Virginia Tiraboschi

No, l’80 per cento di dosi AstraZeneca non giace inutilizzato nei frigoriferi

«In Italia l’80% delle dosi del vaccino AstraZeneca arrivate è rimasto inutilizzato dentro i frigoriferi!»

Pubblicato: 30 giu 2021
Data origine: 29 giu 2021
Macroarea questioni sociali

Il 29 giugno la senatrice da Forza Italia Virginia Tiraboschi ha sostenuto in un post pubblicato su Facebook che l’80 per cento delle dosi del vaccino AstraZeneca arrivate in Italia «è rimasto inutilizzato dentro i frigoriferi».

Lo stop ad AstraZeneca per gli under-60 e gli errori di comunicazione su questo vaccino, riconosciuti anche dal commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, hanno creato sicuramente problemi all’andamento della campagna vaccinale, come abbiamo raccontato anche di recente.

Ma la percentuale di dosi AstraZeneca inutilizzate dichiarata da Tiraboschi è del tutto sbagliata. Andiamo a vedere i dettagli.

AstraZeneca viene usata, e parecchio

Secondo quanto risulta da dati pubblici sulla campagna vaccinale, qui resi graficamente dal Sole 24 Ore, al 29 giugno erano state consegnate all’Italia poco più di 10 milioni e 400 mila dosi di vaccino AstraZeneca (10.406.506). Di queste ne erano state somministrate poco più di 8 milioni e 800 mila (8.800.793), cioè l’85 per cento.

Dunque è il 15 per cento delle dosi di vaccino AstraZeneca che è rimasto nei frigoriferi, non l’80 per cento. Per fare un confronto, Pfizer-BioNTech e Moderna hanno percentuali di utilizzo più alte – rispettivamente il 96 e il 90 per cento – e Johnson&Johnson una nettamente più bassa, il 60 per cento.

Come ci ha segnalato il nostro collaboratore Lorenzo Ruffino, esperto di dati relativi alla pandemia e alla campagna vaccinale, la percentuale di utilizzo di AstraZeneca oscilla ovviamente anche in base a quando vengono consegnati nuovi lotti di dosi.

Grafico 1. Dosi consumate di AstraZeneca in percentuale delle dosi consegnate – Fonte: Lorenzo Ruffino su dati Covid-19 Opendata Vaccini

Aumentando improvvisamente il totale di dosi disponibili quando arriva un nuovo carico, la percentuale di utilizzo cala per poi risalire progressivamente fino all’arrivo del carico successivo.

Questa dinamica è tuttavia comune a tutti i vaccini che vengono distribuiti in Italia.

Grafico 2. Dosi consumate dei diversi vaccini in percentuale delle dosi consegnate – Fonte: Lorenzo Ruffino su dati Covid-19 Opendata Vaccini

Al massimo si può notare che, essendo le consegne di AstraZeneca più sporadiche rispetto a quelle ad esempio di Pfizer-BioNTech, la percentuale di utilizzo ha dei bruschi cali. In ogni caso la percentuale di utilizzo nelle ultime settimane non è mai scesa sotto il 75 per cento.

Abbiamo preso in considerazione anche l’ipotesi che Tiraboschi volesse riferirsi solo all’ultimo lotto di dosi AstraZeneca consegnate ma non abbiamo trovato né riscontri sui mezzi di informazione né i dati relativi.

Il calcolo del resto non avrebbe molto senso, considerato che il ridotto utilizzo dell’ultimo carico potrebbe dipendere dalla volontà di utilizzare prima le dosi rimaste da quelli precedenti. O dal fatto che la platea di potenziali beneficiari – i soli over-60 che non siano ancora stati vaccinati, circa 2,4 milioni di persone, tra cui forse molte che proprio non vogliono vaccinarsi – è più ristretta rispetto a quella di altri vaccini, e dunque i tempi di smaltimento sono più lunghi.

Il verdetto

Virginia Tiraboschi, senatrice di Forza Italia, il 29 giugno ha sostenuto che l’80 per cento delle dosi del vaccino AstraZeneca arrivate in Italia «è rimasto inutilizzato dentro i frigoriferi».

È falso: in base ai dati ufficiali è stato distribuito l’85 per cento delle dosi AstraZeneca che ha ricevuto l’Italia. Anche considerando i cali della percentuale successivi alle consegne, non si è mai arrivati nemmeno vicini alla percentuale del 20 per cento di utilizzo.

Per Tiraboschi una “Panzana pazzesca”.

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