Antonio Tajani

Qualcosa non torna nei dati di Tajani sull'export verso il Canada

«Sono straordinariamente aumentate le esportazioni italiane verso il Canada, più otto per cento lo scorso anno e quasi più undici per cento quest’anno». (min. 26'45")

Pubblicato: 24 gen 2019
Data origine: 21 gen 2019
Macroarea economia

Il 21 gennaio 2019 il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha partecipato alla trasmissione televisiva Presa diretta, in onda in prima serata sul terzo canale Rai.

Durante il suo intervento ha parlato del CETA, un accordo commerciale che regola i rapporti economici tra l’Unione europea e il Canada. L’esponente di Forza Italia si è dichiarato favorevole alla ratifica da parte dell’Italia e ha sottolineato come le esportazioni verso il Canada abbiano visto, negli ultimi anni, un aumento: più otto per cento lo «scorso anno» e quasi undici per cento «quest’anno».

Sono percentuali corrette? A che anni si riferisce Tajani?

Abbiamo verificato.

Che cos’è il CETA

A febbraio 2017 è stato approvato dal Parlamento europeo il CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), un accordo tra l’Unione europea e il Canada. Entrato in vigore in via provvisoria il 21 settembre 2017, l’accordo è in attesa della ratifica da parte dei singoli Stati membri Ue per avere piena attuazione.

Come abbiamo scritto in una precedente analisi, le principali novità contenute nell'accordo sono la riduzione delle tariffe doganali commerciali tra l'Unione europea e il Canada, e una maggiore attenzione al rispetto delle norme europee in settori come i diritti dei lavoratori, il rispetto dell'ambiente e la sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti alimentari.

Per quanto riguarda l'Italia, l’accordo prevede il riconoscimento e la tutela di prodotti agricoli e alimentari a denominazione geografica. Dunque, il Made in Italy agroalimentare beneficerà con il CETA di alcune opportunità supplementari.

L'Unione europea ha fino ad ora applicato in via provvisoria la maggior parte dell'accordo. Rimangono però esclusi alcuni aspetti come, ad esempio, la protezione degli investimenti finanziari e il relativo sistema giudiziario.

CETA: con l’insediamento dell’esecutivo Conte più no che sì

Numerose sono state le polemiche che, dall’insediamentodel governo Conte, hanno interessato il CETA.

Il 14 giugno 2018 il ministro per le Politiche Agricole Gian Marco Centinaio si era dichiarato contrario alla ratifica del trattato. Dopo qualche giorno, il 17 giugno 2018, anche il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini aveva espresso le proprie perplessità affermando che «il CETA, tanto per cominciare, legittima l’Italian sounding, la contraffazione dei prodotti italiani. Apre il mercato ai parmesan e alle mozzarilee. E apre il mercato al grano canadese sulla cui qualità è legittimo qualche dubbio».

La Coldiretti ha annunciato una mobilitazione per opporsi alla possibile ratifica del Parlamento italiano e si sono dichiarate contrarie anche diverse associazioni e sindacati come la CGIL, l'ARCI e Legambiente.

All’interno del Contratto di governo stipulato da Lega e M5s si parla anche del CETA e si promette l’opposizione «agli aspetti che comportano un eccessivo affievolimento della tutela dei diritti dei cittadini, oltre a una lesione della corretta e sostenibile concorrenza sul mercato interno».

Un dubbio temporale

Antonio Tajani si è invece recentemente espresso a favore del CETA. L'esponente di Forza Italia ha sottolineato come le esportazioni italiane in Canada siano cresciute facendo riferimento ai dati dello «scorso anno» e di «quest’anno».

Tajani ha partecipato a Presa diretta il 21 gennaio 2019. Ci sembra improbabile che parlando di «quest’anno» possa aver fatto riferimento ai soli dati relativi l'export italiano dei primi venti giorni del 2019. Non siamo infatti stati in grado di trovare delle informazioni tanto specifiche. Ci sembra, invece, più verosimile, che il presidente del Parlamento europeo volesse prendere come riferimento il 2018 («quest’anno» - o, più correttamente, l'anno appena concluso) e il 2017 (lo «scorso anno»).

L'export italiano verso il Canada

Il 22 dicembre 2018 il ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato le ultime statistiche relative alle importazioni e alle esportazioni che hanno interessato l'Italia.

Guardiamo, in particolare, alla tabella 5A relativa ai Principali Paesi destinatari delle esportazioni italiane.

Secondo quanto riportato dal Mise nel 2016 il totale delle esportazioni verso il Canada è risultato pari a 3.697 miliardi di euro; nel 2017 la cifra è cresciuta raggiungendo un valore totale pari a 3.929 miliardi di euro e registrando, quindi, un aumento pari al 6,3 per cento. Questo stesso aumento percentuale è confermato anche dagli ultimi dati disponibili Eurostat.

Prendendo nuovamente in esame i dati condivisi dal Mise possiamo poi fare un confronto tra i primi nove mesi del 2017 e il rispettivo periodo del 2018. In questo caso le esportazioni hanno visto una crescita pari al 3,5 per cento (da un totale di 2.896 miliardi di euro a 2.997 miliardi di euro).

Dunque, i dati condivisi dal ministero dello Sviluppo economico non sono in linea con le cifre riportate da Antonio Tajani. Esistono però dei documenti ufficiali che si avvicinano ai numeri citati dal presidente del Parlamento europeo.

