Luigi Di Maio

L’incarico di Mario Nava in Consob era incompatibile?

«Finalmente arriva la presa d'atto da parte del presidente della Consob, Mario Nava, circa la sua incompatibilità tra il distacco dagli uffici tecnici della Commissione europea e la guida di una Autorithy nazionale come la Consob. [...] Volteremo pagina assicurando alla Consob un presidente che possa esercitare pienamente e liberamente il suo ruolo».

Pubblicato: 18 set 2018
Data origine: 13 set 2018
Macroarea istituzioni

Luigi di Maio, vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro, ha accolto con soddisfazione le dimissioni dell’economista Mario Nava da Presidente della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob).

In un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, Di Maio ha giustificato la sua posizione affermando che la presidenza di Nava alla Consob era incompatibile con le funzioni svolte dallo stesso economista presso la Commissione Europea.

Verifichiamo.

Chi è Mario Nava?

Mario Nava ha una lunga carriera presso le istituzioni europee.

Nel 1994 diventò un funzionario della Commissione Europea, svolgendo da allora diverse attività per l’organo esecutivo comunitario: dal supporto fornito al gabinetto dell’allora commissario Mario Monti (2000-2001) e, successivamente, al presidente della Commissione Romano Prodi (2001-2004), fino al ruolo di capo unità (2004-2009) e poi di direttore (2009-2018) di importanti organi della Direzione Generale comunitaria responsabile delle politiche finanziarie e bancarie europee – la Dg Fisma (Financial Stability, Financial Services and Capital Markets Union).

Il 22 dicembre 2017 il Consiglio dei Ministri, presieduto dall’allora presidente del Consiglio Gentiloni, ha designato Mario Nava per la carica di presidente della Consob. Il 17 gennaio 2018 è poi arrivato il parere favorevole della Commissione Finanze di Camera e Senato (24 favorevoli e 5 contrari). Infine, il 9 aprile 2018 Mario Nava è stato nominato presidente della Consob tramite Decreto del Presidente della Repubblica, insediandosi il 16 aprile 2018.

Al momento della sua nomina, Nava era direttore per la Sorveglianza del sistema finanziario e management delle crisi della Dg Fisma presso la Commissione Europea. La nuova maggioranza di governo ha iniziato a dubitare della compatibilità tra il ruolo svolto dall’economista presso le istituzioni europee e la presidenza della Consob. Il motivo ha a che fare anche con le modalità con cui Nava ha “sospeso” il suo incarico comunitario.

La legge istitutiva della Consob

Il primo passo per verificare l’esistenza di una possibile causa di incompatibilità è quello di analizzare la legga istitutiva della Consob, che regola il funzionamento dell’Authority e che stabilisce i requisiti per i suoi membri.

L’articolo 1, comma 5, della legge 216/1974 recita che “il presidente ed i membri della Commissione non possono esercitare, a pena di decadenza dall’ufficio, alcuna attività professionale […]. Per tutta la durata del mandato i dipendenti statali sono collocati fuori ruolo e i dipendenti di enti pubblici sono collocati d’ufficio in aspettativa”.

Nava non è stato collocato in aspettativa ma, come vedremo meglio più avanti, in “comando nell'interesse di servizio”. Dunque formalmente sembrerebbe che la disposizione della legge istitutiva della Consob non venga rispettata e, come afferma Di Maio, ci sia una situazione di incompatibilità.

Ma proseguiamo la nostra analisi.

Il Regolamento Consob

Il Regolamento organizzazione e funzione della Consob specifica all’articolo 3: “Nella prima riunione cui partecipa il componente di nuova nomina dichiara formalmente, assumendosi la responsabilità, di non versare in alcuna delle situazioni di incompatibilità”. Sono poi i membri della Consob a far scattare l’eventuale decadenza del presidente.

L’articolo 4 del Regolamento infatti stabilisce che “ove un componente incorra in una delle cause di incompatibilità […] la Commissione [...] stabilisce un termine entro il quale il componente è tenuto ad esercitare l’opzione”, cioè a scegliere tra l'incarico incompatibile e quello presso la Consob.

Trascorso il termine, se non è cessata la causa di incompatibilità o se il componente non ha presentato le sue dimissioni, “il Presidente Consob riferisce al Presidente del Consiglio dei ministri sulle cause di decadenza dall’ufficio sussistenti”.

Il presidente non può dunque svolgere alcuna attività professionale e deve comunicare eventuali cause di incompatibilità alla prima riunione dopo la sua nomina. A quel punto è la Commissione Consob ad accertare se, dopo il termine fissato, l’incompatibilità abbia cessato di esistere. Se non è cessata, bisogna informare il Presidente del Consiglio.

Nava, come si vedrà meglio tra poco, non è stato ritenuto incompatibile dagli altri membri della Consob.

Il comando nell’interesse di servizio

Dopo aver analizzato quali sono le cause di incompatibilità tra la carica di presidente della Consob e altre posizioni lavorative, proviamo a comprendere in quali circostanze un funzionario europeo possa svolgere un’attività professionale fuori dalle istituzioni comunitarie, in base alle norme europee sull’incompatibilità.

Il Regolamento 31 (C.E.E.) 11 (C.E.E.A.) relativo allo statuto dei funzionari prevede due modalità secondo le quali i funzionari dell’Unione Europea possono occupare un impiego all’infuori delle istituzioni europee: l’aspettativa per motivi personali (articolo 40) e il comando nell’interesse di servizio (articoli 37,38,39).

