Giusi Nicolini

L’ex sindaca di Lampedusa (Pd) cita dati imprecisi sugli sbarchi

«Quando ero sindaco io ne ricevevo anche 2.600 in ventiquattro ore di migranti. Fino al 2014 Lampedusa era l’unico luogo di sbarco per tutti quelli che attraversavano il Mediterraneo (...) Il nostro Paese dal 2014 al 2016 ha visto numeri come 140.000 arrivi, 160.000, quindi con 17.000 persone che sono sbarcate nel 2020, non si può dire che quelli degli ultimi giorni siano stati sbarchi da invasione»

Pubblicato: 01 set 2020
Data origine: 31 ago 2020
Macroarea questioni sociali

Giusi Nicolini, ex sindaca di Lampedusa del Partito democratico, in un’intervista pubblicata dall’Huffington Post il 31 agosto ha sostenuto che attualmente «non c’è alcuna emergenza a Lampedusa» e lo dimostrerebbero i numeri.

In particolare gli arrivi di questi ultimi giorni, secondo Nicolini, non sono paragonabili a quelli degli anni in cui ricopriva la carica di sindaca, quando Lampedusa, che «fino al 2014 era l’unico luogo di sbarco», riceveva «anche 2.600» migranti in ventiquattro ore. Inoltre se si ricordano i dati degli sbarchi complessivi tra il 2014 e il 2016 – «140.000 arrivi, 160.000» – secondo Nicolini «con 17.000 persone che sono sbarcare nel 2020, non si può dire che quelli degli ultimi giorni siano stati sbarchi da invasione».

Abbiamo verificato i numeri e l’affermazione contiene diverse imprecisioni, anche se Nicolini ha ragione sul fatto che la situazione di oggi e quella del 2014-2016 siano parecchio diverse. Andiamo a vedere i dettagli.

Gli sbarchi a Lampedusa: un confronto

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, nel 2020 al 31 agosto erano sbarcate in Italia 19.194 persone, duemila in più delle 17 mila citate da Nicolini. Rispetto al 2019, quando al 31 agosto erano sbarcate poco più di cinquemila persone, il dato è quasi quadruplicato.

La maggioranza degli arrivi nel 2020 si è concentrata nei mesi di luglio (più di 7 mila sbarchi) e agosto (più di 5 mila sbarchi). I giorni con il maggior numero di sbarchi in questi due mesi sono stati il 10 e il 22 luglio, con quasi 700 arrivi in 24 ore, e il 28 agosto, con 661 arrivi. Non abbiamo trovato dati del Viminale su quanti di questi siano arrivati proprio a Lampedusa.

Nicolini è stata sindaca di Lampedusa e Linosa tra il 2012 e il 2017. Secondo quanto riportano il Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2016 (curato da Anci, Caritas e altri, in collaborazione con l’Unhcr) – l’ultimo che dia i dati di dettaglio sui comuni siciliani e gli sbarchi – e i dati del Ministero dell’Interno (sul 2016 e il 2017), durante il suo mandato gli anni con più arrivi sono stati il 2013 e il 2015. Allora sbarcarono a Lampedusa rispettivamente quasi 15 mila e più di 21 mila migranti (più del totale degli sbarchi in tutta Italia del 2020 fino ad oggi).

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Grafico 1: Gli sbarchi di migranti a Lampedusa durante il mandato di Giusi Nicolini (2012-2017)

Abbiamo cercato tra i dati ufficiali e le fonti di stampa, ma non abbiamo trovato il dato di più di 2.600 arrivi in 24 ore a Lampedusa durante il mandato di Nicolini (2012-2017). Ci sono notizie di quel numero di arrivi, ma in Sicilia nel complesso, nel 2014, oppure notizie di 2.600 arrivi a Lampedusa, ma riferite al 2011 (pagina 23 del pdf qui scaricabile) dunque quando Nicolini non era ancora in carica. Restiamo in ogni caso a disposizione dell’ex sindaca Nicolini se vorrà farci avere maggiori dettagli in proposito.

