Il 2 ottobre Alleanza Verdi-Sinistra ha presentato la sua proposta di riforma del fisco, che si compone di due proposte di legge: una per modificare il funzionamento dell’IRPEF, la principale imposta sui redditi, e una per introdurre una tassa patrimoniale per chi ha un patrimonio netto superiore ai 5 milioni di euro.
La riforma sarà probabilmente una parte chiave del programma elettorale di Alleanza Verdi-Sinistra alle elezioni del prossimo anno, con misure che si distinguono da quelle proposte dalle altre forze politiche. Anche l’impatto promesso è notevole, come si dichiara nella pagina web di presentazione: «Per il 98 per cento dei contribuenti (41,5 milioni di persone) significa un considerevole taglio delle tasse. Chiunque guadagni meno di 90 mila euro lordi annui vedrà calare l’IRPEF».
L’annuncio ha subito attirato attenzioni e critiche, in particolare da Azione. Il 6 ottobre il partito guidato da Carlo Calenda ha pubblicato sui social un post in cui ha criticato la proposta di Alleanza Verdi-Sinistra, mettendo in discussione la sostenibilità finanziaria del piano, e ha presentato un’alternativa: l’IRPEF a «progressività continua».
La riforma sarà probabilmente una parte chiave del programma elettorale di Alleanza Verdi-Sinistra alle elezioni del prossimo anno, con misure che si distinguono da quelle proposte dalle altre forze politiche. Anche l’impatto promesso è notevole, come si dichiara nella pagina web di presentazione: «Per il 98 per cento dei contribuenti (41,5 milioni di persone) significa un considerevole taglio delle tasse. Chiunque guadagni meno di 90 mila euro lordi annui vedrà calare l’IRPEF».
L’annuncio ha subito attirato attenzioni e critiche, in particolare da Azione. Il 6 ottobre il partito guidato da Carlo Calenda ha pubblicato sui social un post in cui ha criticato la proposta di Alleanza Verdi-Sinistra, mettendo in discussione la sostenibilità finanziaria del piano, e ha presentato un’alternativa: l’IRPEF a «progressività continua».