Quattro grafici per capire la durata dei governi in Italia

Finora, il governo Draghi è rimasto in carica per oltre 500 giorni, un numero più alto della media. Quali sono stati i governi più e meno longevi? E qual è la situazione negli altri quattro grandi Paesi europei?
ANSA
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Come già successo in passato per altri presidenti del Consiglio, dopo le dimissioni di Mario Draghi – per il momento non accolte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella – si è tornati a discutere nel dibattito politico dell’instabilità dei governi italiani. 

Dal 13 febbraio 2021, giorno dell’insediamento del governo Draghi, al 14 luglio 2022, giorno delle dimissioni non accolte, sono passati 516 giorni: i precedenti 66 governi sono durati in media di più o di meno? E che cosa succede negli altri grandi Paesi europei? Grafici alla mano, vediamo che cosa dicono i numeri.

Quanto dura un governo in Italia

Dal 1948 ad oggi, in Italia si sono alternati 67 governi, guidati da 29 presidenti del Consiglio diversi. In media, i governi italiani sono rimasti in carica per 414 giorni, meno di un anno e due mesi, e hanno governato effettivamente per 380 giorni, poco più di un anno. Si distingue tra “giorni in carica” e “giorni di governo effettivi” perché dopo le dimissioni un governo rimane comunque in carica fino a quando non giura il suo successore.

Il governo che è rimasto in assoluto più tempo in carica, con 1.412 giorni, è il secondo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi tra il 2001 e il 2005. Anche il secondo governo più duraturo, 1.287 giorni, è quello guidato da Berlusconi tra il 2008 e il 2011, mentre al terzo posto c’è il primo governo di Bettino Craxi, tra il 1983 e il 1986. 

All’estremo opposto ci sono governi durati pochi giorni perché non sono riusciti ad avere la fiducia del Parlamento. Tra questi, si annoverano il primo governo di Amintore Fanfani, con 22 giorni in carica nel 1954, l’ottavo governo di Alcide De Gasperi nel 1953 e il secondo governo di Giovanni Spadolini, con soli 100 giorni in carica nel 1982. 

Limitandosi agli esecutivi della Seconda Repubblica, il periodo che va dal 1994 in poi, in media i governi sono rimasti in carica per 611 giorni e hanno governato effettivamente per 576 giorni. Dopo i due governi di Berlusconi, al terzo posto, come governo più duraturo in questo periodo, c’è quello guidato da Matteo Renzi tra il 2014 e il 2016, con 1.024 giorni in carica. Il governo che è durato di meno è invece il secondo guidato da Massimo D’Alema nel 2000. 

Infine, nell’ultima legislatura, iniziata nel 2018, il primo governo di Giuseppe Conte, sostenuto da Lega e da Movimento 5 Stelle, è rimasto in carica 461 giorni, il secondo governo Conte con Movimento 5 Stelle e Partito democratico 527 giorni e infine il governo Draghi è al momento a 519 giorni.

Quanto hanno governato i presidenti del Consiglio

Il presidente del Consiglio che ha governato di più l’Italia repubblicana è stato Berlusconi, con 3.339 giorni in carica, pari a nove anni. Dopo ci sono Giulio Andreotti con 2.678 giorni, De Gasperi con 2.591 e Aldo Moro con 2.279.

Sopra i 1.500 giorni ci sono anche Fanfani e Romano Prodi, mentre sono tra i 1.000 e i 1.500 giorni di governo Craxi, Mariano Rumor, Antonio Segni e Renzi. I presidenti del Consiglio che sono rimasti meno in carica sono stati Fernando Tambroni, Giuseppe Pella, Arnaldo Forlani, Giuseppe Goria ed Enrico Letta, con 300 o meno giorni di governo.

Quanto durano i capi di governo in Europa

Fare un confronto tra l’Italia e gli altri quattro grandi Paesi europei – Germania, Regno Unito, Francia e Spagna – non è semplice, per via delle differenze istituzionali e di durata delle legislature (per  esempio in Germania si vota ogni quattro anni, in Italia ogni cinque). Per semplificare, vediamo quante volte è cambiato il capo del governo negli ultimi trent’anni nei principali Paesi europei.
In Italia dal 1992 a oggi il presidente del Consiglio è cambiato 17 volte, con alcuni che hanno guidato due governi consecutivi, come Berlusconi e Conte.

Nello stesso periodo di tempo, in Germania si sono alternati quattro cancellieri: Helmut Kohl fino al 1998, Gerhard Schröder dal 1998 al 2005, Angela Merkel dal 2005 al 2021 e Olaf Scholz dal 2021 ad oggi. Durante le legislature quadriennali, negli ultimi trent’anni in Germania non si sono registrati cambi di maggioranze. 

In Spagna ci sono stati invece cinque primi ministri: Felipe González, José María Aznar, José Luis Rodríguez Zapatero, Mariano Rajoy e Pedro Sánchez. In questo caso c’è stata maggiore instabilità politica: Sánchez è andato al governo dopo che il Congresso dei Deputati ha sfiduciato Rajoy e nel 2019 si sono tenute due elezioni, una ad aprile e una a novembre, perché non si riusciva a trovare una maggioranza stabile. 

Nel Regno Unito ci sono stati sei primi ministri in trent’anni: John Mayor, Tony Blair, Gordon Brown, David Cameron, Theresa May e Boris Johnson. Gli ultimi anni sono però stati caratterizzati da una maggiore instabilità in quanto gli ultimi tre premier si sono dimessi senza completare il mandato. In questo momento i Conservatori stanno eleggendo un nuovo leader che diventerà poi premier per sostituire Johnson.

Infine, in Francia si sono alternati 13 primi ministri che hanno presieduto 23 governi diversi. Alcuni hanno governato a lungo, come Francois Fillon tra il 2007 e il 2012, e altri per poco, come Bernard Cazeneuve tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. Va comunque considerato che la Francia è caratterizzata da un sistema semi presidenziale dove il presidente ha un ruolo predominante ed è il volto pubblico del paese all’estero. Inoltre, l’esecutivo in Francia non ha bisogno della fiducia dell’Assemblea nazionale.
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