Venerdì 6 febbraio le speranze del “Comitato dei 15 cittadini” – a sostegno del No nel referendum sulla magistratura – di fare slittare la consultazione referendaria si sono rianimate, anche se per poco. L’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione ha infatti accolto la loro richiesta di consultazione popolare e modificato il quesito referendario. Ma il governo ha ribadito il giorno successivo che le date saranno il 22 e 23 marzo. Il comitato ha annunciato che non presenterà un nuovo ricorso, dunque un rinvio al momento non è possibile.
Riavvolgiamo il nastro. La partita sembrava ormai chiusa in seguito alla sentenza del TAR del Lazio che, il 27 gennaio, aveva rigettato il ricorso con cui lo stesso comitato chiedeva l’annullamento della delibera del Consiglio dei ministri e del decreto del presidente della Repubblica che avevano individuato le date del referendum nel fine settimana del 22 e 23 marzo (abbiamo spiegato quel provvedimento in una puntata di Sentenze, il podcast giudiziario di Pagella Politica).
Riavvolgiamo il nastro. La partita sembrava ormai chiusa in seguito alla sentenza del TAR del Lazio che, il 27 gennaio, aveva rigettato il ricorso con cui lo stesso comitato chiedeva l’annullamento della delibera del Consiglio dei ministri e del decreto del presidente della Repubblica che avevano individuato le date del referendum nel fine settimana del 22 e 23 marzo (abbiamo spiegato quel provvedimento in una puntata di Sentenze, il podcast giudiziario di Pagella Politica).