Pubblicato: venerdì 18 novembre 2016
Photo: Di Narendra Modi - PM in US, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=44681007
Facebook e le bufale: lettera aperta a Mark Zuckerberg

Le presidenziali USA hanno aperto un grande dibattito sulla diffusione delle notizie false su Internet e sul ruolo che le grandi società della Rete potrebbero (dovrebbero?) avere nell’arginarle. Pagella Politica, come parte dell’International Fact-Checking Network, è tra i firmatari di una lettera aperta al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, per invitarlo a un dialogo aperto e collaborativo su questi temi. La riportiamo di seguito.

Gentile Mark Zuckerberg,

la scorsa settimana Lei ha scritto che il problema delle bufale e delle false informazioni online è particolarmente complesso. Nelle Sue parole: «Identificare la “verità” è complicato». Siamo d’accordo. Non può neanche essere la responsabilità esclusiva di nessuna singola organizzazione.

Come network di organizzazioni di fact-checking indipendenti nate per promuovere l’accuratezza nel dibattito pubblico e nei media dappertutto, dal Sudafrica al Nepal, dall’Argentina al Regno Unito, e che aderiscono a un codice pubblico di principi nel fact-checking, è una sfida con cui abbiamo a che fare ogni giorno.

Post popolari che diffondevano finte informazioni sanitarie sono servite a diffondere false cure “mediche” e a danneggiare campagne sanitarie pubbliche in diverse parti del mondo. Notizie false online sono state usate per incitare la violenza in paesi come il Nepal e la Nigeria. Affermazioni fasulle su Facebook hanno portato al pestaggio e alla morte di una donna in Brasile.

Riconosciamo che Facebook sia anche uno strumento cruciale per la diffusione di informazioni accurate e che può essere una componente vitale per un sano dibattito pubblico.

Crediamo che Facebook debba cominciare un dialogo aperto sui principi che possono sostenere un ambiente informativo migliore nel suo News Feed. La comunità globale del fact-checking è più che disponibile a prendere parte in questo dialogo.

Molte delle nostre organizzazioni forniscono già formazione nel fact-checking a media, alle università e al pubblico. Saremmo felici di dedicarci con Lei a come i vostri redattori potrebbero individuare e smentire false notizie.

Crediamo anche che sia essenziale rafforzare il ruolo degli utenti nel combattere la disinformazione. Diversi studi mostrano che le persone, qualunque sia il credo politico, accettano molto spesso le informazioni che sono conformi ai loro pregiudizi, anche se sono false.

Facebook dovrebbe rafforzare la possibilità per gli utenti di identificare da soli i post che diffondono bufale e le false notizie, poiché la scala del problema è troppo grande per un approccio unicamente dall’alto verso il basso.

Siamo stati rincuorati nel sentirLa esprimere preoccupazione per le bufale virali. Non presumiamo di avere tutte le risposte, e neppure la maggior parte, nell’affrontare questa piaga, ma La invitiamo urgentemente ad aprire un dialogo a questo proposito.

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