Silvio Berlusconi  -  Grazie alla sinistra i disoccupati sono di più?

 
«L'ultimo governo che mantenne il livello di disoccupazione in Italia sotto la media europea fu anche l'ultimo governo scelto dagli italiani, il nostro. Da allora, soprattutto al Sud, il dramma disoccupazione si è aggravato sotto i governi della sinistra e si sta aggravando ancora grazie alle politiche dei Cinque Stelle».
  questioni sociali | Pubblicato:09.08.2018 | Origine:01.08.2018 | Fonte dichiarazione

Intervistato dal Mattino, Silvio Berlusconi ha dichiarato che l’ultimo governo in grado di mantenere il livello di disoccupazione sotto la media europea è stato anche «l'ultimo scelto dagli italiani», da lui rappresentato, mentre sotto gli esecutivi successivi la situazione è peggiorata, specialmente al Sud.

Come abbiamo già verificato in passato, il concetto di «governo scelto dagli italiani» non ha molto fondamento: l’Italia è una repubblica parlamentare e non c'è l’elezione diretta del presidente del Consiglio. Al di là di questo aspetto, su cui non torniamo, verifichiamo se quanto dichiarato da Berlusconi a proposito del tasso di disoccupazione sia vero.

Disoccupazione: Italia e Ue a confronto

Durante l’intervista, Silvio Berlusconi indica un periodo definito in cui la situazione dell’occupazione in Italia sarebbe cambiata in peggio, rispetto alla media degli altri Paesi UE. Infatti, ciò sarebbe successo «sotto i governi della sinistra» e, oggi, «grazie alle politiche dei Cinque Stelle».

Vediamo come sono andate le cose durante gli ultimi esecutivi.

L’ultimo governo Berlusconi (il quarto guidato dall'ex Cavaliere nella storia repubblicana) è rimasto in carica dal 7 maggio 2008 al 16 novembre 2011. In questo lasso di tempo, il tasso di disoccupazione in Italia, secondo Eurostat, ha oscillato tra il 6,7% del 2008 e l'8,4% del 2011. Negli stessi anni, il tasso di disoccupazione medio nella Ue è sempre stato superiore a quello italiano: dal 7% del 2008 si è arrivati al 9,7% del 2011.

A partire dall’anno successivo, lo scenario è cambiato. Nel 2012, il tasso di disoccupazione italiano ha superato dello 0,2% la media Ue per la prima volta dal 2002. Il governo in carica era quello “tecnico” guidato da Mario Monti, sostenuto in Parlamento anche da Silvio Berlusconi. Infatti, l’allora Popolo della Libertà ha appoggiato il governo tecnico fino al dicembre 2012, quando, con l'astensione dal voto sul “decreto Sviluppo” gettò le basi per le dimissioni dello stesso Monti e le successive elezioni a febbraio 2013.

Nel 2013, durante il governo Letta, il partito di Berlusconi ha nuovamente fatto parte della maggioranza. I dati Eurostat mostrano come, anche in questo caso, la disoccupazione italiana (12,1%) abbia toccato livello più alti rispetto alla media europea (10,9%).

Tabella 1: Tasso di disocuppazione Italia e media Unione Europea - Fonte: Eurostat

Relativamente agli anni 2012-2013, quando è avvenuto il “sorpasso” del tasso di disoccupazione italiano rispetto a quello europeo, è quindi scorretto parlare di «governi della sinistra»: il partito di Berlusconi faceva infatti parte della maggioranza che ha sostenuto Monti e Letta e, nel secondo caso, partecipava direttamente all’esecutivo con diversi ministri.

La disoccupazione con Silvio Berlusconi all'opposizione

Solo a partire dal 2014 si può quindi parlare di «governi della sinistra» e solo per gli ultimi mesi di «politiche dei Cinque Stelle». Tra il 2014 e il 2018 si sono infatti succeduti i governi Renzi, Gentiloni e, da ultimo, il governo Conte. In questo periodo Forza Italia (o il Popolo della Libertà pre-scissione) è sempre stata all’opposizione.

Nei quattro anni presi in esame, il tasso di disoccupazione italiano è sempre stato più alto rispetto alla media Ue di almeno il 2,5%. Tra il 2014 e il 2017 è però sceso dal 12,7 % all’11,2% e sembra quindi sbagliato dire, come fa Berlusconi, che il problema della disoccupazione in generale si sia aggravato durante i governi «della sinistra». È però vero che sia aumentato il divario con la media Ue: se nel 2014 era di 1,5 punti percentuali, nel 2017 era di 3,6 punti.

