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Quando la Lega voleva permettere ai partiti di prendere soldi da Stati esteri

| 16 settembre 2022
La dichiarazione
«Erano i giorni dello Spazzacorrotti. La Lega voleva inserire un emendamento che avrebbe permesso agli Stati esteri di finanziare i partiti politici italiani»
Fonte: Twitter | 15 settembre 2022
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Verdetto sintetico
La sottosegretaria alla Giustizia ha ragione.
In breve
  • Nell’autunno 2018, in Commissione Affari costituzionali alla Camera la Lega presentò un emendamento per cancellare la norma, contenuta nella legge “Spazzacorrotti”, che voleva vietare ai partiti di ricevere finanziamenti da Paesi esteri. TWEET
Il 15 settembre la sottosegretaria al Ministero della Giustizia Anna Macina, deputata ex Movimento 5 stelle ora passata a Impegno civico, ha scritto su Twitter che nel 2018, durante l’esame parlamentare della cosiddetta “legge Spazzacorrotti”, la Lega «voleva inserire un emendamento che avrebbe permesso agli Stati esteri di finanziare i partiti politici italiani». Nel tweet, Macina ha rilanciato una sua intervista pubblicata da la Repubblica del 14 settembre, dove ha dichiarato che il tentativo era avvenuto nell’autunno del 2018, alla Camera dei deputati.

In questi giorni, nel dibattito politico italiano, si sta parlando molto di un rapporto dell’intelligence degli Stati Uniti, secondo cui dal 2014 a oggi la Russia avrebbe investito oltre 300 milioni di dollari per finanziare partiti in vari Paesi europei. Al momento non ci sono prove che una parte di questi soldi sia finita a partiti italiani. In passato, la Lega è stata accusata di aver avuto legami troppo stretti con la Russia e con il partito Russia unita, del presidente russo Vladimir Putin.

Il 15 settembre, ospite a Mattino 5 su Canale 5, il leader della Lega Matteo Salvini ha dichiarato (min. 6:21) che il suo partito «non ha mai preso soldi dalla Russia». Alla richiesta di rispondere alle accuse di Macina, Salvini ha risposto (min. 8:32) al conduttore: «Ma secondo lei io mi ricordo di un emendamento del 2018? Abbia pazienza: il problema degli italiani è il lavoro, non gli emendamenti bocciati nel 2018».

Al di là delle parole di Salvini, la ricostruzione fatta da Macina è corretta oppure no? Abbiamo verificato e la sottosegretaria alla Giustizia ha ragione.

Che cosa è successo nel 2018

Il disegno di legge “Spazzacorrotti” è stato presentato alla Camera a settembre 2018 dall’allora ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, del Movimento 5 stelle. Questa legge era stata promessa dal partito nella campagna elettorale del 2018 per rafforzare, come suggerisce il nome, il contrasto alla corruzione e la trasparenza dei partiti e movimenti politici. 

Il comma 2 dell’articolo 7 del disegno di legge, quello relativo alle «norme in materia di trasparenza e controllo dei partiti e movimenti politici», proponeva di introdurre la seguente disposizione: «Ai partiti e ai movimenti politici è fatto divieto di ricevere contributi provenienti da governi o enti pubblici di Stati esteri, da persone giuridiche aventi sede in uno Stato estero e da persone fisiche maggiorenni non iscritte nelle liste elettorali o private del diritto di voto». 

A ottobre 2018, il testo ha iniziato il suo percorso alla Commissione Affari costituzionali della Camera, di cui faceva parte anche Macina. A inizio novembre erano stati poi presentati gli emendamenti dei partiti, ossia le proposte di modifica da parte dei membri della commissione. Un emendamento, il 7. 2., presentato dal deputato della Lega Igor Iezzi e da otto colleghi di partito, chiedeva di sopprimere l’articolo 7, quello contenente il divieto per i partiti di ricevere soldi da Paesi esteri (l’emendamento era stato riportato all’epoca anche da alcune fonti stampa, che avevano sottolineato le divisioni sul testo tra i due partiti di maggioranza, ossia Lega e Movimento 5 stelle). La soppressione era stata chiesta con un emendamento anche da Fratelli d’Italia.

Nell’intervista a la Repubblica, Macina ha dichiarato che all’epoca si era confrontata con Iezzi sul comma dibattuto. «Provò a spiegarmi che se ci fosse stato un imprenditore residente all’estero che voleva sostenere la Lega, che male ci sarebbe stato?», ha detto l’attuale sottosegretaria alla Giustizia. «Risposi che in una democrazia erano inopportune ingerenze dall’estero, di qualsiasi tipo».

Anche esponenti di altri partiti sembravano condividere in parte la posizione della Lega. Il 25 ottobre 2018, per esempio, come spiega il resoconto della Commissione Affari costituzionali, il deputato del Partito democratico Stefano Ceccanti, aveva dichiarato di «non condividere il divieto, previsto dal comma 2 dell’articolo 7, di ricevere contributi da parte di cittadini stranieri, ritenendo che esso mal si concili con la tendenza, sempre più diffusa ad affiliazioni politiche, su base europea». Secondo Ceccanti, era «irragionevole impedire a uno straniero legalmente residente in Italia di contribuire all’attività di una forza politica presente nel nostro Paese. Osserva come, al contrario, consentire agli stranieri di contribuire in tal modo alla vita politica del Paese ne favorirebbe il processo di integrazione».

Successivamente il testo è stato abbinato a un’altra proposta di legge, è stato approvato con modifiche dal Senato ed è tornato alla Camera, dove ha ricevuto il via libera definitivo a dicembre 2018. Il testo della legge è stato poi pubblicato in Gazzetta ufficiale a inizio gennaio 2019, con all’interno la norma che vieta ai partiti e ai movimenti politici di «ricevere contributi, prestazioni o altre forme di sostegno provenienti da governi o enti pubblici di Stati esteri o da persone giuridiche aventi sede in uno Stato estero non assoggettate a obblighi fiscali in Italia». Una formula, dunque, un po’ modificata rispetto a quella presente nel disegno di legge originario.

Il verdetto

Secondo Anna Macina, sottosegretaria alla Giustizia di Impegno civico, nel 2018 la Lega ha provato a «inserire un emendamento» nella legge “Spazzacorrotti” che «avrebbe permesso agli Stati esteri di finanziare i partiti politici italiani». Abbiamo verificato e Macina ha ragione. 

Nell’autunno 2018, in Commissione Affari costituzionali alla Camera la Lega presentò un emendamento per cancellare la norma, contenuta nella legge “Spazzacorrotti”, che voleva vietare ai partiti di ricevere finanziamenti da Paesi esteri.

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