Adolfo Urso

Non è vero che il reddito di cittadinanza non ha avuto «alcun effetto» sulla povertà

«La povertà non è stata affatto abolita, ma anzi è aumentata con il governo Cinque Stelle. Un milione di poveri in più nel 2020, secondo le drammatiche cifre dell’Istat. Reddito di cittadinanza e montagne di sussidi contro il Covid non hanno avuto alcun effetto»

Pubblicato: 05 mar 2021
Data origine: 05 mar 2021
Macroarea questioni sociali

Il 5 marzo il senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso ha scritto sulla sua pagina Facebook che «la povertà non è stata affatto abolita» – riprendendo con sarcasmo una dichiarazione di Luigi Di Maio del settembre 2018, successiva all’approvazione del reddito di cittadinanza (Rdc) – e che nel 2020 c’è «un milione di poveri in più».

Secondo Urso, inoltre, «redditto di cittadinanza e montagne di sussidi contro il Covid non hanno avuto alcun effetto».

La sua affermazione parte da un dato corretto ma arriva a una conclusione sbagliata. Andiamo a vedere i dettagli.

Le stime preliminari dell’Istat

L’Istat ha pubblicato il 4 marzo le sue stime preliminari sulla povertà assoluta in Italia nel 2020. Come specifica l’istituto di statistica, trattandosi di stime preliminari, «i dati sono quindi suscettibili di revisioni, ma offrono un quadro chiaro delle conseguenze che la grave crisi economica prodotta dalla pandemia e dall’emergenza sanitaria ha determinato sulle condizioni di vita delle famiglie» nel 2020.

Prima di vedere i dati ricordiamo che si parla di poveri assoluti con riferimento a quelle persone che non hanno i soldi per beni e servizi fondamentali necessari per evitare gravi forme di esclusione sociale, come ad esempio pagare l’affitto o comprare generi alimentari e beni durevoli di prima necessità.

Nel 2020, secondo le stime preliminari dell’Istat, i poveri assoluti sono passati, come individui, da 4,59 milioni a 5,63 milioni: oltre un milione di aumento. Guardando al totale dei residenti in Italia, si tratta del 9,4 per cento, quasi uno su dieci.

Il dato citato da Urso è dunque corretto anche se, come scrive l’Istat, è una conseguenza in primo luogo della pandemia e non delle misure dei governi precedenti.

Nel 2019, ricorda l’Istat, la povertà assoluta era diminuita per la prima volta dopo quattro anni consecutivi di aumento: i poveri assoluti erano passati dai poco più di 5 milioni del 2018 ai 4,59 milioni del 2019.

Nonostante questo miglioramento, i bassi livelli di povertà precedenti alla crisi del 2008 – quando gli individui in condizione di povertà assoluta erano meno del 3 per cento, contro l’attuale 9,4 per cento – erano comunque rimasti lontani.

Davvero reddito di cittadinanza e altri aiuti non sono serviti a niente?

Veniamo alla seconda parte dell’affermazione di Urso, secondo cui «reddito di cittadinanza e montagne di sussidi contro il Covid non hanno avuto alcun effetto».

Questo non è vero. Il rapporto dell’Istat citato da Urso dice esplicitamente che «grazie anche alle misure messe in campo dal Governo a sostegno dei cittadini (reddito di cittadinanza, reddito di emergenza, ecc.)» l’intensità della povertà assoluta – cioè la distanza media dei consumi delle famiglie dalla soglia di povertà – si è ridotta.

In parole semplici, questo significa che, grazie anche alle varie misure adottate dal governo Conte II nel 2020, molte delle famiglie che sono scivolate al di sotto della soglia di povertà assoluta hanno avuto dei consumi vicini a quelli necessari per superare tale asticella. Quindi dovrebbe essere per loro più facile – quando la situazione dovesse migliorare – uscire dalla condizione di povertà assoluta.

Gli effetti positivi del reddito di cittadinanza sul contrasto alla povertà sono poi confermati anche da uno studio della Banca d’Italia del settembre 2020, dove si dice che «il RdC riduce il numero di poveri assoluti (l'incidenza della povertà) e, soprattutto, ne attenua la condizione di bisogno (l'intensità della povertà)». Tuttavia, secondo i ricercatori di Palazzo Koch, lo strumento andrebbe riformato per migliorare i suoi effetti sulla povertà (i limiti del Rdc sono una questione di cui ci siamo occupati anche in una nostra analisi).

Sempre uno studio di Banca d’Italia, pubblicato a febbraio 2021, rileva poi come il complesso delle misure adottate dal governo per contrastare gli effetti della pandemia abbia avuto l’effetto di ridurre l’aumento delle diseguaglianze e il calo dei redditi delle famiglie più povere. Anzi, a questo fine le misure adottate contestualmente alla pandemia secondo i ricercatori hanno funzionato meglio di quanto non abbiano fatto le misure – come il reddito di cittadinanza – preesistenti.

Il verdetto

Il 5 marzo il senatore di Fratelli d’Italia Alfonso Urso ha sostenuto che la povertà sia aumentata con il governo Cinque Stelle, in particolare ci sono un milione di poveri assoluti in più nel 2020 rispetto al 2019. Inoltre secondo Urso «reddito di cittadinanza e montagne di sussidi contro il Covid non hanno avuto alcun effetto».

È vero che i poveri assoluti siano aumentati di circa un milione, passando da poco meno di 4,6 milioni di persone a poco più di 5,6 milioni di persone. Secondo l’Istat, che fornisce i dati, questo è l’effetto della pandemia di Covid-19.

Inoltre, sempre secondo l’Istat (e non solo), il reddito di cittadinanza insieme alle altre misure messe in campo dal governo ha avuto l’effetto di diminuire l’intensità della povertà, consentendo a molte delle persone che sono ora conteggiate tra i poveri assoluti di avere dei consumi solo poco al di sotto della soglia di povertà assoluta.

Nel complesso per Urso un “Nì”.

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