Conte fa l’ignaro sulle onorificenze a Paramonov, ma ha le sue responsabilità

Il funzionario russo che ha minacciato l’Italia ha ricevuto due titoli, nel 2018 e nel 2020. Nel primo caso, il leader del Movimento 5 stelle ha avuto un ruolo 
ANSA/ETTORE FERRARI
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Il 22 marzo, in un’intervista con il Corriere della sera, il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte ha commentato uno dei temi di maggiore attualità nel dibattito politico italiano, ossia le onorificenze date in anni recenti dall’Italia a cittadini russi oggi coinvolti nell’invasione russa dell’Ucraina. Nello specifico, Conte ha cercato di sollevarsi da ogni responsabilità per quanto riguarda le onorificenze assegnate, quando lui era presidente del Consiglio, ad Alexey Paramonov, direttore del Dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo, che di recente ha minacciato di ritorsioni l’Italia e altri Stati europei.

«Immagino che nel corso del tempo siano state assegnate onorificenze a tantissime personalità russe», ha dichiarato l’ex presidente del Consiglio al Corriere della sera. «Non ricordo in particolare il nominativo di questo Alexey Paramonov, ma dalla documentazione e dai riscontri effettuati risulta come ho già chiarito che gli sono state consegnate su proposta del ministro degli Esteri e che la consegna della stella d’Italia è stata concessa dal ministero degli Esteri senza coinvolgere la Presidenza del consiglio».

La seconda parte della giustificazione data da Conte è corrente, mentre la prima manca di un dettaglio importante.

Chi ha dato le onorificenze a Paramonov

Paramonov – che per ora non figura tra i cittadini russi sanzionati dall’Unione europea – ha ricevuto due onorificenze dall’Italia. Come risulta dal sito ufficiale della Presidenza della Repubblica italiana, il 27 dicembre 2018 a Paramonov è stato conferito il titolo di cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, mentre il 9 dicembre 2020 quello di commendatore dell’Ordine della stella d’Italia. In entrambe le date, Conte era presidente del Consiglio: a dicembre 2018 alla guida del governo Lega-Movimento 5 stelle, a dicembre 2020 alla guida del governo sostenuto da M5s, Partito democratico, Italia viva e Liberi e uguali.

Partiamo dalla onorificenza più recente, quella citata da Conte nella sua intervista al Corriere della sera. Il titolo di commendatore è una delle cinque classi in cui sono suddivise le onorificenze dell’Ordine delle stella d’Italia, che ricompensa chi ha acquisito particolari benemerenze nella promozione dei rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi. In base alla legge del 2011 che regolamenta l’Ordine della stella d’Italia, queste onorificenze sono concesse dal presidente della Repubblica su proposta del ministro degli Esteri, sentito il Consiglio dell’Ordine, che è presieduto dal ministro degli Esteri ed è composto da altri quattro membri. 

Per quanto riguarda il titolo di commendatore dell’Ordine della stella d’Italia, è dunque vero, come sottolineato da Conte, che l’iniziativa è stata del ministero degli Esteri, a dicembre 2020 guidato da Luigi Di Maio.

Le responsabilità di Conte

Discorso in parte diverso vale però per l’altra onorificenza, quella di cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, conferita a Paramonov a dicembre 2018. Il sito della Presidenza della Repubblica italiana specifica infatti che questa onorificenza è stata assegnata al funzionario russo «su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri»‚ a cui capo all’epoca c’era proprio Conte, alla guida del suo primo governo. In base alla legge del 1951 che regola il funzionamento dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, le onorificenze sono infatti conferite (art. 4) con un decreto del presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dell’Ordine, composto da dieci membri. In base allo Statuto dell’Ordine, il presidente della Repubblica può assegnare onorificenze al di là di questa procedura, ma il decreto di concessione è comunque controfirmato dal presidente del Consiglio.

Resta però centrale nell’assegnazione della prima onorificenza a Paramonov il ruolo del ministero degli Esteri, a dicembre 2018 guidato da Enzo Moavero Milanesi. In Gazzetta ufficiale, il nome di Paramonov compare nei nominativi indicati dal ministero degli Esteri. In base alle regole in vigore, le proposte di onorificenze fatte dalla Presidenza del Consiglio dei ministri si basano sulle segnalazioni arrivate dai singoli ministeri. Ricapitolando: è possibile che Conte non si ricordi il nome di Paramonov, come dichiarato al Corriere della sera, ed è vero che la segnalazione è arrivata dal Ministero degli Esteri. Ma la proposta di onorificenza è stata avanzata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, guidato proprio da Conte.

Il 20 giugno 2019 è poi avvenuta la materiale consegna a Paramonov del titolo di cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana a Mosca, in Russia, nell’ambasciata italiana. «A essere decorato è un diplomatico fine e appassionato, un punto di riferimento autorevole per me e tutti i funzionari dell’ambasciata d’Italia a Mosca con il quale affrontare qualsiasi problematica, anche la più spinosa, sempre con spirito costruttivo e nell’ottica del costante approfondimento dei rapporti italo-russi», aveva dichiarato all’epoca l’ambasciatore italiano a Mosca Pasquale Terracciano.
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