indietro

Nordio ha ragione: i detenuti italiani all’estero sono più di duemila

| 07 febbraio 2024
La dichiarazione
«Abbiamo oltre duemila cittadini in carceri straniere»
Fonte: Corriere della Sera | 7 febbraio 2024
ANSA
ANSA
Verdetto sintetico
Il ministro della Giustizia cita un numero corretto.
In breve
  • Secondo il Ministero degli Esteri, alla fine del 2022 i detenuti italiani all’estero erano 2.058. Il 74 per cento si trovava in un Paese Ue. TWEET
In un’intervista pubblicata il 7 febbraio dal Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha parlato del caso di Ilaria Salis, l’insegnante italiana che da quasi un anno è detenuta in un carcere di Budapest, in Ungheria, con l’accusa di aver aggredito un gruppo di neonazisti. Tra le altre cose, Nordio ha dichiarato che lo Stato italiano non chiederà alla giustizia ungherese di concedere gli arresti domiciliari a Salis, come richiesto dal padre della detenuta, perché questo gesto sarebbe «un’interferenza» nella «sovranità della giurisdizione straniera». 

Il ministro ha poi aggiunto che i cittadini italiani detenuti all’estero sono «oltre duemila»: «Per ciascuno ci attiviamo, nei limiti di norma». Questo numero è corretto? Secondo i dati più aggiornati a disposizione la risposta è sì.

Quanti italiani sono detenuti all’estero

I numeri più recenti sui cittadini italiani detenuti nelle carceri fuori dall’Italia sono contenuti nell’Annuario statistico del Ministero degli Esteri, pubblicato l’anno scorso. 

Alla fine del 2022 erano 2.058 i detenuti italiani all’estero, di cui 1.526 (il 74 per cento sul totale) si trovavano in Paesi appartenenti all’Unione europea. Duecento detenuti erano in Nord e Sud America, 232 in Paesi europei che non fanno parte dell’Ue, 33 in Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, 54 in Asia e Oceania, e 13 in Africa subsahariana.
Non tutti gli oltre duemila italiani detenuti all’estero alla fine del 2022 erano in carcere dopo una condanna. Quasi il 2 per cento (31 detenuti) era in attesa di estradizione, il 41 per cento (861) era in attesa di giudizio, mentre il 57 per cento (1.166) era già stato condannato. 

Il Paese con più detenuti italiani era la Germania (713), seguita dalla Francia (230) e dalla Spagna (229). In Ungheria, lo Stato Ue dove si trova attualmente Ilaria Salis, alla fine del 2022 c’erano 17 detenuti italiani, di cui cinque condannati.

Per avere un ordine di grandezza, al 31 gennaio 2024 gli italiani detenuti negli istituti penitenziari del nostro Paese erano quasi 42 mila, su oltre 60 mila detenuti.

Il verdetto

Secondo Carlo Nordio «abbiamo oltre duemila cittadini in carceri straniere». In base alle stime più aggiornate, ​​il ministro della Giustizia cita un numero corretto. 

Secondo il Ministero degli Esteri, alla fine del 2022 i detenuti italiani all’estero erano 2.058, di cui due terzi si trovavano nelle carceri di un Paese Ue.

AIUTACI A CRESCERE NEL 2024

Siamo indipendenti: non riceviamo denaro da partiti né fondi pubblici dalle autorità italiane. Per questo il contributo di chi ci sostiene è importante. Sostieni il nostro lavoro: riceverai ogni giorno una newsletter con le notizie più importanti sulla politica italiana e avrai accesso a contenuti esclusivi, come le nostre guide sui temi del momento. Il primo mese di prova è gratuito.
Scopri che cosa ottieni
Newsletter

I Soldi dell’Europa

Il lunedì, ogni due settimane
Il lunedì, le cose da sapere sugli oltre 190 miliardi di euro che l’Unione europea darà all’Italia entro il 2026.

Ultimi fact-checking

  • «Nel Parlamento europeo oggi l’Italia è venticinquesima su ventisette Paesi per influenza, eppure siamo il terzo Paese più grande e più potente in termini economici»

    20 maggio 2024
    Fonte: Agorà – Rai3
  • «Il superamento del Jobs Act era un punto fondante del programma con cui mi sono presentata alle primarie per la segreteria, oltre un anno fa, in linea con scelte anche personali fatte in passato. Vorrei ricordare che io ero in piazza con la Cgil nel 2015 contro l’abolizione dell’articolo 18»

    7 maggio 2024
    Fonte: la Repubblica
  • «Nella riforma del codice della strada c’è il cosiddetto “ergastolo della patente” e poi c’è il codice penale [...]. Nei casi gravi di reiterazione tu la patente non la puoi più vedere»

    Fonte: Cinque minuti – Rai 1