Pubblicato: giovedì 23 maggio 2019
Il governo del popolo... dei bot?

Nel Regno Unito i sondaggi danno in crescita esponenziale il Brexit Party, il partito fondato da Nigel Farage appena due mesi fa in vista delle elezioni europee. Nonostante il pantano in cui il Paese si trova a seguito della vittoria del “leave”, il leader ex Ukip è riuscito a raggiungere un notevole seguito, tanto nella vita reale (i sondaggi lo danno primo in termini di preferenze per le elezioni europee) quanto online.

Su quest’ultimo aspetto, però, i conti non tornano.

Dopo aver sentito il parere di ricercatori universitari ed esperti di cybersecurity, BuzzFeed ha pubblicato un articolo che ridimensiona la crescita di followers che Brexit Party ha avuto su Twitter. A detta degli esperti, molti dei profili che seguono l’account del nuovo partito inglese presentano nomi, comportamenti e attività che poco si conciliano con quelli di utenti reali.

Sollecitati via Twitter da un elettore inglese preoccupato per la notizia, anche il network Soma – progetto europeo di cui fa parte anche Pagella Politica – ha fatto qualche ricerca sul seguito dei partiti politici, stranieri e non.

Come è fatta l’analisi

Per svolgere questo tipo di ricerche, il network si serve di TruthNest, un software di analisi dei profili Twitter creato dall’Athens Technology Center (Atc). Questo strumento è in grado di fornire una serie di informazioni dettagliate sia sul profilo oggetto di analisi sia sugli account che lo seguono.

Estrapolando dati per un campione di 5000 followers, TruthNest è in grado di fornire informazioni riguardo agli utenti che seguono un determinato account: chi sono, quando e quanto postano, quanto sono attivi, da dove postano e così via.

Allo stesso tempo, il software è in grado di incrociare questi dati per creare un resoconto del livello di “robotizzazione” del profilo oggetto di analisi. In altre parole, più le attività di un profilo sono incoerenti con il comportamento umano (perché ad esempio postano decine di contenuti all’ora, sette giorni su sette), maggiore è la probabilità che un account non sia controllato da una persona reale.

I followers del Brexit Party

Analizzando l’account Twitter di Brexit Party tramite TruthNest, risulta che una parte dei followers del partito inglese siano caratterizzati da alti livelli di inattività (quasi il 7 per cento dei profili del campione risulta inutilizzato). Creati tra aprile e maggio (un mese dopo la nascita del profilo Twitter @brexitparty_uk), molti di questi profili possiedono un nome che sembra essere generato da un software (esempio: @Susie75703003). Inoltre, questi account non seguono nessun profilo Twitter, fatta eccezione per quelli di Nigel Farage e del suo nuovo partito.

Un’altra parte degli utenti è invece attiva a livelli umanamente irrealistici: tweets inviati a tutte le ore del giorno e della notte e un volume di interazioni (tweets e retweets) che supera le diverse migliaia per giorno.

E i partiti italiani?

Pagella Politica ha ripetuto l’analisi fatta per il contesto inglese da Atc e condivisa via TrulyMedia – una piattaforma collaborativa utilizzata nell’ambito del progetto Soma – allargando l’analisi ai profili Twitter dei principali partiti politici italiani. I risultati sono stati sorprendenti.

La Lega e Noi con Salvini

La prima informazione che emerge analizzando i profili @LegaSalvini e @noiconsalvini è un livello di inattività del campione di utenti superiore a quello del Brexit Party (rispettivamente del 12,6 per cento e del 10,6 per cento). Tra questi profili vi sono account di persone reali con un basso livello di utilizzo, ma soprattutto utenti fittizi con attività anomale.

Ad esempio: il profilo @FelipeC95832041, creato da meno di un mese, è completamente inattivo (zero tweets), non presenta foto o informazioni e segue solamente le pagine a sostegno di Salvini. Contraltare di questo tipo di profilo sono invece gli account estremamente attivi, ma solamente in relazione a specifiche tematiche a sostegno di Salvini.

Utenti come @pelton2020, ad esempio, condividono a tutte le ore del giorno e della notte materiale anti-migranti proveniente da siti dalla dubbia affidabilità. Allo stesso tempo, questi account menzionano sia una lunga lista di profili di personaggi pubblici, per essere notati dai follower reali di queste figure pubbliche, sia una serie di altri account con nomi sospetti e che presentano a loro volta comportamenti anomali (come @pelton2019 e @pelton2018).

Il Movimento 5 Stelle

Il profilo @Mov5Stelle si caratterizza per un livello di inattività superiore a quello dell’alleato di governo (pari al 19 per cento del campione) e di qualsiasi altro partito analizzato. È proprio in relazione al livello di inattività che si registra il maggior numero di profili anomali.

Esistono infatti molteplici account (come, ad esempio, @Vinicio81344516) che abbinano a nomi possibilmente generati da un software un livello di attività del tutto nullo. Molti di questi profili non seguono alcun account ad eccezione di quelli legati al Movimento. Inoltre, hanno interrotto qualsiasi attività subito dopo essersi registrati a Twitter e aver deciso di diventare followers di pagine legate al Movimento.

I partiti dell’opposizione

La presenza di una vasta platea di followers con profili che si comportano in maniera altamente anomala non è un prerogativa esclusiva dei partiti di governo.

Il Partito democratico, Forza Italia e Fratelli d’Italia possiedono a loro volta una schiera di utenti inattivi (rispettivamente il 13 per cento, il 9,5 per cento e il 7,1 per cento del campione analizzato), di cui una larga parte è costituita da account con nomi che sembrano generati da software, profili privi di attività e una lista molta corta di profili seguiti, tra cui spuntano solamente gli account dei leader dei partiti in questione.

Tabella: I profili Twitter dei principali partiti politici italiani - Fonte: Pagella Politica

In conclusione

L’analisi dei profili Twitter ha fornito un importante elemento da considerare. Sembra infatti che, a prescindere dal colore politico, i profili Twitter dei principali partiti politici italiani siano seguiti da una fetta consistente di account caratterizzati da comportamenti sospetti o sicuramente non coerenti con quelli di un utente umano.

Non è semplice capire se questo sia il frutto di una scelta dei partiti - si possono infatti facilmente acquistare followers fasulli per gonfiare il proprio seguito - o di individui che non sono invece collegati ai vari gruppi politici.

Per scoprire se questa sia una peculiarità tutta italiana oppure un fenomeno comune anche ad altri Paesi europei, abbiamo deciso di coinvolgere altre organizzazioni di fact-checking e debunking tramite la piattaforma TrulyMedia. Abbiamo perciò chiesto ai nostri colleghi europei se anche i partiti dei loro Paesi siano supportati da un possibile “esercito di bot”. Nelle prossime settimane vi terremo aggiornati sui risultati delle loro analisi.

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