Matteo Salvini

Salvini ha ragione sui numeri degli sbarchi

«Gli 80 mila sbarchi in meno dall'inizio dell'anno e 32 mila in meno in quasi due mesi e mezzo da ministro sono risultati ottimi ma non mi accontento».

Pubblicato: 21 ago 2018
Data origine: 19 ago 2018
Macroarea questioni sociali

Nel corso di una sua visita in provincia di Lucca, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha rivendicato i successi ottenuti nella riduzione degli sbarchi di migranti in Italia. Secondo il segretario della Lega, quest’anno sarebbero sbarcati 80 mila migranti in meno, 32 mila da quando ha assunto la guida del Viminale.

Verifichiamo questi dati.

I dati del Ministero dell’Interno

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, organo del Ministero dell’Interno, conferma i numeri citati da Salvini. Dall’inizio dell’anno al 20 agosto 2018 sono sbarcate in Italia 19.358 persone, contro le 97.936 dello stesso periodo del 2017: un calo di 78.578 unità (-80,23%), più o meno le “80 mila” citate da Salvini.

Grafico 1: Sbarchi dal 1° gennaio 2018 al 20 agosto 2018 - Fonte: Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza

Guardiamo al periodo in cui il governo Conte è stato in carica, cioè dal 1° giugno 2018. Se confrontiamo i numeri del periodo 1° giugno - 20 agosto 2018 con lo stesso periodo del 2017, notiamo una riduzione pari a 32.979 migranti. In quei tre mesi scarsi del 2017 erano infatti arrivate via mare in Italia poco meno di 40 mila persone (38.907), contro le meno di seimila del 2018 (5.928).

Grafico 2: Comparazione degli sbarchi mese per mese negli ultimi 3 anni – Fonte: Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza

Un trend precedente all’insediamento del Governo Conte

I numeri citati da Salvini sono dunque corretti. Il trend di calo degli sbarchi, comunque, aveva iniziato a manifestarsi già durante il governo Gentiloni. L’accordo patrocinato dal ministro Minniti con alcune fazioni libiche aveva infatti già portato nel 2017 ad un calo su base annua del 34%. Una decrescita evidente se si osservano gli ultimi sei mesi del 2017 e li si paragonano allo stesso periodo del 2016 (v. grafico 2).

Questa tendenza al ribasso si è poi prolungata nei primi mesi del 2018, quando l’attuale governo non era in carica.

Il numero degli immigrati attraccati sulle coste italiane aveva continuato a diminuire, sia quando il governo a guida PD deteneva i pieni poteri sia in regime di disbrigo degli affari correnti – cioè quando l’esecutivo era dimissionario e prima della formazione del nuovo governo dopo le elezioni del 4 marzo. Nei primi cinque mesi del 2018, in conclusione, si è registrato una riduzione pari al 77,7% rispetto all'anno precedente.

Nelle scorse settimane, il presidente del Consiglio Conte aveva rivendicato al proprio governo il merito del calo degli sbarchi anche se, come evidente dai dati, è una tendenza iniziata con il precedente esecutivo.

Una tendenza solo italiana

Se consideriamo il numero totale di sbarchi in Europa, la tendenza è quella di una diminuzione complessiva. Nei primi sei mesi del 2018, secondo l’Unhcr, sono arrivate in Europa 48.300 persone, mentre nei primi sei mesi del 2017 ne erano arrivate 102.800. Un calo dunque di 54.500 unità.

Questa riduzione è tuttavia “merito” esclusivamente del calo di arrivi verso l’Italia.

In Grecia e in Spagna, gli altri Paesi Ue interessati dalla rotta mediterranea delle migrazioni, gli sbarchi quest’anno sono infatti in aumento rispetto al 2017.

Grafico 3: Comparazione degli sbarchi nei primi sei mesi del 2018 e del 2017 – Fonte: Unhcr

Nel Paese iberico tra il primo gennaio e il 30 giugno 2018 sono arrivate 18.000 persone (di cui 3.000 via terra), contro le 9.300 del 2017. Nel Paese ellenico i migranti arrivati nei primi sei mesi di quest'anno sono stati 13.700, mentre erano stati 9.300 nel 2017.

Insomma, se in Europa sono arrivate 54.500 persone in meno* nel primo semestre dell’anno in corso rispetto al 2017, dipende dal consistente calo degli arrivi in Italia (-67.100 nei sei mesi considerati), in parte compensato dagli aumenti di Spagna (+8.700) e Grecia (+4.400).*

Il verdetto

Matteo Salvini ha affermato che il numero di migranti sbarcati in Italia si è abbassato di 80 mila unità dall’inizio dell’anno e di 32 mila unità da quando ha assunto l’incarico di ministro dell'Interno.

Le cifre riportate sono sostanzialmente corrette. Il Dipartimento della Pubblica sicurezza conferma una diminuzione pari a 78.578 migranti dall’inizio dell’anno e di 32.979 dal 1° giugno 2018, data del giuramento del governo Conte. Bisogna però sottolineare come il calo sia incominciato ben prima che l’attuale esecutivo entrasse in carica. In ogni caso, per Matteo Salvini un “Vero”.

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* Nello stesso documento dell’Unhcr citato sopra, se si sommano i dati dei singoli Paesi (Italia, Spagna e Grecia) risulta un calo complessivo in Europa di 54 mila unità, non di 54.500. Non è immediatamente chiara la ragione della differenza, ma si tratta in ogni caso di uno scostamento poco significativo (meno dell'1%).

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