Alessandro Di Battista  -  Di Battista ha ragione: a uccidere Trotsky fu lo zio di Christian D...

 
"Trotsky venne ucciso in Messico tra l'altro dallo zio di Christian De Sica" (min. 10.48)
  altro | Pubblicato:11.09.2017 | Origine:03.09.2017 | Fonte dichiarazione

Sul palco della Festa del Fatto Quotidiano al parco della Versiliana di Marina Di Pietrasanta, il deputato del Movimento 5 stelle, Alessandro Di Battista, è stato intervistato lo scorso 3 settembre dal direttore del Fattoquotidiano.it Peter Gomez e dal giornalista-attivista Massimo Fini.

Fini in un suo intervento ha sostenuto che il difetto del "dirigismo" del Movimento 5 Stelle, "dove 150 mila militanti decidono a fronte di 8 milioni di voti", sia in realtà un pregio e che tutti i movimenti rivoluzionari all'inizio è normale abbiano una fase leninista.

Qui si è aperta una parentesi sulla Rivoluzione russa, su Lenin e Trotsky, in cui Gomez ha ad un certo punto sostenuto che quest'ultimo fosse stato mandato a Cuba. Il direttore del Fatto.it è stato prontamente corretto da Di Battista, che ha raccontato come il leader comunista fosse stato ucciso in Messico, oltretutto dallo zio di Christian De Sica.

Di Battista ha ragione.

La morte di Trostsky

Lev Davidovic Bronstein, noto con lo pseudonimo di Leon (o Lev) Trotsky (nome che assunse nel 1902 per sfuggire alle persecuzioni zariste), morì il 21 agosto 1940 in Messico. A ucciderlo fu un colpo di picozza sferrato dall'agente segreto spagnolo, naturalizzato sovietico, Jaime Ramón Mercader del Río Hernández.

Questi si era infiltrato nell'entourage di Trotsky con estrema pazienza. Si era presentato con la falsa identità di Frank Jacson, cittadino canadese, a sua volta copertura di un'altra falsa identità, quella di Jacques Mornard, trotzkista belga.

Allo scopo di ottenere la fiducia dell'anziano rivoluzionario aveva sedotto già nel 1938 Sylvia Ageloff, una fervente trotskista americana, amica di Leon, che aveva partecipato alla costruzione della IV° Internazionale. Quest'ultima sapeva che quella di Jacson era un'identità fittizia ma non che lo fosse anche quella di Mornard, e tanto meno immaginava che potesse essere una spia al servizio di Stalin.

La sorte di Ramon Mercader

Dopo l'omicidio fu arrestato e condannato a 20 anni di carcere. Non rivelò mai la sua identità, che fu scoperta solo nel 1953 (ma i suoi legami con l'NKVD emersero solo alla dissoluzione dell'Urss). Scarcerato nel 1960 si recò prima a Cuba e poi in Unione Sovietica.

Nel 1963 Krushev lo privò dell'onorificenza che gli aveva - in segreto - concesso Stalin, l'Ordine di Lenin. Morì nel 1978, all'Avana, dopo aver trascorso gli ultimi anni della sua vita tra Urss, Europa dell'Est e Cuba.

Il legame con Christian De Sica

Il legame con Christian De Sica passa da sua sorella, l'attrice spagnola Maria Mercader, seconda moglie di Vittorio De Sica e madre appunto di Christian. Maria è la sorella minore di Ramon. Nacquero entrambi a Barcellona a distanza di meno di cinque anni.

La storia dello zio, o fratello, assassino è stata raccontata da Christian, oltre che dalla stampa. In un film del 1972, diretto da Joseph Losey e intitolato "L'assassinio di Trotsky", il ruolo di Ramon Mercader è stato interpretato da Alain Delon.

Il verdetto

Quella raccontata da Di Battista è una curiosità della Storia, e risulta essere corretta. Per lui dunque il verdetto è "Vero".

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