Il comando permette al funzionario dell’Unione di svolgere una mansione lavorativa al di fuori dell'istituzione di appartenenza, beneficiando di una serie di vantaggi economici – tra cui il diritto all’avanzamento di scatto, cioè a maturare comunque gli scatti di carriera – non previsti in caso di aspettativa per motivi personali. Allo stesso tempo, il funzionario è tenuto a continuare a rispettare i doveri legati al ruolo svolto dalla Commissione, contrariamente a quanto invece accade in caso di aspettativa.

È proprio attraverso l’applicazione dell’istituto del comando nell’interesse di servizio che Mario Nava è potuto diventare presidente dell’autorità di vigilanza della borsa italiana. Il 28 Marzo 2018 la Commissione Europea ha infatti autorizzato l’economista a godere del comando di servizio per una durata di tre anni.

Inoltre, rispondendo ad un’interrogazione di alcuni deputati del M5S, il Commissario per il budget e le risorse umane Oettinger ha affermato di aver ricevuto conferma dalle autorità italiane che, anche secondo il diritto italiano, l’indipendenza del presidente Consob non sarebbe stata inficiata dall’applicazione del comando nell’interesse di servizio.

Per le istituzioni europee non c’era dunque alcuna incompatibilità tra le due posizioni. In caso contrario, la Commissione avrebbe dovuto vietare il distacco (articolo 12 ter). Ma non solo. Secondo quanto riferisce Oettinger, anche per le autorità italiane i requisiti di indipendenza erano rispettati tramite la scelta del “comando” invece che quella dell’aspettativa, pure esplicitamente prevista dalla legge italiana.

Cosa ha deciso la Consob

Sebbene ci siano vari retroscena giornalistici che sostengono che la Consob abbia inviato al Presidente del Consiglio un dossier relativo alla nomina di Nava, e che affermano che l’economista non abbia comunicato la sua eventuale condizione di incompatibilità nel corso del primo incontro, non siamo riusciti a trovare alcun documento ufficiale che potesse accertare che cosa sia avvenuto nella prima riunione della Presidenza Nava.

Al contrario, rispondendo a un’interrogazione del deputato cinquestelle Raphael Raduzzi, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta Fraccaro ha affermato di aver richiesto alla Consob se il procedimento di verifica dell’incompatibilità di Nava fosse stato effettuato, ma di non aver ricevuto – alla data del 1° agosto – alcuna risposta.

L’ultima parola sull’incompatibilità

Ci sono elementi che aiutano a sostenere la tesi dell’incompatibilità e altri che invece sembrano far pendere l’ago della bilancia verso la coesistenza dei due incarichi.

Tra i primi possiamo annoverare il fatto che il distacco sia stato concesso per 3 anni, sebbene la carica di presidente della Consob abbia una durata di 7, e il fatto che Nava non abbia richiesto l’aspettativa alle istituzioni europee, come invece previsto dalla legge istitutiva della Consob, non liberandosi così da qualsiasi legame con la Commissione Europea.

Tra i secondi possiamo invece elencare il fatto che la Commissione Europea non abbia riscontrato nessuna incompatibilità tra le due funzioni, che le autorità italiane abbiano dato il proprio via libera anche alla scelta del “comando” e, soprattutto, che il governo, il Parlamento e infine il Presidente della Repubblica non abbiano espresso dubbi di legittimità riguardo alla nomina di Mario Nava, nonostante le numerose occasioni per sollevare possibili obiezioni durante il processo di nomina.

Il punto sembra però essere un altro.

Nava potrebbe essere stato incompatibile con la carica di presidente dell’autorità, poiché svolgeva un’attività lavorativa per la Commissione Europea. Ma è compito della stessa Commissione Consob – proprio per preservarne l’indipendenza – decidere in merito a un’eventuale incompatibilità di uno dei suoi membri e di nessun’altra istituzione. A prescindere quindi dell’opinione di altre istituzioni, l’ultima parola sull’incompatibilità, secondo quando previsto dalla legge, sarebbe dovuta spettare ai membri della Consob. E, ad oggi, non risulta che i membri della Consob abbiano ritenuto la posizione di Nava incompatibile.

Il verdetto

Secondo Luigi Di Maio, il ruolo svolto dall’economista milanese Mario Nava all’interno della Commissione Europea l’avrebbe reso incompatibile con il compito di guidare l’autorità di vigilanza della borsa italiana.

La Commissione Europea non ha ritenuto incompatibile il ruolo svolto da Nava al suo interno e la presidenza dell’authority italiana. Inoltre, l’economista è stato nominato dopo un lungo processo di controlli istituzionali che hanno coinvolto i principali organi dello Stato. Infine, se anche questi elementi non bastassero a provare la compatibilità tra i due ruoli, l’unico organo predisposto formalmente a dichiarare l’incompatibilità di Nava e a causarne le dimissioni è la Consob stessa, proprio per garantire il massimo livello di indipendenza dai condizionamenti politici di altri organi a lei esterni. Ma la Consob, a quanto ci risulta, non ha espresso parere contrario alla compatibilità tra gli obblighi in carico a Nava in qualità di funzionario della Commissione Europea e la presidenza dell’authority di vigilanza della borsa italiana.

Per queste ragioni sembra che la dichiarazione di Di Maio abbia più una connotazione politica che giuridica, pur facendo leva sull'interpretazione testuale di una norma, superata tuttavia dalle valutazioni di cui abbiamo dato conto. “Nì" per Di Maio.

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giovedì 13 settembre 2018
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