I canali informali restano i più diffusi per la ricerca di lavoro nel nostro Paese, con oltre il 70 per cento di chi sta cercando che si rivolge ad amici, parenti e conoscenti per scoprire se esiste qualche opportunità. Oltre la metà utilizza anche mezzi più formali, come l’inserimento o la risposta ad annunci, o si limita a inviare candidature spontanee.

Molto meno utilizzato il canale dei centri per l’impiego, che ancora faticano a orientare e formare in modo adeguato i disoccupati al mondo del lavoro. Solo una parte minoritaria di chi non ha un lavoro è riuscita a partecipare a un colloquio nel periodo considerato: il 31,6 per cento tra gennaio e marzo 2026.