Dall'Italia al Canada più otto per cento nel 2017

Il primo dato riportato da Antonio Tajani e, quindi, un aumento dell'8 per cento delle esportazioni italiane in Canada, trova conferma nelle cifre condivise lo scorso giugno dal governo canadese e relative al 2017. Secondo quanto riportato, le importazioni canadesi dall'Italia sono cresciute tra il 2016 e il 2017 dell'otto per cento raggiungendo il valore totale di 8,15 miliardi di dollari canadesi - che corrispondono a circa 5,37 miliardi di euro.

La maggior parte delle importazioni - pari a circa il 40 per cento del totale - interessa il settore automobilistico e quello delle bevande. Inoltre, tra i due Paesi, esiste una solida collaborazione per quanto riguarda il settore scientifico, tecnologico e legato all'innovazione (STI).

La cifra riportata dal governo canadese risulta in linea con quanto comunicato alcuni mesi prima dall'Ambasciata italiana ad Ottawa. In occasione dell'evento "Sistema Italia" tenutosi il 27 gennaio 2018, è stato infatti comunicato che tra gennaio e novembre 2017 le esportazioni italiane verso il Canada erano cresciute del 7,5 per cento. Un dato non lontano dall'8% finale.

"Sistema Italia" è un evento indetto dall'Ambasciatore italiano in Canada che coinvolge i maggiori enti che si occupano di promuovere i legami tra l'Italia e il Canada, tra cui Ministero della Difesa, ICE, ENIT, le Camere di Commercio italiane, la Banca d'Italia, e alcune delle più importanti aziende italiane operanti nello Stato.

Dunque Tajani riportando una crescita pari all'«otto per cento» cita un dato che trova conferma in alcune fonti ufficiali e che si riferisce al 2017.

Dall'Italia al Canada (quasi) più undici per cento nel 2018

Il secondo dato presente nella dichiarazione rilasciata dal presidente del Parlamento europeo riporta una crescita dell'undici per cento delle esportazioni italiane in Canada. Non è ancora possibile consultare dei rapporti che prendano in esame l'andamento dei commerci nell'intero 2018, e quello del Mise che abbiamo citato dà un dato nettamente inferiore.

Possiamo allora fare riferimento, come nel caso dell'export relativo al 2017, ai dati comunicati nel corso dell'ultimo evento "Sistema Italia" tenutosi il 7 novembre 2018.

Secondo quanto riportato, la bilancia commerciale tra i due Paesi continua a registrare una crescita; in particolare, tra gennaio e agosto 2018 «le esportazioni italiane sono aumentate di oltre il 12 per cento».

Il dato riportato dall'ambasciata italiana ad Ottawa e condiviso dalla Farnesina risulta quindi addirittura di un punto percentuale più elevato rispetto a quanto dichiarato da Antonio Tajani.

Un riferimento ad una crescita pari all'undici per cento, in linea con quella riportata dal presidente del Parlamento europeo, è invece riscontrabile in un comunicato condiviso dal Centro studi Italia-Canada (partner della Camera di Commercio Italiana in Canada - ovest) che si occupa di sostenere la promozione dei legami tra le due nazioni.

Il centro studi Italia-Canada sottolinea come, sulla base di dati condivisi dall'Ice (l'Agenzia per la promozione italiana all'estero), nei primi quattro mesi del 2018 l'export italiano diretto in Canada abbia visto un incremento dell'undici per cento rispetto allo stesso periodo del 2017. Questo dato, dunque, si rifà solo al primo quadrimestre e non all'interno anno.

Un'osservazione

Come è evidente, i dati relativi all'export Italia-Canada condivisi dal ministero dello Sviluppo economico e da Eurostat non sono in linea con quelli riportati dal governo canadese e dai comunicati stampa dell'Ambasciata italiana a Ottawa e dalla Farnesina.

Abbiamo contattato i rispettivi enti per cercare di fare chiarezza sulla questione ma, al momento, siamo ancora in attesa di una risposta.

Il verdetto

Antonio Tajani ha dichiarato che le esportazioni italiane verso il Canada sono aumentate: «più otto per cento lo scorso anno e quasi più undici per cento quest’anno».

Il presidente del Parlamento europeo è impreciso nei riferimenti temporali: i dati che riporta fanno riferimento all'andamento delle esportazioni nel 2018 e nel 2017 e non nel 2019 e nel 2018 come sembrerebbe prendendo alla lettera la sua dichiarazione.

Per quanto riguarda, poi, le crescite percentuali riportate, la questione non è semplice. I numeri citati da Tajani non trovano conferma nei numeri ufficiali diffusi dal Mise lo scorso dicembre. Di una crescita pari all'8 per cento dell'export italiano in Canada durante l'intero 2017 - dato riportato dall'esponente di Forza Italia - ha però parlato il governo canadese.

Per quanto riguarda, poi, il 2018, non siamo riusciti a trovare dei dati che comprendano l'intero anno. Secondo quanto condiviso dall'Ambasciata italiana ad Ottawa e dalla Farnesina, nei primi nove mesi dell'anno le esportazioni sono cresciute del 12 per cento rispetto all'anno precedente. Questa cifra risulta, quindi, superiore a quanto dichiarato da Tajani. In compenso secondo il Mise la crescita nei primi nove mesi del 2018 è stata anche inferiore, in percentuale, di quella del 2017.

Considerati i margini di incertezza sopra citati, Antonio Tajani merita un "Nì".

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