Così il centrodestra vuole garantire il voto dei fuorisede alle elezioni

La maggioranza ha presentato un emendamento per consentire il voto in un comune diverso da quello di residenza
ANSA/FABIO CIMAGLIA
ANSA/FABIO CIMAGLIA
Venerdì 10 luglio i partiti di centrodestra che sostengono il governo Meloni hanno presentato alla Camera un emendamento alla proposta di riforma della legge elettorale per permettere ai cittadini “fuorisede” di votare nel comune dove abitano, e non in quello di residenza. Ancora oggi, infatti, chi vive in Italia ma è domiciliato in un comune diverso da quello di residenza – per esempio per motivi di lavoro o di studio, o per motivi di salute – deve rientrare nel proprio comune per votare, oppure trasferire la residenza nel luogo in cui abita.

Il centrodestra ha presentato la riforma della legge elettorale a febbraio e, dopo un lungo esame in Commissione Affari costituzionali alla Camera, il testo potrebbe essere approvato in aula tra il 13 e il 19 luglio. In seguito passerà all’esame del Senato per il via libera definitivo, che a seconda dei tempi potrebbe arrivare entro la prima settimana di agosto oppure a settembre, dopo la pausa estiva del Parlamento.
L’emendamento, firmato dai deputati Paolo Emilio Russo (Forza Italia), Fabio Roscani (Fratelli d’Italia), Luca Toccalini (Lega) e Franco Tirelli (Noi Moderati), introduce la possibilità per gli elettori fuorisede di votare nel comune in cui vivono temporaneamente, senza dover tornare nel comune di residenza. In particolare, l’emendamento – di cui Pagella Politica ha preso visione – si rivolge ai cittadini che per motivi di studio, lavoro o cure mediche, abitano in un comune di una provincia diversa da quella di residenza da almeno nove mesi. La misura vale per le elezioni politiche, le elezioni europee e i referendum abrogativi e costituzionali.

Per votare fuori sede, l’elettore dovrà chiedere l’iscrizione in un apposito elenco presso il comune di domicilio temporaneo, presentando un documento di identità e la documentazione che dimostra il motivo della permanenza. La domanda potrà essere presentata anche online, entro trenta giorni dal trasferimento nel comune di domicilio o comunque entro il 31 dicembre di ogni anno, per le votazioni dell’anno successivo. In pratica, se l’emendamento venisse approvato, gli elettori fuorisede dovrebbero presentare la domanda per votare alle prossime elezioni politiche del 2027 entro il 31 dicembre 2026. 

Il comune di domicilio dovrà verificare con quello di residenza che la persona abbia diritto di voto e, entro cinque giorni dalla consultazione, comunicherà la sezione elettorale assegnata. Gli elettori fuorisede verranno inseriti nelle normali sezioni elettorali, fino a un massimo del 10 per cento in più rispetto agli iscritti già registrati in ogni sezione. Nell’esprimere il voto, i fuorisede voteranno per le liste e i candidati del territorio in cui sono temporaneamente domiciliati, non per quelli del comune di residenza.

«La presentazione di questo emendamento da parte di tutte le forze di maggioranza è un segnale importante che accogliamo con favore. È il frutto di anni di impegno trasversale e corale per far comprendere l’importanza di questo tema e metterlo al centro dell’agenda pubblica e politica, dando voce a circa 5 milioni di persone che non vedono garantito a pieno il proprio diritto al voto», ha commentato Yari Russo, rappresentante di The Good Lobby e di “Rete Voto FuoriSede”, due tra le principali organizzazioni che da anni si battono per garantire il voto ai cittadini che vivono in un comune diverso da quello di residenza. 

Secondo i dati più aggiornati, alla fine del 2018 i cittadini che per motivi di lavoro, studio o cure mediche abitavano in un comune diverso da quello di residenza erano circa 4,9 milioni. Nella versione della nuova legge elettorale approvata dalla Commissione Affari costituzionali a inizio giugno il voto dei fuorisede non era previsto, nonostante all’inizio dei lavori la maggioranza di centrodestra avesse promesso si sarebbe discusso del tema. Così, nelle scorse settimane ci sono state alcune manifestazioni di protesta a Roma per chiedere una modifica alla riforma elettorale, e consentire il voto dei fuorisede. Ora l’emendamento dovrà comunque essere votato dall’aula per essere effettivamente introdotto nella nuova legge elettorale.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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