Il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci non è nuovo ad avventurarsi in ricostruzioni storiche per sostenere le proprie posizioni politiche. In passato, per esempio, ha sostenuto che nel nazismo ci fosse un chiaro riferimento al socialismo, una ricostruzione smentita dagli storici. Più di recente, Vannacci è tornato a usare la storia per parlare di un tema a lui molto caro: l’immigrazione.
Il 12 luglio, ospite a In Onda su La7, Vannacci ha paragonato l’immigrazione di oggi in Italia all’arrivo dei Longobardi nella penisola italica, iniziato nel VI secolo. «L’invasione più grande che ha subito l’Italia è stata quella dei Longobardi, che – guarda caso – ha raggiunto al massimo il 4 per cento della popolazione autoctona dello Stivale», ha affermato (min. 7:45) il generale. Subito dopo, Vannacci ha confrontato quel dato con la presenza straniera oggi in Italia, sostenendo che siamo «al 10 per cento» e che il tasso di «stranieri non autoctoni» sarebbe quindi «più che raddoppiato», rispetto all’esempio dei Longobardi.
Al di là dei numeri, il leader di Futuro Nazionale ha aggiunto che i Longobardi si sarebbero assimilati alla popolazione locale e convertiti «immediatamente» al cristianesimo, a differenza – lascia intendere il suo ragionamento – di quanto avverrebbe oggi con l’immigrazione in Italia.
Abbiamo verificato queste affermazioni interpellando diversi storici. In breve, secondo gli esperti sentiti da Pagella Politica, il paragone proposto da Vannacci non sta in piedi. Anzi, oltre a mettere insieme fenomeni storici molto diversi, su alcuni punti il confronto finisce persino per giocare a sfavore della tesi del generale. Vediamo perché.
Il 12 luglio, ospite a In Onda su La7, Vannacci ha paragonato l’immigrazione di oggi in Italia all’arrivo dei Longobardi nella penisola italica, iniziato nel VI secolo. «L’invasione più grande che ha subito l’Italia è stata quella dei Longobardi, che – guarda caso – ha raggiunto al massimo il 4 per cento della popolazione autoctona dello Stivale», ha affermato (min. 7:45) il generale. Subito dopo, Vannacci ha confrontato quel dato con la presenza straniera oggi in Italia, sostenendo che siamo «al 10 per cento» e che il tasso di «stranieri non autoctoni» sarebbe quindi «più che raddoppiato», rispetto all’esempio dei Longobardi.
Al di là dei numeri, il leader di Futuro Nazionale ha aggiunto che i Longobardi si sarebbero assimilati alla popolazione locale e convertiti «immediatamente» al cristianesimo, a differenza – lascia intendere il suo ragionamento – di quanto avverrebbe oggi con l’immigrazione in Italia.
Abbiamo verificato queste affermazioni interpellando diversi storici. In breve, secondo gli esperti sentiti da Pagella Politica, il paragone proposto da Vannacci non sta in piedi. Anzi, oltre a mettere insieme fenomeni storici molto diversi, su alcuni punti il confronto finisce persino per giocare a sfavore della tesi del generale. Vediamo perché.