Per quanto riguarda il 2018 non ci sono ovviamente ancora dati definitivi, ma gli ultimi dati mensili Istat stimano che il tasso di disoccupazione a giugno sia stato del 10,9%. Sostanzialmente stabile, quindi, rispetto ai valori del 2017: allora, sempre a giugno, si era registrato un tasso di disoccupazione dell'11,1%.

I disoccupati del Mezzogiorno*

Secondo il leader di Forza Italia «il dramma occupazionale» si è aggravato, durante i governi della sinistra e del M5S, soprattutto al Sud.

Come dimostrano i dati Istat relativi al tasso di disoccupazione per ripartizione geografica, nel triennio in cui Berlusconi è stato Presidente del Consiglio, la disoccupazione del Mezzogiorno ha visto una crescita dell'1,5% (dal 12% del 2008 al 13,5% del 2011).

L’aumento più importante si ha nel 2012, con il partito di Berlusconi che sosteneva Monti in Parlamento: in un solo anno, il tasso di disoccupazione per il Mezzogiorno passa dal 13,5 % al 17,1%. Il peggioramento coincide con l’aumento generale del tasso di disoccupazione in Italia (da 8,4% a 10,7%) e, come visto in precedenza, con il superamento della media Ue durante il governo Monti (sostenuto dal Pdl).

Il tasso di disoccupazione del Mezzogiorno aumenta anche durante il governo Letta, di cui il Pdl è parte. Nel 2014 arriva a toccare quota 20,7%, allontanandosi sempre più dai valori del resto del Paese (rispettivamente 8,6% per il Nord e 11,4% per il Centro).

Tra il 2014 e il 2017, anni in cui il Cavaliere era all'opposizione, la situazione non peggiora, anzi. In questo periodo, infatti, il tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno scende leggermente, fino al 19,4%.

Per quanto riguarda il 2018, i dati sono solo temporanei in riferimento al primo trimestre. Il tasso di disoccupazione è pari al 20,2%.

Tabella 2: Tasso di disoccuppazione Italia - Meridione - Fonte: Istat

Si può dire che la disoccupazione al Sud sia tendenzialmente in peggioramento da dieci anni, e che gli anni peggiori siano stati non quelli dei governi di sinistra ma quelli dei governi di unità nazionale (Monti e Letta), sostenuti anche dal centrodestra, quando il tasso è passato dal 13,5% (2011) al 19,7% (2013).

Il verdetto

Silvio Berlusconi ha dichiarato che il suo governo è stato l’ultimo a mantenere il tasso di disoccupazione del Paese al di sotto della media europea. Ha anche affermato che il «dramma disoccupazione» si è aggravato durante tutti i governi «della sinistra» e prosegue oggi in questa direzione interessando, in particolare, l'Italia meridionale.

Se è corretto affermare che il tasso di disoccupazione italiano sia rimasto al di sotto della media dell'Unione Europea per l'ultima volta sotto il governo Berlusconi IV, il resto dell’affermazione è invece inesatto.

In primo luogo bisogna notare come il partito dell'ex Cavaliere (Pdl prima e Forza Italia poi) fosse una forza di sostegno per i due governi (Monti nel 2012 e Letta nel 2013) sotto cui l’aumento del tasso di disoccupazione è stato maggiore. Durante i governi «della sinistra», come li chiama Berlusconi, che si sono succeduti tra il 2014 e il 2017, e che hanno sempre visto Silvio Berlusconi all'opposizione, non è poi corretto dire che il fenomeno sia andato aggravandosi. Sia a livello nazionale che nel solo Mezzogiorno, i dati mostrano una situazione di sostanziale stabilità. “Nì” per l’ex presidente del Consiglio.


* Nord: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna. Centro: Toscana, Marche, Umbria, Lazio. Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

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«L'ultimo governo che mantenne il livello di disoccupazione in Italia sotto la media europea fu anche l'ultimo governo scelto dagli italiani, il nostro. Da allora, soprattutto al Sud, il dramma disoccupazione si è aggravato sotto i governi della sinistra e si sta aggravando ancora grazie alle politiche dei Cinque Stelle».
Intervista con Il Mattino
mercoledì 1 agosto 2018

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