L’eSwatini è un piccolo Stato dell’Africa meridionale senza sbocco sul mare, noto per essere uno dei pochi Paesi in cui è ancora al potere una monarchia assoluta, quella di re Mswati III. Eppure, anche da questo luogo remoto e difficile, 27 cittadini italiani hanno deciso di votare al referendum del 22 e 23 marzo, scegliendo “in massa” il Sì, che in questo piccolo stato africano ha superato il 96 per cento; in eSwatini quindi solo un italiano, l’unico o l’unica a votare No, sarà stato contento del risultato finale del referendum. Grande festa invece nello Stato asiatico del Myanmar, dove il No ha trionfato con il 92 per cento delle preferenze (33 voti, contro tre per il Sì), mentre gli italiani in Turchia, forse consapevoli del delicato clima geopolitico della regione, hanno optato per il più diplomatico dei pareggi: 520 voti per il No e 520 per il Sì.
Queste sono solo alcune delle curiosità dal voto degli italiani all’estero, che nel complesso è andato in controtendenza rispetto a quello espresso in Italia, a partire dall’affluenza: su quasi cinque milioni e mezzo di aventi diritto a votare sono stati circa un milione e mezzo, pari al 28,5 per cento degli aventi diritto. Ma soprattutto, fuori dai confini nazionali ha vinto il Sì, con il il 56,3 per cento dei voti, rispetto al 43,6 per cento per il No.
Queste sono solo alcune delle curiosità dal voto degli italiani all’estero, che nel complesso è andato in controtendenza rispetto a quello espresso in Italia, a partire dall’affluenza: su quasi cinque milioni e mezzo di aventi diritto a votare sono stati circa un milione e mezzo, pari al 28,5 per cento degli aventi diritto. Ma soprattutto, fuori dai confini nazionali ha vinto il Sì, con il il 56,3 per cento dei voti, rispetto al 43,6 per cento per il No.