Tra pochi giorni il futuro del Partito Democratico e della sua segretaria Elly Schlein potrebbe cambiare radicalmente, oppure no. Il prossimo 12 settembre infatti è la data in cui il PD, almeno stando allo statuto, dovrebbe stabilire quando si terranno le prossime elezioni interne per il rinnovo della segreteria nazionale. Il motivo? L’attuale segretaria Elly Schlein, insediatasi ufficialmente il 12 marzo 2023, è la più longeva della storia ed è vicina a completare il suo mandato, che secondo lo statuto dura per al massimo quattro anni e che, nel suo caso, si concluderà ufficialmente il 12 marzo 2027.
Per il PD quindi si aprirà nei prossimi giorni una situazione inedita: secondo lo statuto, entro sei mesi dalla data in cui scade il mandato del segretario, il presidente dell’Assemblea nazionale deve stabilire quando si terranno le elezioni interne per l’elezione del nuovo segretario. E, se si fanno due conti, la data in cui il presidente dell’Assemblea nazionale dovrebbe prendere questa decisione è proprio il prossimo 12 settembre.
Il punto qui è che il PD non sembra discutere apertamente di questa situazione, effettivamente un po’ tecnica, ma che apre a una questione non da poco per il partito: il mandato di Schlein scade ufficialmente a marzo 2027, lo statuto impone che si facciano nuove elezioni interne ma, visto la scadenza del mandato, queste elezioni potrebbero cadere nello stesso periodo delle prossimi elezioni politiche nazionale, che secondo gli osservatori potrebbero tenersi nella primavera del prossimo anno. La coincidenza creerebbe un problema per il PD visto che, se le elezioni politiche si tenessero in primavera, Schlein e il suo partito potrebbero trovarsi a dover fare due campagne elettorali allo stesso tempo: una interna, per il congresso, e una nella coalizione di centrosinistra per la scelta del leader del cosiddetto “campo largo”, cioè l’alleanza tra PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e, almeno per ora, Italia Viva e Più Europa.
Secondo fonti di Pagella Politica all’interno del PD, la strada più plausibile è che il partito decida di prorogare il mandato di Schlein oltre la scadenza del 12 marzo 2027 e celebrare il congresso dopo le elezioni politiche. Oltre alla coincidenza elettorale, a frenare la possibilità di celebrare il congresso nei tempi previsti dallo statuto c’è il fatto che la minoranza interna non ha di fatto nessuna personalità al momento pronta per contendere a Schlein la guida del partito.
Per il PD quindi si aprirà nei prossimi giorni una situazione inedita: secondo lo statuto, entro sei mesi dalla data in cui scade il mandato del segretario, il presidente dell’Assemblea nazionale deve stabilire quando si terranno le elezioni interne per l’elezione del nuovo segretario. E, se si fanno due conti, la data in cui il presidente dell’Assemblea nazionale dovrebbe prendere questa decisione è proprio il prossimo 12 settembre.
Il punto qui è che il PD non sembra discutere apertamente di questa situazione, effettivamente un po’ tecnica, ma che apre a una questione non da poco per il partito: il mandato di Schlein scade ufficialmente a marzo 2027, lo statuto impone che si facciano nuove elezioni interne ma, visto la scadenza del mandato, queste elezioni potrebbero cadere nello stesso periodo delle prossimi elezioni politiche nazionale, che secondo gli osservatori potrebbero tenersi nella primavera del prossimo anno. La coincidenza creerebbe un problema per il PD visto che, se le elezioni politiche si tenessero in primavera, Schlein e il suo partito potrebbero trovarsi a dover fare due campagne elettorali allo stesso tempo: una interna, per il congresso, e una nella coalizione di centrosinistra per la scelta del leader del cosiddetto “campo largo”, cioè l’alleanza tra PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e, almeno per ora, Italia Viva e Più Europa.
Secondo fonti di Pagella Politica all’interno del PD, la strada più plausibile è che il partito decida di prorogare il mandato di Schlein oltre la scadenza del 12 marzo 2027 e celebrare il congresso dopo le elezioni politiche. Oltre alla coincidenza elettorale, a frenare la possibilità di celebrare il congresso nei tempi previsti dallo statuto c’è il fatto che la minoranza interna non ha di fatto nessuna personalità al momento pronta per contendere a Schlein la guida del partito.