Il conflitto in Iran e la conseguente crisi energetica hanno portato a una crescita dei prezzi di molti beni a livello internazionale. Dopo che l’aumento dei tassi di interesse dello scorso anno aveva rallentato l’inflazione, le nuove crisi l’hanno riportata sopra al 2 per cento annuo, considerato l’obiettivo per garantire stabilità economica nel medio-lungo periodo.

In Italia, come in molti altri Paesi avanzati, gli stipendi hanno faticato a stare al passo con la crescita dei prezzi. Cambiare lavoro può essere un modo efficace per recuperare il potere d’acquisto perso, ma negli ultimi mesi nemmeno gli stipendi medi offerti negli annunci di lavoro sono stati al passo con l’inflazione. Da ottobre 2025 ad aprile 2026, i prezzi sono saliti dell’8 per cento, mentre le retribuzioni offerte sono aumentate solo del 3 per cento. Un articolo su Pagella Politica racconta perché le retribuzioni in Italia sono tornate a calare.