La Banca d’Italia ha varie sedi a Roma, ma ce n’è una che è molto diversa dalle altre. Si trova sulla via Tuscolana, vicino a uno splendido acquedotto romano, e dal 1964 è il luogo in cui gli italiani stampano le loro banconote. Questo tipo di moneta era utilizzato già in precedenza (le prime banconote in lire emesse dalla Banca d’Italia risalgono al 1894), ma prima della seconda guerra mondiale ogni biglietto andava stampato singolarmente, rendendo il processo lungo e costoso e disincentivando la diffusione e l’utilizzo della moneta cartacea. Le cose sono cambiate con il boom economico e nel giro di pochi anni l’Italia si è dotata di un centro dedicato specificamente alla produzione di moneta cartacea. Per decenni si sono stampate banconote in lire con l’effige di Caravaggio, Volta, Montessori, e con la dicitura “pagabili a vista al portatore”, una reliquia di un’epoca in cui era ancora possibile convertire legalmente il denaro in oro o altri metalli preziosi. Con l’arrivo dell’euro il centro non è stato dismesso, ma è diventato uno degli stabilimenti in cui si producono le banconote della moneta unica europea. Nonostante gli Stati membri dell’Eurozona siano 21 (l’ultima ad aggiungersi è stata la Bulgaria, all’inizio di quest’anno), le banconote non vengono stampate dai singoli Paesi, ma l’intero sforzo è coordinato tra le 21 banche centrali nazionali. In totale ci sono 11 complessi industriali per la stampa delle banconote nell’intera Eurozona, e uno è proprio quello di Roma.