Che cosa sta succedendo con i concorsi della magistratura

Una presunta fuga di notizie sulle tracce delle prove sta mettendo in dubbio la regolarità del concorso per diventare magistrati
ANSA
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A poco più di tre mesi dal referendum costituzionale sulla riforma della magistratura, si è tornati a parlare di giustizia all’interno del dibattito politico. Questa volta, però, la discussione non riguarda la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ma le modalità di accesso alla magistratura. 

Tra il 24 e il 26 giugno si sono tenute a Roma le prove scritte del concorso per diventare magistrato ordinario. Il concorso, bandito per selezionare 450 nuovi magistrati, prevede una prova scritta e una orale. Lo scritto si articola a sua volta in tre prove, ciascuna svolta in un giorno diverso e dedicata a una distinta branca dell’ordinamento giuridico italiano. La prima prova era incentrata sul diritto civile, la seconda sul diritto penale, la terza – e ultima – sul diritto amministrativo. Secondo quanto riportato dalla stampa, circa 7 mila candidati si sono presentati per sostenere la prima prova.

Durante le prove e nei giorni immediatamente successivi sono emersi dubbi sulla trasparenza del loro svolgimento che hanno portato il caso all’attenzione della politica. Secondo alcune segnalazioni, alcuni candidati avrebbero potuto vedere in anticipo materiali collegati alle tracce d’esame. Così, il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto ha annunciato di aver presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio per chiedere chiarimenti sulla vicenda.
Vediamo che cosa sappiamo finora e perché il caso è diventato importante per la politica.

Le prime segnalazioni

A partire da questa prima testimonianza sono iniziati a emergere altri episodi di presunte irregolarità che sarebbero avvenute anche nei giorni precedenti. Sempre la pagina Excursus Vitae ha pubblicato alcune chat  tra candidati in cui si legge che durante il primo giorno dell’esame, dedicato alla prova di diritto civile, alcuni partecipanti avrebbero avuto modo di leggere sul tavolo della commissione le tracce del giorno successivo, in cui si sarebbe dovuta tenere la prova di diritto penale. In particolare, uno degli utenti nella chat afferma di aver letto personalmente sul tavolo della commissione la traccia sui reati di devastazione e saccheggio, che è poi risultata effettivamente tra le tre tracce selezionate, anche se non è stata quella estratta. 

Anche il quotidiano Il Foglio ha ricostruito la sequenza dei presunti episodi anomali che a partire dal primo giorno di prova avrebbero interessato lo svolgimento del resto dell’esame. In un articolo del 27 giugno il quotidiano ha riportato che, tra le tracce di diritto penale che alcuni candidati sarebbero riusciti a vedere il giorno prima della prova, una di esse riguardava il delitto di bancarotta fraudolenta. Il giorno successivo, la traccia estratta per la prova di diritto penale era relativa proprio a questo reato.

Cosa succede ora

Dopo queste segnalazioni e l’esposto presentato alla Procura di Roma, l’episodio è arrivato all’attenzione della politica. Lunedì 29 giugno il partito Italia Viva, con uno dei suoi senatori, Ivan Scalfarotto, ha annunciato di aver presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendo chiarimenti sulle presunte anomalie emerse durante il concorso. Anche il Codacons, un’associazione di consumatori, ha pubblicato un esposto in cui chiede al Ministero della Giustizia e agli organi competenti di fare «piena luce sulla vicenda».

L’ipotesi, dunque, è che ci sia stata una fuga di notizie sugli argomenti delle tracce, in particolare quelle della prova di diritto penale che si è tenuta durante il secondo giorno d’esame. Bisognerà tuttavia attendere che il Ministero della Giustizia e le autorità competenti effettuino una verifica riguardo la trasparenza nello svolgimento delle prove e su eventuali irregolarità.

La regola del gioco sta per cambiare, arrivaci preparato.

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