Giorgia Meloni  -  L’immunità di Marine Le Pen

 
"Il Parlamento europeo toglie l'immunità a Marine Le Pen, “colpevole” di aver pubblicato sui social le decapitazioni fatte dall'Isis"
  esteri | Pubblicato:06.03.2017 | Origine:02.03.2017 | Fonte dichiarazione

In un post su Facebook, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha scritto che il Parlamento Europeo ha tolto l’immunità alla leader del Front National - e candidata alla presidenza della Repubblica francese - Marine Le Pen, a causa di alcune immagini pubblicate sui suoi profili social. Andiamo a vedere come sono andate le cose.

Perché ha votato il Parlamento Europeo

La richiesta di revoca dell’immunità parlamentare è arrivata al Parlamento Europeo nell’ottobre del 2016 e proviene dalla magistratura francese. La Francia, tramite il suo ministro della Giustizia, ha infatti chiesto la revoca per poter procedere contro Marine Le Pen in un’indagine iniziata da un tribunale di Nanterre.

Il procedimento riguarda alcune immagini condivise su Twitter da Marine Le Pen nel dicembre 2015. La richiesta è stata approvata il 28 febbraio 2017 dalla commissione giuridica del Parlamento Europeo con 18 voti a favore e 3 contrari. La relatrice in Commissione è stata l’eurodeputata italiana Laura Ferrara del Movimento 5 Stelle, che ha specificato su Facebook di aver ricevuto l’assegnazione su base rotatoria e non per motivi politici. Pochi giorni dopo, giovedì 2 marzo, il Parlamento Europeo ha approvato la revoca dell’immunità per alzata di mano.

L’opinione di Kepel

L’indagine della magistratura francese era stata avviata in seguito a una serie di tweet inviati da Le Pen alla fine del 2015. La mattina del 16 dicembre 2015, una popolare trasmissione dell’emittente radiofonica RMC aveva ospitato un’intervista con Gilles Kepel, studioso tra i massimi esperti del terrorismo islamico. Kepel aveva tracciato un parallelo tra il Front National e l’ISIS - chiamato con l’acronimo peggiorativo “DAESH”, o “DAECH” nella grafia francese.

Kepel non aveva paragonato ISIS e FN sul piano delle attività, naturalmente, e aveva cominciato il suo intervento dicendo proprio che “non si tratta della stessa cosa”. Ma aveva detto che i due fenomeni erano “congruenti” dal punto di vista sociologico, perché sia l’ascesa dell’estrema destra francese che la diffusione del terrorismo islamico avvengono, aveva detto Kepel, in società in cui il valore dell’inclusione si è affievolito e i legami con le autorità sono percepiti come meno stretti.

I tweet di Marine Le Pen

Lo stesso 16 dicembre c’era stata la reazione immediata del partito di estrema destra francese e di Marine Le Pen. L’account Twitter del FN aveva invitato a protestare per il parallelismo con la radio RMC, mentre Le Pen, poco dopo la messa in onda delle frasi incriminate, le aveva definite su Twitter “uno scivolone inaccettabile” e “commenti immondi”, chiedendone subito il “ritiro”.

Poco dopo aveva twittato al conduttore della trasmissione, Jean-Jacques Bourdin, tre immagini molto forti che mostravano le uccisioni di ostaggi dell’ISIS, accompagnate dalla scritta “Questo è Daesh”. Le immagini, provenienti dal materiale messo online dallo stesso gruppo terroristico, riguardavano le morti dello statunitense James Fowley, decapitato, di Moaz Al-Kazabeh, il pilota giordano bruciato vivo in una gabbia, e di Fadi Ammar Zidan, un soldato siriano schiacciato da un carro armato. Due tweet sono tuttora visibili (questo è uno), mentre il giorno successivo Le Pen aveva rimosso la foto di Fowley dopo la protesta della famiglia.

Bourdin aveva risposto alle accuse sul sito della radio e il caso aveva acquistato rilevanza nazionale: Manuel Valls, da pochi giorni ex premier della Francia, aveva definito la diffusione di quelle foto, definite “mostruose”, un “errore politico e morale”.

L’inchiesta francese

La magistratura inquirente della città di Nanterre aveva aperto un fascicolo contro Marine Le Pen per diffusione di immagini a carattere violento, punite dal codice penale francese con un massimo di tre anni di reclusione e 75.000 euro di multa. Il reato fa parte della sezione del codice sulla “messa in pericolo dei minori” ed è stabilito principalmente dall’articolo 227-24.

Marine Le Pen non si era presentata a un convocazione della magistratura francese sulla vicenda nell’aprile 2016, sostenendo di aver fatto quei commenti nell’esercizio delle sue funzioni di europarlamentare e invocando quindi l’immunità: difesa ripetuta anche poco prima del voto del Parlamento Europeo, aggiungendo che si tratta di “un’inchiesta politica”.

Il verdetto

Giorgia Meloni ha detto che il Parlamento Europeo ha tolto l’immunità a Marine Le Pen per la pubblicazione di alcune immagini di esecuzioni dell’ISIS. Il 2 marzo, in effetti, l’assemblea comunitaria ha votato per la revoca, su richiesta della magistratura francese, e il caso che riguarda la candidata presidenziale ha a che fare con la pubblicazione di alcune crude immagini delle uccisioni del cosiddetto Stato Islamico. “Vero” per la leader di Fratelli d’Italia.

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giovedì 2 marzo 2017

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