Manca poco più di un anno alla scadenza naturale della legislatura, prevista per ottobre 2027, ma è già iniziata la discussione su quando si terranno le prossime elezioni politiche. E, almeno per ora, una risposta condivisa non c’è.
Negli ultimi giorni il dibattito si è concentrato soprattutto su due possibilità: andare alle urne nella primavera del 2027, magari insieme alle elezioni comunali previste in quel periodo, quando voteranno grandi città come Roma, Milano, Torino e Napoli; oppure aspettare l’autunno, così da arrivare alla fine della legislatura.
Tra le opposizioni diverse voci si sono dette favorevoli a votare già in primavera. Nel centrodestra, invece, non c’è una posizione comune e le differenze sono emerse anche all’interno di Fratelli d’Italia. Il 7 settembre in un’intervista al Corriere della Sera Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione del partito, ha risposto «no» alla domanda se si voterà a maggio, aggiungendo che «l’obiettivo è finire la legislatura». Solo il giorno prima, intervistato dal gruppo Nord Est Multimedia (NEM), il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (anche lui di Fratelli d’Italia) aveva invece detto che votare in primavera sarebbe «l’opzione di maggior buon senso».
Vediamo quali sono gli scenari possibili e che cosa può influenzare la scelta della data.
Negli ultimi giorni il dibattito si è concentrato soprattutto su due possibilità: andare alle urne nella primavera del 2027, magari insieme alle elezioni comunali previste in quel periodo, quando voteranno grandi città come Roma, Milano, Torino e Napoli; oppure aspettare l’autunno, così da arrivare alla fine della legislatura.
Tra le opposizioni diverse voci si sono dette favorevoli a votare già in primavera. Nel centrodestra, invece, non c’è una posizione comune e le differenze sono emerse anche all’interno di Fratelli d’Italia. Il 7 settembre in un’intervista al Corriere della Sera Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione del partito, ha risposto «no» alla domanda se si voterà a maggio, aggiungendo che «l’obiettivo è finire la legislatura». Solo il giorno prima, intervistato dal gruppo Nord Est Multimedia (NEM), il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (anche lui di Fratelli d’Italia) aveva invece detto che votare in primavera sarebbe «l’opzione di maggior buon senso».
Vediamo quali sono gli scenari possibili e che cosa può influenzare la scelta della data.