività sociali (come andare al ristorante al chiuso o in palestra) e da settembre sarà richiesto al personale della scuola e nei trasporti a lunga percorrenza.

I primi dati sembrano suggerire che l’introduzione dell’obbligo non abbia spinto particolarmente le vaccinazioni. Valutare un eventuale “effetto green pass” sulle somministrazioni non è semplice, dal momento che non sono disponibili i dati sulle adesioni alla campagna vaccinale, quelli sulle prenotazioni o sulla distribuzione degli appuntamenti, ma si può fare qualche ipotesi a partire dai dati nazionali.

Un modo per capire se il green pass abbia convinto qualche indeciso a vaccinarsi è guardare che cosa è successo nella fascia degli over 60, quelli che da più mesi possono ricevere un vaccino, tra l’altro senza limiti (per esempio AstraZeneca non è più somministrato a chi ha meno di 60 anni).

Il grafico sottostante mostra come le somministrazioni tra chi ha più di 60 anni siano stabili da diverso tempo e lo siano anche dopo l’annuncio dell’obbligo del green pass e la sua successiva introduzione. Aggiungiamo anche che in diverse regioni, come Lombardia o Piemonte, gli over 60 possono farsi vaccinare in qualsiasi momento senza prenotazioni.

Va anche considerato che se coloro che non hanno ancora aderito alla campagna vaccinale si facessero convincere dall’obbligo del green pass, non ci sarebbero comunque dosi per vaccinarli nell’immediato, ma bisognerebbe attendere almeno settembre o anche dopo. Le persone che non hanno ricevuto neanche una dose sono infatti 12,7 milioni e le dosi Pfizer e Moderna nei frigoriferi sono solo 3 milioni. Inoltre ci sono 4 milioni di persone che hanno già ricevuto la prima dose di un vaccino a mRna e attendono la seconda.

Infine, come abbiamo spiegato a inizio agosto, al momento in Italia non ci sono prove di una forte esitazione vaccinale. Oltre tre quarti delle persone vaccinabili, ovvero tutti quanti hanno più di 12 anni, hanno ricevuto almeno una dose. Non sappiamo quante siano le persone già prenotate e in attesa di ricevere una dose, ma a inizio agosto diverse regioni avevano già circa l’80 per cento della popolazione vaccinabile prenotata.

Ricapitolando: per il momento l’obbligo del green pass per determinate attività non sembra aver stimolato particolarmente le vaccinazioni, ma è possibile che serva più tempo per vederne l’effetto. Va comunque considerato che, anche volendo, non ci sono dosi sufficienti per vaccinare tutte le persone mancanti.

di Lorenzo Ruffino

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