Non è ancora chiaro quando si voterà alle prossime elezioni politiche

Nel centrodestra c’è chi spinge per la primavera del 2027 e chi vuole arrivare fino all’autunno, mentre le opposizioni si dicono pronte al voto anticipato
ANSA
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Manca poco più di un anno alla scadenza naturale della legislatura, prevista per ottobre 2027, ma è già iniziata la discussione su quando si terranno le prossime elezioni politiche. E, almeno per ora, una risposta condivisa non c’è.

Negli ultimi giorni il dibattito si è concentrato soprattutto su due possibilità: andare alle urne nella primavera del 2027, magari insieme alle elezioni comunali previste in quel periodo, quando voteranno grandi città come Roma, Milano, Torino e Napoli; oppure aspettare l’autunno, così da arrivare alla fine della legislatura.

Tra le opposizioni diverse voci si sono dette favorevoli a votare già in primavera. Nel centrodestra, invece, non c’è una posizione comune e le differenze sono emerse anche all’interno di Fratelli d’Italia. Il 7 settembre in un’intervista al Corriere della Sera Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione del partito, ha risposto «no» alla domanda se si voterà a maggio, aggiungendo che «l’obiettivo è finire la legislatura». Solo il giorno prima, intervistato dal gruppo Nord Est Multimedia (NEM), il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (anche lui di Fratelli d’Italia) aveva invece detto che votare in primavera sarebbe «l’opzione di maggior buon senso».

Vediamo quali sono gli scenari possibili e che cosa può influenzare la scelta della data.

Chi decide quando si vota

Prima di vedere le posizioni dei partiti bisogna chiarire che la data delle elezioni non viene decisa semplicemente dal governo.

L’attuale legislatura è iniziata il 13 ottobre 2022. L’articolo 60 della Costituzione stabilisce che Camera e Senato siano eletti per cinque anni: la scadenza naturale della legislatura è quindi il 13 ottobre 2027. Sempre la Costituzione, all’articolo 61, aggiunge che le elezioni delle nuove camere devono svolgersi entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. Ma questo non significa che si debba per forza aspettare la scadenza naturale. Il presidente della Repubblica infatti ha il potere di sciogliere anticipatamente Camera e Senato, dopo aver sentito i loro presidenti. Se si arrivasse a elezioni anticipate, dunque, il passaggio decisivo sarebbe nelle mani del capo dello Stato.

Anche la convocazione delle elezioni segue una procedura precisa. Il testo unico per l’elezione della Camera (art. 11) stabilisce che i comizi elettorali siano convocati con un decreto del presidente della Repubblica, su decisione del Consiglio dei ministri.

In pratica, la scelta della data nasce da valutazioni politiche del governo e della maggioranza, ma lo scioglimento anticipato delle camere resta una prerogativa del presidente della Repubblica. Lo stesso Ciriani, parlando della possibilità di votare in primavera, ha detto che bisognerebbe «costruire un percorso condiviso con il capo dello Stato».

Il dibattito nel centrodestra

Nel centrodestra non c’è ancora una linea comune sulla data delle elezioni. Il confronto è tra chi vorrebbe anticipare il voto alla primavera del 2027 e chi preferisce arrivare il più vicino possibile alla scadenza naturale della legislatura.

A favore del voto in primavera pesa soprattutto il calendario della legge di bilancio. Il governo deve presentare alle camere il disegno di legge di bilancio entro il 20 ottobre di ogni anno, e votare in autunno lascerebbe al nuovo esecutivo poco tempo per preparare la manovra. È l’argomento usato da Ciriani, secondo cui «votando in autunno 2027 fare la finanziaria sarebbe complicato». 

Nei calcoli sulla data potrebbe pesare anche la crescita di Futuro Nazionale, il partito fondato a febbraio da Roberto Vannacci. A giugno Rossano Sasso, deputato del partito, aveva detto a Pagella Politica che, al posto di Meloni, avrebbe cercato di andare «al voto quanto prima». «Più tempo ci dà, più noi possiamo costruire la nostra struttura e organizzarci, con la possibilità di crescere ulteriormente», aveva spiegato l’ex deputato della Lega. Finora, però, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non ha indicato pubblicamente una data precisa per il voto. 

Più chiara è la posizione degli alleati di Fratelli d’Italia. Il segretario della Lega Matteo Salvini ha detto di voler votare «a fine legislatura, autunno 2027». La stessa linea è stata ribadita dal ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli (Lega), che ha collegato la durata della legislatura ai tempi dell’autonomia differenziata. Secondo Calderoli servirà circa un anno per concludere l’iter delle intese con le regioni: «Perciò ho finora sostenuto la durata della legislatura». Anche il segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha spiegato che «forse la data giusta è quella di fine legislatura», pur lasciando aperta la possibilità di anticipare il voto di uno o due mesi.

La linea delle opposizioni

Tra le opposizioni invece c’è una maggiore disponibilità a votare già nella primavera del 2027, anche se non tutti hanno indicato una data precisa.

Il 6 settembre, al forum The European House Ambrosetti (TEHA) di Cernobbio in provincia di Como, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha detto che il suo partito si farà trovare pronto «in qualsiasi momento si voterà», senza esprimere una preferenza tra primavera e autunno. Una posizione simile a quella del presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che due giorni prima, alla domanda sull’ipotesi di un voto in primavera, aveva risposto: «Quando sarà, noi saremo pronti», aggiungendo che già in autunno il centrosinistra avrebbe avuto un progetto e un programma condiviso.

Più netto è stato invece il presidente del PD Stefano Bonaccini. Il 7 settembre, in un’intervista al Corriere della Sera, ha detto: «Prima si vota e meglio è». Bonaccini non ha indicato un mese preciso, ma si è schierato a favore di elezioni anticipate. Mentre il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha indicato invece una possibile finestra. Sempre a Cernobbio, Renzi ha definito «logico» andare alle urne a maggio.

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