Tutto sul crollo dell’affluenza elettorale in quattro grafici

Nella storia repubblicana le elezioni politiche, europee, regionali e comunali hanno tutte registrato un calo dell’affluenza salvo alcune eccezioni
ANSA
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Uno dei dati più significativi delle elezioni regionali in Lazio e Lombardia del 12 e 13 febbraio è stata la bassa affluenza elettorale. Nelle due regioni, dove ha vinto con ampio margine la coalizione di centrodestra, hanno infatti votato solo quattro elettori su dieci. 

Dalla fine della seconda guerra mondiale in poi, le elezioni politiche, europee, regionali e comunali hanno tutte registrato un calo dell’affluenza salvo rare eccezioni.

L’affluenza alle politiche

Alle ultime elezioni politiche del 25 settembre 2022 ha votato il 64 per cento degli elettori per rinnovare i membri del Parlamento. È la percentuale più bassa registrata nella storia repubblicana e anche la più bassa di sempre alle elezioni politiche dei quattro grandi Paesi dell’Unione europea (Francia, Spagna, Italia e Germania). Il 25 settembre 2022 è stata la prima volta che si è recato al voto meno del 70 per cento degli elettori, dopo che il 2013 era stato il primo anno con un’affluenza inferiore all’80 per cento e il 1983 il primo anno con un’affluenza sotto il 90 per cento.

In generale a ogni elezione politica l’affluenza si abbassa. Negli ultimi 77 anni ci sono state solo due eccezioni: tra le elezioni politiche del 1948 e quelle del 1953 l’affluenza è aumentata, seppure di poco, dal 92 al 93 per cento, mentre  tra quelle del 2001 e del 2006 è passata dall’81 all’83 per cento.

L’affluenza alle europee

Le elezioni europee, dove gli elettori sono chiamati a votare i nuovi membri del Parlamento europeo, hanno storicamente un’affluenza più bassa delle elezioni politiche. Alle ultime elezioni europee del 2019 l’affluenza è stata del 55 per cento degli elettori, dato molto simile al 57 per cento registrato cinque anni prima. 

Come le elezioni politiche, nel tempo le elezioni europee hanno avuto sempre un calo nella partecipazione degli elettori. Solo nel 2004 l’affluenza è stata superiore al 70 per cento, con un leggero aumento rispetto alle elezioni precedenti. Alle prime elezioni europee del 1979, che si tennero solo una settimana dopo le elezioni politiche, votò l’86 per cento degli elettori, la percentuale finora più alta.

L’affluenza alle regionali

La bassa affluenza alle elezioni regionali in Lazio e Lombardia del 12 e 13 febbraio è il risultato di un percorso che nel tempo ha visto sempre di più calare la partecipazione degli elettori per eleggere il presidente della propria regione.

Nel 1970, anno in cui furono istituite le 15 regioni a statuto ordinario, l’affluenza alle elezioni regionali è stata pari al 92,5 per cento; cinque anni dopo è stata del 92,7 per cento. Poi è iniziato il continuo calo: salvo alcune eccezioni, con rialzi spesso dovuti alla concomitanza con le elezioni politiche, sempre meno persone sono andate a votare alle elezioni regionali.

Numeri alla mano l’affluenza del 37 per cento registrata alle ultime regionali nel Lazio è stata la più bassa di sempre in una regione. Il 42 per cento in Lombardia è stata invece la terza percentuale più bassa, superata dal 38 per cento registrato in Emilia-Romagna nel 2014. 

Nel 1985 è stata introdotta l’elezione diretta del presidente di regione, mentre il 2000 è stato l’ultimo anno in cui tutte le regioni sono andate al voto insieme.

L’affluenza alle comunali

Negli ultimi trent’anni il calo dell’affluenza elettorale ha coinvolto pure le elezioni comunali, come dimostrano i casi di cinque tra le principali città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna. Qui dal 1993, anno in cui è iniziata l’elezione diretta del sindaco, in poi è evidente una diminuzione della partecipazione degli elettori al voto.

Nel 2021 le cinque città hanno votato insieme con un’affluenza complessiva del 47 per cento: la più alta è stata a Bologna, la più bassa a Torino. Cinque anni prima queste città erano andate al voto insieme, con un’affluenza media del 54 per cento: quella più alta a Bologna, quella più bassa a Napoli.

Alle tornate precedenti le cinque città non hanno mai votato tutte insieme, ma al massimo a blocchi di quattro. Per esempio nel 2011 si è registrata un’affluenza media del 65 per cento, mentre nel 2006 del 66 per cento e nel 2001 del 77 per cento.

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