La storia di Salvini sul ponte bloccato dalle trote è molto fantasiosa

Secondo il ministro delle Infrastrutture, i pesci starebbe bloccando i lavori per ricostruzione di un ponte in Sardegna, chiuso da mesi, ma le cose non stanno così
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Il 28 novembre, partecipando all’evento “Lombardia 2030”, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini (Lega) ha elencato alcune opere che intende realizzare alla guida del Ministero delle Infrastrutture. Tra le altre cose, Salvini ha parlato (min. 19:00) del ponte Diana, in Sardegna, che sarebbe «chiuso da mesi», nonostante esista già un progetto «approvato e finanziato». «Il ponte deve essere abbattuto e ricostruito, ma tutto è fermo perché sotto al ponte ci sono le trote», ha detto Salvini, aggiungendo: «Nei fiumi spesso ci sono le trote, però non penso che nessun Paese al mondo blocchi un ponte perché ci sono le trote. La trota è un animale spesso più intelligente dell’uomo, e se si rende conto che sta per crollargli il ponte in testa, fa quei 200 metri che ti mettono in salvo: tu ricostruisci il ponte, e poi la trota torna a fare la trota». 

Non è la prima volta che Salvini racconta questa storia. Il 24 novembre, durante un evento organizzato da Coldiretti, il ministro aveva affermato (min. 3:00) che in Sardegna i lavori per un ponte sono bloccati da mesi per la «probabile presenza di rane o di trote».

Abbiamo approfondito la questione e la ricostruzione fatta dal leader della Lega è molto fantasiosa.

Di che cosa stiamo parlando

L’infrastruttura di cui parla Salvini è con tutta probabilità il ponte Diana, situato nel comune di Oschiri, in provincia di Sassari, in Sardegna. Questo ponte non sorge sopra un fiume, come afferma il leader della Lega, ma unisce due tratti della strada statale 392, separati dalle sponde del lago artificiale del Colghinas, il secondo più grande della Sardegna. Il ponte, costruito nel 1925, è stato chiuso l’8 giugno 2022 «in via precauzionale», come spiega un comunicato dell’Azienda nazionale autonoma strade statali (Anas), parte del gruppo di Ferrovie dello Stato e responsabile del ponte. La decisione di interrompere la viabilità aveva fatto scaturire alcune proteste da parte dei cittadini, obbligati a fare deviazioni e allungare i propri tragitti quotidiani.

Intanto, nel comunicato con cui annunciava la chiusura del ponte, Anas affermava di stare già lavorando a un progetto per la ricostruzione della struttura, che prevede «un intervento di risanamento e miglioramento statico». A giugno il progetto, «già finanziato», era in fase di approvazione da parte delle autorità competenti per la tutela del territorio, che avrebbero dovuto rilasciare le autorizzazioni necessarie.

Questo è successo il 22 novembre, quando la Regione Sardegna ha deciso di escludere l’opera dalla Valutazione di impatto ambientale (Via), dando subito il via libera per l’inizio dei lavori. Il 29 novembre, i tecnici di Anas e i rappresentanti del comune di Oschiri hanno svolto un sopralluogo «per concordare le attività di cantierizzazione e avvio dei lavori, previste a partire dalla prossima settimana», si legge in un comunicato dell’azienda. «Anas ha già approvato il progetto esecutivo ed avviato le attività preliminari alla consegna dei lavori», assegnate ad Ati Ser.lu Costruzioni Srl, Movistrade Cogefi Srl e Insfrastrutture stradali Scpa. «I lavori dureranno 15 mesi» e prevedono «un investimento complessivo di 9 milioni di euro»

Ma le trote, a differenza di quello che dice Salvini, c’entrano poco o nulla in questa storia.

Che cosa c’entrano le trote

«La Regione Sardegna ha concesso l’autorizzazione definitiva per l’avvio dei lavori», ha confermato a Pagella Politica il sindaco di Oschiri, Roberto Carta, eletto nel 2020 con una lista civica. «È vero che per diversi mesi la regione ha chiesto ad Anas alcune integrazioni sugli studi di impatto ambientale, che comprendevano anche richieste specifiche in merito alla fauna acquatica. Si è parlato anche di trote, in particolare della trota sarda, ma non era l’elemento principale. Era una cosa tra le altre»

Inoltre, Carta ha sottolineato che il ponte non verrà demolito, come ha detto invece Salvini all’evento “Lombardia 2030”, ma sarà «oggetto di un intervento di messa sicurezza e di restauro statico, che lo riporterà all’aspetto originario»«In ogni caso, tutti i problemi risultano superati», ha detto il sindaco. Salvo sorprese, i lavori cominceranno a breve e dovrebbero concludersi entro i primi mesi del 2024.

L’ufficio stampa di Anas ha confermato a Pagella Politica che i lavori per il ponte Diana inizieranno a breve, e al momento della pubblicazione di questo articolo siamo in attesa di risposta per quanto riguarda l’eventuale impatto della fauna locale sulla struttura. 

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