Giancarlo Pagliarini

Gli interessi sul debito ci sono costati 185 milioni al giorno dal 1980 ad oggi

«Noi dal 1980 al 2018 abbiamo speso in media 177 milioni al giorno in interessi [sul debito]. Lo sa quanto ci ha fatto risparmiare il taglio dei vitalizi voluto dai 5 Stelle? Otto ore di interessi passivi sul debito pubblico»

Pubblicato: 13 mag 2020
Data origine: 11 mag 2020
Macroarea economia

L’11 maggio, in un’intervista con l’Huffington Post, Giancarlo Pagliarini – ex ministro del Bilancio e della Programmazione economica del governo Berlusconi I ed ex parlamentare della Lega – ha detto che dal 1980 al 2018 l’Italia ha speso in media «177 milioni al giorno in interessi» sul debito pubblico.

Pagliarini ha inoltre aggiunto che con «il taglio dei vitalizi voluto dai 5 Stelle» abbiamo risparmiato una cifra pari a «otto ore di interessi passivi sul debito pubblico».

Queste cifre sono corrette o no? Abbiamo verificato.

La spesa in interessi, dal 1980 ad oggi

Pagella Politica ha rielaborato in una tabella (qui consultabile) i dati Istat sulla spesa dello Stato in interessi passivi, ossia su quanto è costato al nostro Paese farsi prestare soldi sui mercati [1].

Ricordiamo che ogni volta che lo Stato italiano chiede in prestito qualcosa, infatti, garantisce ai prestatori – oltre alla restituzione dell’intera somma prestata dopo una certa data di scadenza – anche degli interessi, il cui valore è cambiato spesso nel corso degli anni.

Dal 1980 al 2019 l’Italia ha speso un totale di 2.707,2 miliardi di euro in spesa di interessi sul debito; 2.646,9 miliardi se non si considerano – come fa Pagliarini nella sua dichiarazione – i 60,3 miliardi di euro di spesa per interessi dello scorso anno (la cifra più bassa dal 1989).

Nei 14.244 giorni tra il 1° gennaio 1980 e il 31 dicembre 2018, stiamo parlando di una media giornaliera di spesa per interessi di 185,9 milioni di euro (185,3 milioni se si considerano i 14.609 giorni tra il 1° gennaio 1980 e il 31 dicembre 2019).

La cifra indicata da Pagliarini («177 milioni») è dunque leggermente più bassa di quella corretta. Il motivo è che l’ex ministro ha fatto il calcolo solo sui dati del 2018, come ha scritto lui stesso il 12 maggio in un articolo su La Padania.

Negli ultimi dieci anni (dal 2010 al 2019) l’Italia ha speso annualmente in media circa 70,7 miliardi di euro per gli interessi sul debito, una cifra superiore a quanto il nostro Paese spende per finanziare, per esempio, il settore dell’istruzione.

Nei dieci anni precedenti, tra il 2000 e il 2009, la media annuale era stata leggermente superiore, intorno ai 72,7 miliardi di euro, mentre negli anni Novanta (1990-1999) si era aggirata intorno ai 95 miliardi di euro, con il record di 115,5 miliardi spesi in interessi nel 1996 (ovvero circa 230 mila miliardi di lire dell’epoca).

Una media annuale sensibilmente più bassa si è invece registrata tra il 1980 e il 1989: circa 32,3 miliardi di euro. Ma per avere un quadro più preciso bisogna considerare, oltre al valore assoluto, anche il rapporto percentuale con il Pil della spesa per interessi.

Come mostrano i dati della Banca d’Italia, la spesa per interessi in rapporto al Pil è cresciuta tra il 1980 e il 1993 (dove ha toccato il record del 12,2 per cento del Pil), per poi iniziare un decrescita interrotta dalle due crisi economiche, tra il 2007-2008 e 2011-2012, per poi riscendere fino alla percentuale del 3,7 per cento del 2018.

Figura 1. Spesa per interessi in rapporto al Pil – Fonte: Banca d’Italia

Quanto vale il risparmio dei vitalizi

Abbiamo visto che dal 1980 ad oggi, l’Italia ha speso più o meno 185 milioni di euro al giorno per pagare gli interessi sul debito, circa 7,7 milioni ogni ora.

Secondo Pagliarini, «il taglio dei vitalizi voluto dai 5 Stelle» farebbe risparmiare allo Stato una cifra pari alla spesa di «otto ore di interessi».

Come abbiamo spiegato in passato, con il taglio dei vitalizi approvato dal governo Lega-M5s nel 2018, si sono stimati risparmi annuali di circa 40 milioni di euro per la Camera (200 milioni per un’intera legislatura) e 16 milioni di euro per il Senato (80 milioni nell’intera legislatura).

Pagliarini riporta dunque una stima corretta per quanto riguarda il risparmio complessivo annuale: i circa 56 milioni di euro che vengono risparmiati in totale ogni anno, tra il taglio dei vitalizi alla Camera e al Senato, corrispondono a circa otto ore di spesa in interessi sul debito.

Il verdetto

Secondo l’ex ministro Giancarlo Pagliarini, dal 1980 al 2018 «abbiamo speso in media 177 milioni al giorno in interessi» sul debito. L’ex parlamentare della Lega ha anche aggiunto che «il taglio dei vitalizi voluto dai 5 Stelle» ci ha fatto risparmiare una somma pari alla spesa di «otto ore di interessi passivi sul debito pubblico»,

Abbiamo verificato e Pagliarini riporta dati sostanzialmente corretti.

Tra il 1980 e il 2018, l’Italia ha speso in interessi sul debito 2.646,9 miliardi di euro, e 2.707,2 miliardi se si considera anche il 2019.

Stiamo parlando di una media giornaliera di circa 185 milioni di euro spesi in interessi – una cifra leggermente superiore a quella riportata da Pagliarini – cioè circa 7,7 milioni ogni ora.

Dal momento che dal taglio dei vitalizi dei parlamentari si stimano risparmi annui di 56 milioni di euro, è corretto dire che questa cifra ammonta a circa otto ore di spesa in interessi.

In conclusione, Pagliarini si merita un “Vero”.


[1] Le statistiche dal 1980 al 1994 provengono dalle serie storiche dell’Istat sul Conto economico consolidato delle Pubbliche amministrazioni (qui scaricabile), mentre quelle dagli anni 1995 al 2019 sono consultabili sul database Istat, al percorso: Conti nazionali > Conti e aggregati economici delle Pubbliche amministrazioni > Conto annuale > Conto economico per sottosettore > Periodo di tempo: 1995-2019.

I dati corrispondono anche a quelli forniti dal Ministero dell’Economia e da Eurostat.

Per chi volesse approfondire l’argomento, il ricercatore dell’Istat Francesco Mostacci mette a disposizione sul suo sito una serie di tabelle, tra cui quella con il Conto consolidato delle amministrazioni pubbliche, dal 1959 al 2019 (aggiornato al 3 marzo 2020).

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