Venerdì 19 giugno è iniziata alla Camera la discussione del disegno di legge proposto dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che punta a cambiare il metodo con cui le università italiane reclutano docenti e ricercatori. In particolare il testo, già approvato dal Senato a dicembre 2025, modifica la cosiddetta “legge Gelmini” che dal 2011, con alcune modifiche, regola il sistema di reclutamento del corpo accademico negli atenei italiani.
La riforma promossa dalla ministra Bernini è stata duramente criticata sia dalle opposizioni sia da diverse associazioni e sindacati universitari, secondo i quali il nuovo sistema di reclutamento non favorirebbe la meritocrazia dei concorsi, ma anzi agevolerebbe i favoritismi. Vediamo nel dettaglio cosa contiene il disegno di legge e perché sta facendo discutere.
La riforma promossa dalla ministra Bernini è stata duramente criticata sia dalle opposizioni sia da diverse associazioni e sindacati universitari, secondo i quali il nuovo sistema di reclutamento non favorirebbe la meritocrazia dei concorsi, ma anzi agevolerebbe i favoritismi. Vediamo nel dettaglio cosa contiene il disegno di legge e perché sta facendo discutere.