Ancora dal Rapporto sulla protezione internazionale in Italia 2016 si vede poi che non è vero, come afferma Nicolini, che Lampedusa fino al 2014 fosse l’unico luogo di sbarco, anche se sicuramente era uno dei principali: nel 2011 (prima che Nicolini fosse eletta) il comune insulare siciliano aveva ricevuto l’83 per cento degli sbarchi totali, nel 2012 il 39 per cento e nel 2013 il 34 per cento. Nel 2014, in ogni caso, l’incidenza degli sbarchi a Lampedusa è crollata bruscamente (al 2,5 per cento del totale) in quanto il centro di accoglienza è stato chiuso a dicembre 2013, a causa del maltrattamento dei migranti lì ospitati, e anche dopo la riapertura – avvenuta dopo un anno – i numeri non sono più tornati ai livelli precedenti (nel 2015 ad esempio Lampedusa è stato il porto di sbarco nel 14 per cento dei casi).

Dai dati appena visti emerge in modo abbastanza evidente che la situazione attuale, seppure in peggioramento rispetto a quella del 2019, non sia paragonabile a quella degli anni precedenti: sia quando durante i governi di centrosinistra il flusso migratorio aumentò in maniera significativa (2014-2016), sia quando nel 2011 era al governo il centrodestra e Lampedusa assorbì più dell’80 per cento del totale degli sbarchi.

Passiamo ora ai dati annuali a livello nazionale.

Gli sbarchi in Italia

I dati citati da Nicolini di 140 mila e 160 mila arrivi via mare in Italia tra il 2014 e il 2016 sono quasi corretti: gli sbarchi sono stati poco più di 170 mila nel 2014, quasi 154 mila nel 2015 e poco più di 181 mila nel 2016.

Nel 2020, ad oggi, come abbiamo già detto gli sbarchi sono stati poco più di 19 mila.

Gli arrivi totali nei primi otto mesi del 2020 non sono paragonabili con quelli del triennio citato da Nicolini. Al 31 agosto 2014 erano infatti arrivati 112.687 migranti, nel 2015 116.150 e nel 2016 115.068. Tra il quintuplo e il sestuplo del dato del 2020.

Inoltre anche la situazione nel sistema di accoglienza italiano – come ha evidenziato su Twitter Matteo Villa, ricercatore dell’Ispi esperto di immigrazione – non è oggi caricata di numeri paragonabili a quelli degli anni passati, quando è stata smaltita l’ondata migratoria appena descritta.

Come abbiamo detto attualmente sono ospitati 84.557 migranti. Meno della metà rispetto al picco massimo di ottobre 2017 (190.674) e in calo rispetto sia all’inizio del governo Conte I (165.080) sia all’inizio del governo Conte II (99.112).

Il verdetto

Giusi Nicolini, ex sindaca di Lampedusa del Pd, ha sostenuto che i numeri degli sbarchi attuali non siano paragonabili con quelli degli anni passati, in particolare del periodo 2014-2016, quando era alla guida del comune siciliano (il mandato è durato dal 2012 al 2017). Pertanto secondo Nicolini non ha senso parlare adesso di «invasione».

Al di là del giudizio sul termine «invasione» – sia da un punto di vista etico, sia da uno quantitativo: quanti migranti fanno un’«invasione»? – la sostanza del ragionamento di Nicolini è corretta: i numeri di oggi e degli anni scorsi sono di un ordine di grandezza diverso.

Ma nella sua dichiarazione sono presenti diverse imprecisioni: gli arrivi di quest’anno al 31 agosto sono 19 mila e non 17 mila; non è vero che «fino al 2014 Lampedusa era l’unico luogo di sbarco per tutti quelli che attraversavano il Mediterraneo» (nel 2012 e nel 2013, primi due anni di mandato di Nicolini, è approdato sull’isola meno del 40 per cento del totale dei migranti); non abbiamo trovato casi di 2.600 e più arrivi a Lampedusa nel giro di 24 ore nel periodo 2012-2017; e gli arrivi nel triennio 2014-2016 non sono mai stati pari, annualmente, a 140 mila e 160 mila, anche se le cifre corrette non sono molto distanti da queste.

Nel complesso per Nicolini un “Nì”.

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