Pier Carlo Padoan  -  Un milione di posti di lavoro

 
“Il numero degli occupati in agosto è di un milione più elevato rispetto al punto di minimo di settembre 2013”
  economia | Pubblicato:10.10.2017 | Origine:03.10.2017 | Fonte dichiarazione

Il 3 ottobre ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ha tenuto un’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato (il testo integrale è qui). Padoan ha presentato la Nota di aggiornamento del DEF 2017 e ha ricordato alcuni numeri positivi dell’economia italiana, “uscita finalmente dalla lunga e profonda crisi”.

A proposito del “significativo miglioramento del mercato del lavoro”, il ministro ha citato l’aumento di un milione di posti di lavoro tra settembre 2013 (il minimo degli anni recenti) e agosto 2017. Vediamo se i numeri confermano.

Un milione di posti di lavoro

La fonte principale per verificare questo dato sono i numeri rilasciati mensilmente dall’Istat, che compie un’indagine statistica sul numero degli occupati e dei disoccupati. La più recente, pubblicata proprio il giorno prima dell’audizione di Padoan, si riferisce appunto al mese di agosto 2017 e stima il totale degli occupati in 23.124 mila.

Se guardiamo alle serie mensili, vediamo che in numeri assoluti il minimo degli ultimi anni (a partire da gennaio 2004) è stato in effetti nel settembre 2013, quando gli occupati erano 22.118 mila. La differenza è di poco più di un milione di occupati, 1.006 mila per la precisione.

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Il numero, insomma, è corretto. Sulle cifre dell’occupazione si consumano di solito parecchie battaglie politiche, e questa analisi ci dà l’occasione per affrontarne una in particolare.

Chi è occupato?

Si sente spesso dire, infatti, che i dati sarebbero falsati dai metodi di indagine dell’Istat, che compie un sondaggio mensile e considera occupate - in accordo con le definizioni europee e internazionali - le “persone che hanno svolto almeno un’ora di lavoro retribuita nella settimana di riferimento (oltre alle persone assenti dal lavoro in quella settimana)”.

Una critica che si muove ai dati sul lavoro è che una definizione così ampia includerebbe molte persone che, in realtà, lavorano poco o nulla. Per fortuna, disponiamo di una rilevazione dell’Istat che permette di rendersi conto di quanto la critica sia fondata - quella sugli occupati per ore settimanali effettivamente lavorate. Il grafico successivo riassume i dati per il 2016.

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Come si vede, chi lavora meno di 10 ore la settimana ammonta al 2,7 per cento del totale degli occupati: una percentuale molto bassa. Circa metà degli occupati lavora a tempo pieno, mentre un quarto è occupato tra le 26 e le 39 ore settimanali.

Il verdetto

Il ministro Padoan ha notato che, rispetto al minimo degli anni della crisi, l’ultimo mese disponibile segna una crescita di un milione di occupati. È vero, e questo è anche il verdetto che si guadagna il ministro.

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«Il numero degli occupati in agosto è di un milione più elevato rispetto al punto di minimo di settembre 2013»
Audizione parlamentare
martedì 3 ottobre 2017

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