Francesca Albanese ha davvero definito Israele “nemico comune dell’umanità”?

Il passaggio di un discorso della relatrice speciale dell’ONU è stato accusato di antisemitismo dalla Lega. Abbiamo controllato che cosa ha detto e in quale contesto
Pagella Politica
L’11 febbraio la Lega ha annunciato la presentazione di una risoluzione parlamentare per chiedere le dimissioni di Francesca Albanese dal suo incarico di relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967 da Israele, tra cui la Cisgiordania. «Chi definisce, solo per citare un esempio, Israele “nemico comune dell’umanità”, ha ben poco da dichiararsi super partes e fomenta più che leciti sospetti sul suo antisemitismo», ha dichiarato il partito di Matteo Salvini.

Ma è vero che Albanese ha pronunciato quelle parole? Per capirlo bisogna guardare al discorso da cui la Lega sostiene di averle tratte.

Il discorso incriminato è quello che Albanese ha tenuto in inglese il 7 febbraio a un evento organizzato da Al Jazeera, un’emittente televisiva e testata giornalistica con sede in Qatar.
Nel suo intervento, Albanese ha detto che da circa due anni sarebbe in corso un genocidio contro i palestinesi, e che la comunità internazionale non solo non lo avrebbe fermato, ma avrebbe anzi continuato a garantire a Israele sostegno politico, economico e militare. Albanese ha inoltre criticato una parte dei media occidentali, accusandoli di aver contribuito a diffondere una «narrazione genocidaria» e «di apartheid», e ha invitato avvocati, giornalisti, insegnanti e cittadini a fare la propria parte, nel proprio ambito, per difendere i diritti fondamentali e chiedere giustizia e responsabilità.

Il passaggio a cui fa riferimento la Lega arriva verso la fine del discorso. In quel punto Albanese ha detto: «Ed è qui che sta anche l’opportunità: se è vero che il diritto internazionale è stato colpito al cuore, è altrettanto vero che la comunità internazionale non si era mai trovata prima davanti a sfide di questo tipo. Noi, che non controlliamo grandi risorse finanziarie, né algoritmi né armi, stiamo capendo che, come umanità, abbiamo un nemico comune». Nel suo discorso, però, Albanese non ha collegato esplicitamente questa espressione a Israele, né ha usato mai la formula «nemico comune dell’umanità» riferita allo Stato israeliano. 

In sostanza, in quel passaggio Albanese stava dicendo che, anche se le persone comuni non hanno il potere di influenzare direttamente i grandi interessi economici, le tecnologie e le armi che rendono possibile la guerra, possono comunque riconoscere il problema e reagire, facendo la propria parte per difendere i diritti fondamentali e chiedere responsabilità.

In un post pubblicato su X dopo le polemiche, la stessa Albanese ha chiarito esplicitamente a che cosa si riferisse: secondo lei «il nemico comune dell’umanità è il SISTEMA che ha reso possibile il genocidio in Palestina, compreso il capitale finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo oscurano e le armi che lo rendono possibile».

La polemica non si è fermata all’Italia. In Francia è stata ancor più accesa: una sessantina di parlamentari, tra cui esponenti di primo piano della maggioranza e anche l’ex prima ministra Élisabeth Borne, ha chiesto al governo di intervenire contro Albanese. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha poi rilanciato pubblicamente l’accusa in Assemblea nazionale e ha annunciato che la Francia chiederà alle Nazioni Unite la sua rimozione nella prossima sessione del Consiglio per i diritti umani, prevista il 23 febbraio.

Non votare al buio. Leggi la guida al referendum.

Spiega in modo chiaro che cosa cambia con la riforma della giustizia e quali sono le ragioni del Sì e del No.

Con la membership riceverai anche una newsletter quotidiana e l’accesso a contenuti esclusivi.
LEGGI LA GUIDA
Newsletter

Politica di un certo genere

Ogni martedì
In questa newsletter proviamo a capire perché le questioni di genere sono anche una questione politica. Qui un esempio.

Ultimi articoli