Marco Valli

Davvero la triplice sede del Parlamento europeo costa oltre 200 milioni di euro l'anno?

«Il Parlamento europeo ha tre sedi: una a Bruxelles, una a Strasburgo e una in Lussemburgo. Questa assurdità costa ai contribuenti diverse decine di milioni di euro, spesso superando anche i 200 milioni all'anno, che equivale praticamente al 10% dell'intero bilancio del Parlamento».

Pubblicato: 03 ott 2018
Data origine: 26 set 2018
Macroarea istituzioni

Il 27 settembre, l'eurodeputato del Movimento Cinque Stelle Marco Valli ha pubblicato un’analisi sul Blog delle Stelle in cui critica la dislocazione del Parlamento europeo su tre sedi. Secondo Valli il fatto che gli uffici dell'Europarlamento siano sparsi tra Bruxelles, Strasburgo e il Lussemburgo comporta un ingente costo extra per i contribuenti.

Il costo extra per questa "assurdità" secondo l'eurodeputato ammonterebbe a più di 200 milioni di euro all'anno, una spesa che corrisponderebbe al 10 per cento del totale del bilancio del Parlamento europeo.

Abbiamo verificato, e i numeri di Valli sembrano imprecisi.

Le tre sedi nei trattati europei

Il Protocollo numero 6 al Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) stabilisce che «il Parlamento europeo ha sede a Strasburgo, ove si tengono 12 tornate plenarie mensili, compresa la tornata del bilancio. Le tornate plenarie aggiuntive si tengono a Bruxelles. Le commissioni del Parlamento europeo si riuniscono a Bruxelles. Il segretariato generale del Parlamento europeo e i suoi servizi restano a Lussemburgo».

La suddivisione in tre diverse sedi ha quindi base giuridica nei trattati dell’Unione Europea. Avendo i protocolli lo stesso valore giuridico dei trattati, l’unico modo per modificare questa suddivisione è quello di utilizzare la procedura di revisione dei trattati, la quale però richiede il voto unanime degli Stati membri.

Questa divisione ha le sue radici nella storia delle comunità europee e un suo superamento sembra essere ostacolato da un possibile veto della Francia.

Il costo delle tre sedi nel budget del Parlamento europeo

Secondo i dati della stessa istituzione, il budget del Parlamento europeo per il 2018 ammonta a circa 1,95 miliardi di euro. Di questi, il 44 per cento viene utilizzato per spese relative allo staff e ai dipendenti del Parlamento.

All’interno di questo preventivo di circa 2 miliardi di euro non esiste però una distinzione di spesa tra le tre sedi. Per esempio, parte delle spese per viaggi, conferenze e meeting servono a coprire anche gli spostamenti tra i tre luoghi di lavoro. Allo stesso tempo, non è specificata esattamente la differenza tra i costi per coprire i movimenti tra Bruxelles, Lussemburgo e Strasburgo e quelli per altri tipi di viaggi e missioni.

Non è quindi possibile stimare direttamente il costo delle singole sedi, ma possiamo considerare i risparmi che si otterebbero con un accentramento delle funzioni parlamentari in un'unica sede.

Lo studio della Corte dei Conti europea

Nel 2014, la Corte dei Conti europea ha provato a stimare il risparmio che si avrebbe centralizzando le attività del Parlamento nella sola sede di Bruxelles. Un’operazione che era già stata effettuata in passato da diversi altri studi (sintetizzati in Tabella 1).

Tabella 1: Risparmio annuale stimato da 3 diversi studi in caso di accentramento delle attività del Parlamento europeo in una o due sedi - Fonte: Corte dei Conti europea

Nel 2002 si era stimato che un accentramento delle funzioni avrebbe potuto portare a un risparmio annuale di 203 milioni di euro, una cifra simile a quella citata da Valli. Tuttavia, questa stima è ormai obsoleta perché include ancora i costi di affitto per gli edifici di Strasburgo, che sono stati successivamente acquistati dalle istituzioni europee.

Se utilizziamo l’ultimo rapporto disponibile sul tema (pubblicato nel 2014), scopriamo che la cifra che verrebbe risparmiata annualmente con la centralizzazione è significativamente inferiore ai 200 milioni citati da Valli.

La somma risparmiata è infatti stimata in un massimo di 127,2 milioni di euro annui – nel caso in cui tutte le attività venissero trasferite a Bruxelles e si comprassero nuovi uffici nella città – e in un minimo di 97,4 milioni se invece si decidesse di affittarli. A questo ammontare annuale si aggiunge però un più consistente beneficio economico una tantum, a seconda delle decisioni di vendita e acquisto degli edifici del Parlamento europeo nelle tre attuali sedi.

Acquistando nuovi uffici a Bruxelles e vendendo quelli vecchi di Strasburgo, si arriverebbe a un mix tra risparmi e guadagni pari a 395,9 milioni di euro. Nel caso in cui invece si decidesse di affittare gli uffici a Bruxelles, evitando così di costruire o acquistare un nuovo edificio nella capitale del Belgio, il beneficio economico una tantum ammonterebbe a 1.092,2 milioni di euro.

La Corte dei Conti europea sottolinea, però, che i conti sui benefici economici legati alla centralizzazione – specialmente quelli che deriverebbero dalla vendita degli edifici a prezzo di mercato – sono il frutto di stime soggette a variabili che possono cambiare nel tempo.

Il peso della decentralizzazione sul budget del Parlamento europeo

Nel 2018 – come abbiamo visto – la spesa prevista per le attività del Parlamento europeo è pari a 1,95 miliardi di euro che, secondo una recente stima della stessa istituzione, sarebbe il costo di un panino all'anno per singolo cittadino europeo.

Una spesa di 127,2 milioni annui – vista in precedenza – graverebbe oggi sul budget del Parlamento Ue per il 6,52 per cento. Nel 2014, al momento della stima della Corte dei Conti europea, il totale delle spese sostenute dal Parlamento europeo ammontava a circa 1,756 miliardi di euro. Il costo della decentralizzazione pesava quindi per il 7,24 per cento del totale.

Entrambe le due percentuali sono comunque diverse dal 10 per cento riportato dall'esponente del M5S.

Il verdetto

L’eurodeputato Marco Valli ha criticato la divisione del Parlamento europeo in tre diverse sedi (Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo). Questa divisione, secondo Valli, arriverebbe a gravare sulle tasche dei cittadini europei per cifre a volte superiori ai 200 milioni di euro, pari a circa il 10 per cento del budget del Parlamento europeo.

L’ultimo studio sui costi della suddivisione in tre sedi del Parlamento europeo, effettuato nel 2014 dalla Corte dei Conti europea, stimava questa cifra però in 127,2 milioni di euro annui, a cui si aggiungerebbe un consistente guadagno una tantum in caso di vendita degli edifici del Parlamento nelle sedi di Strasburgo e Lussemburgo.

Alla luce dei dati, Valli sovrastima il costo della decentralizzazione di circa 70 milioni di euro e di circa 3,5 punti percentuali il peso di questa inefficienza sul budget dell’Europarlamento nel 2018 (se assumiamo che la cifra stimata dalla Corte sia rimasta invariata negli anni).

Per questa ragione, l'europarlamentare del M5S si merita un “Nì".

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